Martellate 'sta ceppa

Lo so, è una vita che non posto sul blog.
In effetti è da prima della fine dei Mondiali di Calcio... Roba tosta, sono passati mesi.
E, se proprio devo dirla tutta, l'intenzione era di continuare così ancora per un po'. Per un bel po', almeno fino a quando non avrei definitivamente capito cosa fare di questo mio piccolo angolo di internet: riprendere ad abitarlo, togliendo un po' di ragnatele, o chiudere definitivamente bottega, magari appendendo fuori un bel cartello vintage?
Ancora non so quale sia la decisione migliore.

Però...

Però.

Oggi è comparso un bellissimo ma tristissimo post sul blog dell'amico +Davide Mana, il post che poi ha ispirato il titolo di questo post.
Leggetelo, è importante.
Fatto? No? In ogni caso lo riassumo.
Il ragionamento, o meglio, la conclusione del ragionamento è la seguente: la "Gente" è veramente così spaventata dalle novità?!
Possibile che basti un solo, minimo "sgarro" alle regole della "normalità" per essere additati, o peggio, allontanati?!
Pare di sì.
Pare che basti adottare nuove strategie di marketing per vedersi, per esempio, togliere l'amicizia da facebook. Pare che basti (orrore!!) chiedere 3,99 € per 150 pagine di racconti per veder scemare le condivisioni, e il passaparola.
Pare che basti fare un mestiere "diverso" per sentirsi dire "Sì, vabbè... Ma di lavoro che fai?!"
Pare di sì.
Perché pare che il vecchio detto giapponese che ha dato il titolo a entrambi i post e secondo cui "il chiodo che sporge viene martellato", beh... sia vero.

Una tavola che mostra un disegnatore di fumetti.
Indovinate? L'opera da cui è tratta si intitola... "Un lavoro vero."
E allora?
E allora io, personalmente, mi sono rotto il cazzo.
Sì, l'ho detto.
Non ne posso più di un Paese dove le novità sono viste come fumo negli occhi, dove ogni idea "rivoluzionaria" viene guardata storta, perché potrebbe essere un modo per fregare il prossimo.
Un Paese dove chi fa qualcosa e non chiede niente in cambio è visto con sospetto, perché "ci sarà qualcosa sotto"... Oppure, se fa un lavoro "creativo" e chiede in cambio denaro è un cialtrone, perché "tanto tu lo fai per passione no?"
In cui il lavoro che non sia "manuale" non è lavoro.
Un Paese in cui ci si rassegna in continuazione al fatto che il crowfunding non funzionerà mai; in cui c'è ancora gente che "ma davvero compri su eBay?? Non lo sai che ti clonano la carta di credito?"; e ci sono pure quelli che "ma dai! Hai comprato whatspp? Ma se lo disinstalli e lo riscarichi puoi averlo gratis!" e via discorrendo.
E' frustrante vivere in un posto così, e avere la sensazione di essere in una palude. Ché se ti appisoli un attimo ecco che sprofondi anche tu.

E allora io voglio fare il chiodo che sporge, e dire agli altri chiodi che sporgono che io il mio lo faccio.
E no, non posso partecipare al launch party di The Hand of Isfet, perché non sono su Faccialibro e non ci voglio essere.
Però posso usare il mio angolino di rete per dire che "ehi, esiste il launch party del nuovo capitolo della saga più figa del III Secolo d.C.!" E se fossi in voi parteciperei, ché la festa sembra maledettamente divertente.

E posso dire che è finalmente uscito Asteria alla Corte di Minosse (e io l'ho preordinato, gnè gnè gnè!) che è una figata con una copertina meravigliosa e che mischia il peplum con i robot giganti di Go Nagai e un cattivo che è meglio dellaRegina Himika; e posso dire anche che storie come queste e come quelle dedicate a Maciste dall'amico +Alessandro Girola sono cose che resuscitano un genere, perché porco mondo provateci voi a scrivere nel 2014 Maciste contro Freud e farlo uscire fuori così figo!

E queste cose le posso dire, e quindi le devo dire, perché sono anche quelli come me, che divorano libri e articoli e poi sono troppo fottutamente pigri per scrivere una maledetta recensione su Amazon, ad avvelenare il sistema.

Con questo post voglio raggiungere voi lettori, per quanto pochi possiate essere, e anche voi, passanti di qui per caso: non siate pigri. Non rallentate il segnale, che sempre più spesso rischia di somigliare all'elettroencefalogramma piatto della vita culturale del nostro Paese.
E voi, martellatori di chiodi che sporgono, martellate 'sta ceppa! Ci saranno sempre chiodi che sporgono, cose che non vanno come voi vorreste, onde anomale a spezzare la calma piatta della mediocrità che volete imporre, con gabbie di regole e cavilli, con badilate di "non funzionerà mai".
Funzionerà, invece.
Ci vorrà tempo, e fatica, perché voi siete ovunque.
Ma funzionerà.

Nel frattempo, amici miei, comprate ebook. E libri.
E leggeteli.
Parlatene bene ad amici e parenti. Se vi chiedono "lo trovo da scaricare?" mandateli affanculo.
Condividete. Recensite.
Plaunch party su facebook.
artecipate ai
Premiate la creatività e l'audacia di chi sperimenta, di chi osa. Di chi fonda una factory, o di chi parla di fumetti in maniera intelligente e approfondita. "Come se fossero una cosa seria."

Mondiali 2014: un bilancio prima delle Finali

Eh, un post sui Mondiali 2014 lo dovevo fare per forza.
Forse non lo sapete, cari lettori, ma io sono un appassionato di calcio, in particolare delle partite della Nazionale italiana, e in genere delle Nazionali tutte. Durante l'anno sono un finto tifoso della Lazio, dico finto perché, in effetti, sono almeno dieci anni che del campionato me ne frega il giusto.

Comunque, dicevo, la Nazionale.
Mi piace seguire i Mondiali e gli Europei, e quando riesco sbircio anche le altre competizioni continentali: Coppa d'Africa e Coppa d'Asia su tutte, anche se la seconda sembra essere una delle competizioni continentali meno interessanti della storia del calcio. :D
Fortunatamente questa competizione mondiale, Brasile 2014, me la sono abbastanza goduta. Nonostante la pessima gestione Rai delle partite, sono riuscito anche a "scroccare" un po' di Sky, così da vedere più partite di quelle trasmesse dalla nostra rete nazionale. Scrivo questo post il giorno della prima finale, la "finalina" per il 3° e 4° posto, alla quale partecipa, con mia immensa sorpresa, la squadra di casa. Questo post è una sorta di bilancio del Mondiale ormai quasi trascorso, con annesso pronostico sul vincitore.
Via col bilancio: sigla!

Fase a Gironi
Probabilmente la fase più sorprendente del Mondiale 2014. Mi sono divertito moltissimo a vedere le partite della fase a gironi, che si sono rivelate ricchissime di gol. Non sono mancate partite-goleada, come lo splendido (ho goduto come un riccio :D) 5-1 rifilato dall'Olanda alla Spagna, o il 4-0 tra Germania e Portogallo. Un totale di 136 reti segnate in 50 partite. Più di 2 gol e mezzo a partita, in pratica. Neanche a farlo apposta, qual'è stato il girone con il minor numero di reti segnate? Ovvio, il nostro. :D
Fase a gironi caratterizzata però anche da un numero incalcolabile (e inqualificabile) di sviste arbitrali, alcune delle quali, come quelle che hanno permesso ad un mediocre Brasile di vincere immeritatamente la gara d'apertura contro una buona Croazia, hanno fatto pensare a qualcosa di diverso da semplici "errori". Ma io sono un dietrologo, quindi adesso smetto con la polemica.
Come dicevo, la fase a gironi è stata sorprendente. Moltissime le eliminate "illustri", prime fra tutte Italia, Spagna, Inghilterra e Portogallo. Eliminata a sorpresa anche la Russia di Capello, in favore di una fomentatissima Algeria; eliminato un Giappone terribilmente mediocre, che mi ha regalato partite di una noia mortale: un peccato, mi aspettavo decisamente meglio da Honda e soci.
In conclusione, questa fase è stata divertente ma, per me, deludente dal punto di vista delle squadre "passate": mi interessava vedere in azione il Belgio, la Croazia e la Bosnia: è passato agli ottavi soltanto il Belgio.

Ottavi di Finale
Contrariamente alla fase a gironi, questa è stata probabilmente la fase più deludente del Mondiale: poche reti, diverse partite finite ai rigori (detesto l'atmosfera di estrema casualità che permea i rigori), squadre che avrebbero dovuto spaccare il mondo si sono ridotte ad accontentarsi di vittorie di misura: bruttissime in particolare Argentina-Svizzera e Olanda-Messico, due partite da cui mi aspettavo molto.Mediocre anche Belgio-Stati Uniti, che sula carta sarebbe dovuto essere un bel massacro. Un'altra vittoria a base di Neymar e fortuna per il Brasile, che si conferma come una squadra assolutamente mediocre.
Una nota di pura goduria? La sconfitta dell'Uruguay. Sì, sono un tipo vendicativo. :D

Quarti e Semifinali
I quarti di finale hanno "riportato in carreggiata" il Mondiale sorprendente che avevamo visto fino ad ora: sono bastate due partite tutt'altro che entusiasmanti di Argentina e Olanda per eliminare le uniche due outsider rimaste: fuori Belgio e Costa Rica, e grandi aspettative per la semifinale Argentina-Olanda.
Dall'altra parte del tabellone, invece, finalmente si vede il Brasile degno della semifinale: fuori la Colombia, che se la gioca piuttosto bene. Bellissimo anche (sulla carta) lo scontro tra i giganti d'Europa: Francia e Germania, che però ci regalano una partita modesta, dominata da una Germania bella quadrata e che schiera una formazione che sembra l'All-Star di un vecchio Winning Eleven. :D
Germania-Brasile è una semifinale che ha il sapore di una finalissima.
Ora, su Argentina-Olanda non vale la pena di spenderci più di una dozzina di parole: partita anonima, l'Olanda che ha stravinto il girone e umiliato la Spagna non si è più fatta viva. Triste 0-0, "lotteria dei rigori" che premia l'Argentina, tanti saluti a Robben e soci.
E' Germania-Brasile che farà entrare negli annali questo Mondiale. Che devo dire? 7-1, un record assoluto, un Brasile annichilito, una squadra che mi era antipatica ma che non ho potuto fare a meno di compatire, tanto sembravano annichiliti giocatori e tifosi. Lacrime e sangue, letteralmente.
Assenze pesantissime quelle di Neymar e Thiago Silva, certo, ma la dipendenza psicologica della famosa "Selecao" da un ragazzino del '93 (per carità, forse è l'attaccante più forte del mondo, ma possibile che tutti gli altri giocatori brasiliani manchino di carisma?!) è francamente impensabile. Il Brasile sbanda completamente dopo il secondo gol dei tedeschi, e la Germania ne approfitta.
E così, arriviamo alla finalissima di domenica: Germania-Argentina.

L'Italia
Credevate che non ne avrei parlato? Illusi. Ma, davvero, basta poco. La prestazione, anzi, le prestazioni dell'Italia a questi Mondiali sono state indegne. Tutte indegne.  Compresa quella contro l'Inghilterra, che abbiamo vinto solo perché gli inglesi erano più scarsi di noi. Imbarazzanti quasi tutti i reparti, si sono salvati giusto i portieri, e a tratti il centrocampo. Verratti, il fenomeno, s'è visto solo nella partita contro l'Uruguay. Attacco? Non pervenuto. E qualcuno ha detto che è colpa del povero Balotelli. Dai, non scherziamo. Un ragazzino con il peso di tutto l'attacco della Nazionale sulle spalle? DA SOLO? Non scherziamo! Tra l'altro Balotelli è, strutturalmente, una seconda punta. Ma questo a Prandelli non interessa granchè: del resto abbiamo schierato Chiellini e Marchisio fuori ruolo in tutte e tre le nostre partite.
Sì, in soldoni io credo che la colpa della pessima figura che abbiamo fatto sia al 90% del mister.  "Dal capo viè la tigna", si dice a Roma. Convocazioni fatte male, sostituzioni fatte male, formazioni fatte male. Risultato: quattro tiri in porta in tre partite, Italia fuori al girone. Non poteva essere altrimenti, del resto.
Ah, vogliamo parlare di Paletta? Vi prego, qualcuno commenti per spiegarmi perché abbiamo avuto necessità di NATURALIZZARE quel giocatore. Davvero il nostro calcio non è riuscito a produrre qualcuno al suo livello? E Criscito? Ranocchia? Mah...
Ah, per favore, qualcuno venga a dirmi che abbiamo perso per colpa degli arbitri, dai.

I volti del Mondiale
Piccola puntatina sui giocatori emersi fin qui: della Germania non si parla, ha una formazione di un altro
livello rispetto a qualsiasi altra. Non c'è un giocatore della Germania che non sarebbe ambito dalle migliori squadre del nostro campionato. Forse i difensori non sono eccelsi, ma credo che a compensare la qualità basti il miglior terzino del mondo, Philip Lahm.
Sorprendente Rodriguez della Colombia, e, per me, sorprendente Neymar: non avevo idea dell'impatto psicologico che la sua figura ha su tutta la squadra. Sorprendente davvero, nel bene e nel male.
Ho avuto la conferma che Suarez è completamente pazzo: non c'è nulla da fare, quando è troppo sotto pressione gli parte la scheggia, e mozzica. Credo che, insieme alla squalifica, sia d'obbligo una visita dallo psicologo. No, dico sul serio.
Le giovani star del Belgio non mi hanno entusiasmato, ma continuo a considerare Mertens un vero fenomeno. Invece, osservando le partite, mi sono accorto di come in tutto il mondiale si siano visti non più di quattro o cinque portieri di livello. Buffon e Sirigu, nella nostra migliore tradizione calcistica, e poi Neuer, probabilmente il più forte del mondo ora, e Courtois. Tutto il resto è papera.

I media
Due parole veloci per concludere quello che è diventato un post chilometrico.
Poco prima dell'inizio del Mondiale, in un suo post, +Davide Mana lamentava la monopolizzazione dei media da parte del Mondiale. Beh, aveva ragione, come al solito è stato un vero bombardamento. Du' palle, persino per me che amo il calcio. Soprattutto sono state insopportabili le chiacchiere dopo l'uscita dell'Italia, con una corsa sfrenata alla condanna di Balotelli, e qualche voce che "è colpa dell'arbitro, Marchisio non andava espulso e Suarez sì." E vabbè...
In compenso, ho trovato belle cose nella blogosfera. I commenti del +sommobutaReturns, e due post davvero interessanti di +Alessandro Girola: il primo, un bell'articolo di "inizio Mondiale", e il secondo un geniale post sui Mondiali Ucronici del '76. Entusiasmante, veramente. ;)

Il pronostico
E con questo, concludo.
La Germania è la più forte. Merita di vincere, senza dubbio.
Per questo vincerà l'Argentina, e non entro i 90 minuti.
Ho detto.

Ancora 12 € di ebook!

Estate! Tempo di riposo, caldo torrido (o fresco clima montano, se siete fortunati...) e soprattutto... Letture! Non so voi, ma per me l'estate è il periodo in cui "consumo libri" ad un ritmo impressionante.
Ah, come dite?
E' anche il momento in cui sono sparito per mesi?
Dai, purtroppo so che se siete miei lettori ci siete abituati ormai. ^^''' Però ora ci sono! Sono tornato con un bel post di segnalazioni digitali!
Il terzo, per l'esattezza, dopo il primo e il secondo, che hanno riscosso parecchio successo. Sono anche molto contento di vedere che il "format" delle brevi segnalazioni multiple di libri di qualità e a basso costo ha avuto successo tanto da essere replicato: nelle ultime settimane diversi post di ottimi consigli librari hanno visto la luce. Bene!

Dunque, si diceva, estate. L'estate, si sa, da qualche anno è il momento dei gialli/thriller da spiaggia: ne escono a tonnellate, meglio se sono "puntate" delle avventure di qualche ispettore, commissario, maresciallo, eccetera. Tra i bestsellers al momento abbiamo l'ultimo di Camilleri, un Montalbano da una dozzina di Euro. Beh, Camilleri mi piace. Ma suvvia, Montalbano lo porta in tv un eccellente Luca Zingaretti, quindi... Perché non spendere in altro modo i vostri 12 €?

Eroi dei Due Mondi (di Davide Mana)
€ 1,99

Capolavoro assoluto di Davide. Io adoro le storie di Aculeo & Amunet, e lo dovreste sapere, ma queste 6 storie del "Ciclo Marziano"... Sono strepitose.
6 storie dove c'è davvero di tutto: c'è Garibaldi, ovviamente, ma c'è anche Marte, c'è un'ucronia, ovviamente, e ci sono i marziani à la Burroughs, e avventurieri e archeologi del nascente Regno d'Italia... Più o meno. Ed è pieno di inside jokes divertenti, anche se credo di averne colti meno della metà... Però sono quasi sicuro che sui bassorilievi di una costruzione marziana ci fossero raffigurati gli struzzi e i coccodrilli della Danza delle Ore di Fantasia.

Angelize (di Aislinn)
€ 6,99

Ebbene sì, stavolta vi suggerisco una spesa azzardata. Quasi 7 Euro per un eBook, infatti, non è roba da tutti i giorni. Però giuro che questo di Aislinn vale la spesa. Ok, ok, lo so, è un urban fantasy. E ci sono gli angeli. Mi rendo conto che, di questi tempi, i due elementi possano far fuggire via i lettori abituali di questo blog. Però l'argomento l'autrice lo tratta con originalità e, soprattutto, con stile. Un bello stile. E per questo vale la spesa. Perché il libro è scritto bene, perché avrà un seguito (o due?) ma si legge anche così, perché i personaggi sono credibili e ben delineati. E poi ok, sono 7 €, ma sono pur sempre 500 pagine di urban fantasy italiano scritto bene... Dove altro lo trovate, di 'sti tempi?!

Il Colosso Addormentato (di Samuel Marolla)
€ 1,49

Finalmente ho comprato un libro di Samuel Marolla.
Oh, ho letto ovunque che è il miglior scrittore horror italiano... Porca vacca, dovevo leggerlo! E infatti non sono stato deluso. Il Colosso è un horror psicologico, con un bel po' di orrore lovecraftiano e una spruzzatina finale (ma piccola, eh) di zombificazione... C'è da aggiungere altro? Sì, forse sì: ho letto la seconda metà del libro di notte, a letto, e sono stato costretto a leggere qualche pagina di Fafhrd e del Mouser, per addormentarmi un po' più tranquillo. Oh, sarà che sono un tipo impressionabile...

Buran (di Davide Mana)
€ 1,49

Ancora Mana?! Sì, ancora.
Buran è una storia di un centinaio di pagine, di sf e atmosfere di cialtronaggine à la Space Cowboys. Una storia vecchia, del 2006, che ha rivisto la luce sotto forma di eBook dopo otto anni. Ed è lì, che fà bella mostra di sé.
Ora, la questione seria è che la storiella contiene ben cinque previsioni azzeccate sul futuro. Che nel 2006 era futuro, ma ora è maledettamente presente. Cinque previsioni azzeccate. Ok, la crisi economica era facile. Ma il ritrovamento di una navicella sovietica in un hangar dimenticato da Dio? E il ritorno di una sonda da oltre le Nubi di Oort? Non scherziamo.
Che poi ci sarebbe anche la questione di Fukushima... Allora, Daniele Bossari?! Adam Kadmon?! Cosa accidenti aspettate! Servono le telecamere! Mr. Mana è senza dubbio un rettiliano infiltrato venuto dal futuro! Prendetelo! Fateci una puntata di Mistero!
Io, per non saper né leggere né scrivere, compro l'ebook.

Finito. 11,96 € e avete un migliaio di pagine a disposizione. E avete anche la promessa che tornerò presto, con una decina di Euro pieni zeppi di supereroi! Aspettate e vedrete.

Traslocare, lavorare e altre amenità



Dunque, cominciamo con le scuse di rito: sono settimane che non posto, persino i racconti (le 52 short stories, no?) sono stati sospesi per un po'. Eppure ci sono, giuro che sono qui, nel mio hd. Allora perché non postarli?
Perché, molto semplicemente, non avrei tempo di rispondere ai commenti, alle mail, alle osservazioni, agli insulti. A nulla, in pratica. E quindi, ho pensato, meglio tacere.
Comunque sia, la situazione è semplice (da spiegare) ancorché complessa (da vivere). Quindi, mentre me la vivo tra preoccupazioni, affanni e fatica (e però c'è anche la Gioia, come dice Mariano in Boris), cercherò di spiegarla in modo semplice. Innanzitutto è Maggio (anzi, ora è Giugno, però è stato Maggio, fino a ieri), e questo per me significa tre cose: lavoro, lavoro, lavoro. Centosessanta (più o meno) ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni da portare in scena, spettacoli da allestire, scenografie da preparare (cioè proprio da costruire materialmente, ché dalle mie parti si fa tutto noi, handmade) e un delirio che non vi dico.
E poi dobbiamo farne di mestieri, noi che viviamo della nostra fantasia, diceva il poeta (Guccini), che poi parleremo anche di questo. Un giorno che non piove tanto.
Insomma, una tonnellata di cose da fare, sempre in giro, mai nello stesso posto, mai con una connessione sottomano. Oltretutto ci si è messo di mezzo anche altro, di più personale, che ha portato con sé la necessità di cambiare casa.

Traslocare, si diceva nel titolo.
Ora è un mese che viviamo nella nuova casa, un po' più "periferica" di quella vecchia ma con un bel giardino e qualche mq in più. Dunque Aprile e Maggio sono stati anche due mesi di traslochi, e di riflessioni.
Mi sono reso conto di che roba grossa sia, un trasloco... E' pieno di simboli.
La sensazione di come pian piano ti venga a mancare il terreno sotto i piedi, man mano che inscatoli la tua roba, smonti i mobili, cominci a portarli via.
Lo spaesamento che ti crea la nuova casa, all'inizio. La paura di aver fatto un passo falso.
E poi l'entusiasmo di adattare le vecchie cose ai nuovi spazi, di comprare (e montare! >_<) nuove cose, altri mobili, sistemare tutto... La necessità di creare qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo sentirsi a casa, come prima.
Tutte emozioni e sensazioni che mi sono trovato a vivere quando ho scelto di fare questo lavoro definitivamente. Il parallelo mi è sembrato subito evidente.
La paura di fallire, l'incertezza di aver scelto un terreno accidentato, una strada difficile.
L'abbandono delle vecchie (cattive) abitudini.
E la forza necessaria a superare i momenti di difficoltà, e la gente intorno che, non contenta di vederti in difficoltà, ci mette il carico da undici.
Poi però, ad un certo punto, le scatole da spacchettare sono finite.
Ritrovi le piccole cose.
Il libro che tua moglie ha inscatolato in profondità nonostante ci fosse un segnalibro (>_<).
Blocchi con appunti. Fotografie e soprammobili.
E si ricomincia con la cara, vecchia, nuova vita.

Sono state riflessioni importanti, che mi hanno accompagnato per settimane. Le ho volute scrivere qui, sul blog, un po' per rendervi partecipi, un po' per poterle ritrovare da qualche parte.
Nel caso in cui...
Cambiare casa è (spesso, quando non è un obbligo) una scelta importante. E mi sono accorto che, alla fine, le scelte importanti si assomigliano tutte. E' una questione di struttura. Perché la radice delle grandi scelte è il cambiamento, e il desiderio di cambiamento si porta sempre appresso le stesse indecisioni, i dubbi, gli ostacoli. E gli scassacazzi. Ah, quelli abbondano sempre, ci vanno a nozze con il desiderio di cambiamento. Sono sempre lì, puntuali come la morte, le tasse e Sanremo, a farti notare come cambiare sia male.
Beh, vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già.
Oh, lo diceva il poeta, mica lo dico io.

In conclusione: spero che questa condivisione abbia ripagato la mia assenza. E, anche se spero di poter essere più presente, e magari di lasciarvi ancora qualche € di e-book, come qualche settimana fa, non posso promettervi nulla... Però ce la metterò tutta. Il grosso del lavoro finirà tra qualche giorno, quindi portate pazienza...
Quando tornerò, ci saranno grosse novità. Parola di lupetto.

4/52 - La Bocca della Verità


Nel Novembre del 2013 è successa una cosa epica: per la prima volta sono stato io a chiamare Zack per avvertirlo che c’era un problema.
E io me ne sono accorto subito che c’era un problema, quando ho visto un capannello di gente e polizia intorno alla Bocca della Verità, transennata e irraggiungibile. Cioè, in quel momento non avevo proprio realizzato che il problema fosse uno di quelli che dovevamo risolvere noi. Pensavo solo che ci fosse qualcosa da vedere, fotografare e raccontare. Tanto per fingere ancora un po’ di fare il giornalista, per pagare le bollette.
Mi avvicino al capannello di curiosi, e cerco di estorcere informazioni a una guardia giovane, un ragazzetto secco secco che se ne sta in disparte, bianco come un lenzuolo.
“Insomma?” gli faccio, cercando di sembrare disinvolto “Che si dice?”
“Niente, niente” mi fa quello, senza guardarmi “Circolare.”
“Daje, ma come circolare! Ma che è, un film de Sordi?”
È solo in quel momento, mentre sbircio tra le teste, che noto il sangue a terra e i paramedici.
“Ma che c’è scappato il morto?” dico al poliziotto. E mentre quello mi ignora, sento una voce che mi chiama.
“Danie’! a Danie’, ma sei te?!”
Giro la testa a destra e a sinistra, cercando di capire. E vedo una guardia che si sbraccia e viene verso di me. E sorride pure. Roba che in quel clima teso è fuori luogo proprio.
“Danie’, ‘tacci tua! Che stai a fa’ qua?!”
Lo guardo, metto a fuoco bene il viso. Capelli neri, riccio, niente barba, un po’ di scucchia, occhi azzurri...
“Alfredino?! Anvedi!”
Ci abbracciamo e ci salutiamo calorosamente, io e Alfredo Michetti, vecchi compagni di Liceo al Virgilio.
“Alfredino! Ma dimme te! E che sei finito a fa’ la guardia?”
“Eh lo sai come vanno ‘ste cose... Zio Mario è Comandante di gruppo qui in Municipio I, e solo con la pensione di mamma non ce se fa’.”
Registro l’informazione nella mia memoria da paura, ché un amico poliziotto torna sempre utile. Mi sento un giornalista da film, o da romanzo.
“Ma te piuttosto? Che fai qua?”
“Curiosavo...” e tiro fuori il tesserino da giornalista, tutto ciancicato, dal portafogli.
“Anvedi Danielino giornalista! Chi se lo sarebbe mai creso!” mi prende in giro.
“Eh, sempre meglio che lavorare, no?” scherzo io “Piuttosto Alfre’, che mi dici de ‘sto casino? Che è successo?”
“Lascia perdere, una storia assurda!”
“Vado matto per le storie assurde, spara.”
“C’hai presente il mascherone?”
“La Bocca?”
“Certo. Calcola che stamattina ha staccato la mano a due turisti.”
Brivido lungo la schiena. Ecco fatto. I miei sensi di ragno mi dicono che sono cazzi proprio. Devo chiamare Zack.
“Al primo è venuto quasi un infarto, ma era giapponese e al pronto soccorso non c’hanno capito un cazzo. Problemi di comunicazione, qualcuno ha pensato a uno scherzo, un film, vai a capire, e la Bocca è rimasta a disposizione. Solo che un’oretta dopo l’idea geniale di farsi la foto con la mano in bocca è venuta a un ragazzo di Milano.”
“E allora?”
“Tranciata di netto. La fidanzata è sotto shock, lui peggio ancora. Penso che lo stiano portando al pronto soccorso.”
“Oh cazzo.”
“Mi hai tolto le parole di bocca.”
“Ma chi è stato? Insomma, ora che vi hanno chiamati avete capito che succede?” Provo a chiedere, ma immagino la risposta.
“Ma lascia perdere! Nessuno ci capisce niente” Ovvio. “Probabilmente un matto aveva montato una trappola dentro la Bocca e poi se l’è portata via, perché adesso pare tutto normale. Una specie di Unabomber, te lo ricordi quello psicopatico?”
“Capito. Scusa Alfre’, faccio una telefonata.”
“Fai fai. Oh, ci si vede in giro!”
“Sicuro!”
Mi allontano e chiamo Zack. ‘Sta cosa puzza proprio.

Un’ora dopo la Municipale brancola ancora nel buio, e sta cercando uno psicopatico che forse è scappato verso il Circo Massimo. La Bocca della Verità è ancora transennata, e io sono in piedi all’angolo con Via della Greca che aspetto Zaccaria. Arriva e accanna la macchina là, all’angolo con Santa Maria in Cosmedin. È assurdo proprio, io ancora non ho capito proprio come fa a non prendere mai una multa. Secondo me non le paga.
“Allora?” mi fa.
“Allora che?”
“Novità?”
“Nessuna, non hanno idea.”
“Tu ce l’hai?”
“Beh... Sì.” Mi guarda sgranando gli occhi, come se non si aspettasse che io potessi avere uno straccio di idea. Quasi lo odio, quando fà così.
“Sentiamo.”
“Secondo me è uno Gnefro. Come quella volta a Bomarzo, due mesi fa. Ha animato la Bocca... E quella mozzica! No?”
“Grande!”
Non ci credo. “E’ così? Davvero?!”
“No. Figurati se uno Gnefro si infila in pieno centro di Roma.”
Mi correggo. Io lo odio proprio.
Ci avviciniamo alla Bocca, la Municipale è andata via alla spicciolata sono rimasti solo due agenti a presidiare. Non c’è Alfredo.
Zack mi fa cenno di rimanere indietro e si avvicina agli agenti. Parla gesticolando in modo strano, autoritario e scattoso. Sembra uno che dirige il traffico. Poi a un certo punto i due gli fanno il saluto e si allontanano.
Lui mi fa cenno di avvicinarmi, mentre passa sotto alla striscia di nastro rosso e bianco.
“Oh, ma come hai fatto?”
“Poi un giorno parleremo di mesmerismo.”
“Certo.” Lo odio, lo odio.
“Intanto mettiti questi.” Dice mentre mi passa un paio di guanti da elettricista “E infila una mano.”
Questo è scemo proprio. Io la mano non ce la metto.
“Non ti preoccupare, non te la staccherà.”
“Che ne sai?”
“Non riuscirà a trapassare un materiale così moderno. Quella è gomma ultrapura, vai tranquillo.”
Se, tranquillo proprio. Ancora mi chiedo chi me lo fa fare, mentre avvicino la mano alla Bocca. Usa il mesmerismo anche su di me?
“Ahio! Cazzo!” sento una fitta alla mano sinistra, che ora è incastrata nella Bocca e non ne vuole sapere di uscire.
Zack scatta al mio fianco.
C’è qualcosa dentro la bocca, come in trasparenza, è un volto di donna, anzi, di vecchia. Mi sta mozzicando la mano, ‘sta bastarda!
Zack con la destra la prende per i capelli, e la strattona.
Mi sento la mano libera, e improvvisamente, in mezzo a noi, c’è una vecchia gobba, in carne e ossa. Zack la tiene per i capelli, e quella è in ginocchio... Ma Cristo, inginocchiata è alta quanto me!
Zachariah! Damnatus ignavus, dimitte![1]
Ego dimittam vos postquam mihi dicis quid nunc sis hic![2]
“Oh, ma che cazzo dite?!”
“Una volta il latino si parlava di più.” Dice la vecchia, con la sua voce cavernosa e potente.
“Dimmi che fai qui, strega!” Insiste Zaccaria.
Parvulus superbus...[3]” la strega estrae un coltellaccio e con un colpo rapido si taglia i capelli, liberandosi dalla presa. Lancia un grido orribile, e con la destra sferra un manrovescio che coglie Zack di sorpresa lo manda a sbattere contro la cancellata della chiesa.
Poi si dilegua, in una nuvola di fumo che odora di muffa e terra bagnata.
“Merda!” impreca Zaccaria, mentre la ciocca di capelli che stringe nel pugno sfrigola e si dissolve.

La sera siamo in uno degli appartamenti di Zack, dietro Piazza del Gesù. Lui ha ancora spalla e schiena doloranti per lo schianto contro la cancellata, ed è seduto sul divano a leggere uno dei suoi trattati sulla stregoneria, magia nera e roba simile. Io intanto sfrutto tutta la mia esperienza di aiutante di Zack per fare l’unica cosa davvero sensata da fare in questi momenti: preparo un caffè.
“Ti sei fatto un’idea della situazione?” mi chiede, alzandosi.
“Beh, tu l’hai chiamata strega, quindi...” esito e balbetto. Come alle interrogazioni al liceo proprio. Mi odio.
“Tutto qui?”
Vaffanculo,vaffanculo, vaffanculo!
“Beh, era alla Bocca della Verità!”
“Oh, bene! Continua.”
“La Bocca in origine era un oracolo, probabilmente, e anche... Smascherava le menzogne, roba del genere.”
“Quindi...”
“Quindi la presenza della strega ha qualcosa a che fare con un contratto... Non mantenuto?”
“Ottimo! E come la scacciamo?”
‘Azzo.
“Chiodo scaccia chiodo, Daniele. Ricordatelo.”
“Beh? È un proverbio da poveracci!”
“Tu giudichi troppo.” Zack parla mentre fruga prima nella libreria e poi nella dispensa “Adesso, per cortesia, renditi utile: abbiamo bisogno di spazio. Sposta il tavolinetto più in là. E anche il divano.”
Lui consulta il libro che ha preso, e io fatico. Regolare.
Il tavolinetto di legno, antico, massiccio, che pesa un sacco e ‘na sporta, lo metto nella stanza accanto. Il divano che sta in mezzo alla stanza invece lo spingo addosso al muro. Non ci penso proprio a portarlo di là, quello è un divano letto e io mica so’ un facchino! Comunque Zack se lo fa andare bene.
Regge in una mano il libro aperto, tenendo il segno col pollice, mentre con l’altra traccia un cerchio in terra con il sale grosso.
Io sono sudato come un cammello, e mi butto sul divano.
Lui prende un coltello da cucina e si taglia i palmi delle mani. Versa qualche goccia di sangue sul sale a terra.
“Bisogna chiamare la strega, e offrirle un contratto”, mi dice a un certo punto.
“Chiamarla? Qui?!”
“Sì, ma tranquillo, non uscirà dal cerchio.”
“Ah.” Allora sto tranquillo: io nel cerchio non ci entro proprio.
Zack ha finito di preparare il rituale, io sono sempre seduto sul divano. Spegne le luci elettriche, accende qualche candela, inizia a recitare la formula, in latino.
Tutto accade in un secondo, non faccio neanche in tempo a prendermi un colpo e scattare in piedi.
La strega si materializza nel cerchio e ha il coltellaccio in mano, come se sapesse. L’affondo è rapido, letale, diretto al cuore.
Ma forse anche il vecchio Zack sapeva.
Anziché tentare di evitare il colpo gli và incontro, con la sinistra devia il braccio della strega, e le afferra il polso. Torsione del busto, colpo secco con la destra, dal basso verso l’alto. Si sente un orribile crack, la strega grida, il coltello cade a terra, Zaccaria lo calcia fuori dal cerchio, ai miei piedi. Il braccio della strega è piegato ad angolo retto, ma al contrario.
“Ascoltami, strega!” la sua voce è ferma, il tono imperioso. Lei lo fissa con odio.
Zack le propone i termini del contratto, è un discorso articolato. Ma io non riesco a seguirlo. C’è una voce nella mia testa.
“Prendimi il coltello, giovane!”
All’inizio non capisco, penso di essermelo immaginato.
“Prendilo, maledizione! Portalo qui da me! E non ti accadrà nulla di male...”
“Col cazzo proprio, strega!” non sono mai educato quando sono teso.
“Ascoltami, giovane. Il tuo maestro pensa che io non possa uscire da questo ridicolo cerchio... è uno sciocco.”
“È inutile, non mi freghi!”
“Tu sei potente, giovane. Puoi superare il tuo maestro.”
Per un attimo mi sembra di non riuscire a pensare a niente.
“Sei giovane, ma conosci molte cose. E potrai impararne altre... Se mi aiuterai.”
“Non ci penso proprio.”
“Invece sì, ci stai pensando. E fai bene.”
“Ho detto no!”
“E come mai hai il coltello in mano?”
Cazzo, non me n’ero accorto.
“Portalo da me. Non esitare, altrimenti...”
“Altrimenti?”
“Prima annienterò il tuo maestro, poi uscirò da questo inutile cerchio magico e ti mangerò... Comincerò dal cuore, sarà delizioso!”
Vorrei ridere di questa orrenda caricatura della strega di Hansel e Gretel, ma non riesco a smettere di tremare.
“Se davvero puoi liberarti, e sconfiggere Zaccaria... Perché non lo fai? Fallo ora!”
“Io sono vecchia... Voglio un apprendista. Un apprendista sveglio, potente. E leale.”
Le parole di Zack sono un mormorio indistinto alle mie orecchie, mentre muovo i primi passi verso il cerchio di sale e sangue.
Entro nel cerchio, stringo il coltello nella destra. Zack si distrae.
“Fermo, che fai?!”
“La strega mi ha parlato.”
È la prima volta che scorgo genuino stupore nello sguardo di Zaccaria. Devo segnarmelo sul calendario questo giorno.
“Daniele...”
Quod parvum vobis est fide, homines…[4]
Mi giro verso la strega. Le sorrido.
“Tu non leggi davvero nel pensiero, giusto?”
Corruga la fronte, la vecchia bastarda. Che soddisfazione quando le pianto nella gola, fino al manico!



[1] Zaccaria! Dannato vigliacco, lasciami!
[2] Ti lascerò quando mi avrai detto perché sei qui!
[3] Piccolo uomo arrogante...
[4] Che cosa da poco è per voi la fedeltà, uomini...

Tutori della Scienza: la Teoria del Caos e l'Effetto Farfalla

Ecco qua, alla fine l'ho fatto. Mi sono imbarcato in questa cosa, che trovo straordinariamente interessante e che si è inventato Gianluca Santini, padrone do casa del blog Nella mente di Redrum. Di che stiamo parlando? Dell'iniziativa Tutori della Scienza, nata sulle pagine del blog sopracitato per favorire la divulgazione scientifica via web. L'idea di base è semplice: si sceglie un argomento scientifico, una teoria, un principio (come quelli della termodinamica, per esempio) e lo si "spiega" ai lettori sulle pagine del proprio blog. Non in modo eccessivamente "professorale", si capisce, bensì come se fosse... Che so, una chiacchierata fra amici.

La mia scelta è caduta sul cosiddetto effetto farfalla, altrimenti noto come dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, reso celebre da decine e decine di racconti e film, principalmente di fantascienza. Ray Bradbury, anyone?
Tuttavia, come il titolo stesso del post suggerisce, prima è necessario fare una puntatina sulla Teoria del Caos. Teoria che altro non è che un'analisi di quei sistemi fisici che presentano una sensibilità esponenziale alle modifiche delle condizioni iniziali. In pratica un sistema è detto caotico quando, al suo interno, è possibile che si verifichi un effetto farfalla, appunto.
Previsioni del tempo: un esempio di sistema caotico.
Dunque, le caratteristiche principali (e necessarie) per definire un sistema caotico sono:
  • la sopracitata sensibilità alle condizioni iniziali: se, in un sistema, ad una variazione infinitesima delle condizioni iniziali corrisponde una sensibile variazione delle condizioni in uscita, quel sistema è, probabilmente, un sistema caotico;
  • l'imprevedibilità: è impossibile, proprio per via di questa sensibilità, prevedere il comportamento del sistema in un arco di tempo sufficientemente lungo.
Ma quindi, in pratica, che cos'è l'effetto farfalla?
Il suo nome deriva, come già accennato, da un racconto di Ray Bradbury, Rumore di Tuono. In questo racconto si immagina una società futuristica in cui i viaggi nel tempo sono una consuetudine. Durante uno di questi viaggi nel tempo, precisamente nella preistoria, un uomo del futuro calpesta una farfalla innescando una serie di conseguenze che si rivelano disastrose per la Storia dell'umanità intera.
L'espressione è poi "ufficialmente" utilizzata nel film del 2004 The Butterfly Effect:
Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo.
Dunque, in sostanza l'effetto farfalla è quella cosa per cui, in un sistema caotico, ad una minima variazione delle condizioni iniziali (come, ad esempio, il battito d'ali di una farfalla) corrisponde una grande variazioni delle condizioni finali.
Quali sono, dunque, le conseguenze "reali" dell'effetto farfalla?
Sicuramente la più evidente è la scarsa validità delle previsioni a medio/lungo termine riguardo a sistemi caotici. Qualche esempio? Le previsioni del tempo, oppure il mercato azionario.
Del resto vi immaginereste i meteorologi che, per realizzare una previsione precisa, cominciassero a calcolare le variabili minime come il battito d'ali di tutte le farfalle dell'area interessata? Per questo, come avrete certamente sentito dire, le previsioni del tempo non sono mai affidabili al 100%, e anzi diventano quasi del tutto inattendibili su un periodo di tempo superiore ai quattro o cinque giorni.

E così si conclude il mio contributo al progetto, almeno per ora. Vi lascio con un paio di link che potrebbero tornarvi utili:
Il link alla pagina statica del progetto, che, ricordo, è un'iniziativa di Gianluca Santini;
Il link ad un hypertextbook sulla Teoria del Caos et similia;
E infine vi ricordo che il progetto Tutori della Scienza si vanta di avere l'approvazione ufficiale di Sheldon "Effetto Doppler" Cooper.


Stavolta... 12 € di ebook!

Eccoci qui, con a sinistra quello che sta per diventare il "simbolo" di questa serie di articoli: i consigli per gli acquisti digitali.
Il primo articolo risale a quasi un mese fa, e pare che sia piaciuto moltissimo. La cosa mi rende molto felice, non tanto per la quantità di visite (di cui me ne frega il giusto, che è poco), quanto perché in molti l'hanno segnalato come un articolo utile. Ecco, questo è proprio il mio scopo: scrivere articoli utili a chi mi legge. Talvolta sono riflessioni, pensieri miei, talvolta recensioni di singoli libri che mi hanno colpito, e talvolta... Beh, un bell'elenco di titoli acquistabili in digitale a prezzi convenienti.
"Prezzi umani", come dice la scritta fuori da un vivaio vicino casa mia.

Ah, a proposito, vi starete chiedendo come mai 12 € di ebook? La risposta è molto semplice, ed è duplice. Primo motivo: non potevo scrivere un titolo uguale a quello del vecchio post! :D
Secondo, reale, motivo: la scorsa volta ho preso ad esempio il prezzo dell'ultimo cartaceo di Fabio Volo. Ho detto: "Anziché comprare quella roba, spendete gli stessi soldi per questi ebook!" Oggi, prima di scrivere il post, ho controllato la classifica dei bestseller cartacei su Amazon: al primo posto c'è un tristissimo libro sulla dieta, che costa 12 €. Ed ecco spiegato il titolo del post: non comprate quella porcheria, comprate piuttosto...

Il Nodo della Strega di Marco Siena
€ 2,99

Ho inaugurato il mio ritorno su questi schermi con una recensione del "Nodo" di Marco Siena. Nell'articolo potrete trovare tutti i motivi che volete per l'acquisto, ma nel caso foste troppo pigri... Beh, forse vi basterà sapere che si tratta probabilmente del miglior ebook pubblicato da un autore indipendente che ho letto in questa metà di 2014. E meno di 3€ per circa 350 pagine mi sembrano un prezzo accettabile... No?


La Corte di Paracelso di Alessandro Girola
€ 0,97

Azione, horror, alchimia e un po' di erotismo: c'è tutto in questa splendida novelette di Alex Girola, ambientata nel lussuoso complesso residenziale di Corte Serena, situato nel varesotto.
Un prezzo irrisorio per 65 pagine di intrattenimento "urban-horror", in perfetto stile Girola: sicuramente sono le storie che gli riescono meglio, queste. Una segnalazione ulteriore: la "Corte" fa parte dell'interessantissimo progetto "Italia Doppleganger" che Alex ha ideato e sta portando avanti con maestria, storia dopo storia.

Imperial di Alessandro Girola
€ 1,65

Di nuovo il nome di Alex nella lista degli ebook di oggi: Imperial è la sua ultima fatica, una vera e propria novel da 125 pagine, un horror in puro stile Stephen King, con tanto di auto demoniaca... Una Chrysler Imperial del '92, appunto, che da il titolo alla storia.
L'ho acquistato e finito di leggere poche ore prima della stesura di questo articolo, e devo dire che si tratta probabilmente del miglior lavoro di Girola che ho letto. La storia è fighissima, si legge in un amen perché non si riesce a interrompere a metà... E la splendida cover di Giordano Efrodini merita una menzione, perché è davvero di classe.

La serie "Orrori della Valle Belbo" di Davide Mana
3 titoli a € 0,98 ciascuno

Anche questa volta una manciata di titoli per Davide Mana, che si conferma (nel caso a qualcuno interessasse) come il mio autore indipendente italiano preferito. La serie di racconti horror Gli Orrori della Valle Belbo ha al suo attivo ben tre titoli: La Notte dei Cacciatori, Chi ha nelle mani ha vinto, Dalle colline con la piena. Davide Mana sfrutta i "suoi" luoghi per confezionare tre storie horror di grandissimo impatto, da leggere tutte d'un fiato e, se possibile, con la luce accesa. :D
La prima storia, la "Notte", è un horror/noir con un po' di Lovecraft che non guasta mai; il secondo "Chi ha nelle mani ha vinto" è una storia inquietante nel suo essere terribilmente "ordinaria", e poi merita una menzione per il titolo splendido; infine "Dalle colline" è una storia che ha come protagonista il celeberrimo Mostro della Laguna: forse il migliore dei tre racconti, decisamente sorprendente, tendenzialmente VM 18. ;)

La Guerra del 13 di Massimo Mazzoni
€ 1,50

New entry tra le segnalazioni Massimo Mazzoni, autore del blog Cose Morte e di questo bellissimo urban fantasy, oltre che di un sacco di altre cose che potrete trovare scaricabili sul suo blog. In questo caso, con 1 euro e 50 centesimi, vi portate a casa 120 pagine di guerra fra bande rivali, cazzotti e pistole, fughe nella notte e strani avvenimenti, che si intrecciano con le vicende mutuate da... Uhm... Accidenti, non posso dire con quale grande Storia della nostra cultura si intreccia il tutto, altrimenti rischio di spoilerare parecchio! ;D

Piombo n.1 di Autori Vari
€ 1,50

Una divertentissima raccolta di racconti pulp alla vecchia maniera: giustizieri mascherati che si sono allenati nel misterioso oriente, sword&sorcery al femminile, un gorilla intelligente che uccide i Nazisti, e anche qualcosa di più... Brillante.
Una "rivista" fatta come si deve, con contributi di Davide Mana, Fulvio Gatti e soprattutto Andrea Sfiligoi, di cui purtroppo è uscito soltanto il primo numero... Spero tanto, anche se mi sembra una bella utopia, di leggerne altri. Ne comprerei uno al mese se uscissero, giuro.

Bene, anche per oggi ho finito. 11,55 € è la spesa complessiva, per quasi 1.000 pagine di intrattenimento coi fiocchi: pulp, fantasy, urban fantasy, horror... Di tutto di più, acquistatelo in ebook!
;)

Guccini, Keaton e... Essere Meravigliosi

In certi giorni mi vengono in mente spesso le parole di qualche canzone, in genere si tratta dei versi di Francesco Guccini... Che ci volete fare, sono fatto così.
Oggi è uno di quei giorni.

E allora?
E allora stavo rileggendo un vecchio e splendido post di Davide sul suo Strategie Evolutive. E l'ho trovato ancora una volta splendido. Ci sono inciampato cercando di ricordare l'autore del saggio Enchantment, e... Beh, il post si intitola Come essere Meravigliosi: non è un "Pork Chop Express", non si parla di fantasy né di fantascienza. Nemmeno di scrittura. Quindi se non vi interessa... Beh, peggio per voi!

Dicevo, "Come essere Meravigliosi". 
Essere meravigliosi significa poi solo, a ben pensarci, smettere di considerare il nostro interlocutore esclusivamente come un mezzo. Come uno strumento per raggiungere un fine. [...] In due parole, le persone meravigliose pensano al proprio interlocutore. Non lo usano.
Questo lo riporto dal post di Davide... Ed è qui che entra prepotente nella mia testa il Guccio. Perché esiste una sua canzone, un jazz eclettico e divertentissimo, un pezzo che in pochi conoscono. Si chiama Keaton. Sì, proprio come Buster Keaton, il grande.* 
Lo chiamavamo Keaton quel pianista / Naturalmente perché non sorrideva mai
Comincia così. E parla di Keaton (il pianista, non l'attore) e della sua collaborazione e poi amicizia con il Guccio. E delle loro chiacchierate dopo i concerti, davanti a un bel bicchiere di vino. E parlavano, parlavano, i "due grandi acrobati della malinconia". E la frase che mi è rimbalzata in testa è stata
Parlavamo poi molto in quelle sere [...] / e di come era importante fra la gente / non essere solo musica e parole / e di come era importante che la gente / non fosse una massa di persone sole
Eccola qui, la frase. 'Sti quattro versi messi lì, quasi a sottolineare l'articolo che avevo appena letto. Perché è davvero importante esserci, tra gli altri. Non per vendere il nostro prodotto, non per promuovere la nostra attività. Non per lavorare. Semplicemente essere lì, noi, proprio noi, non solo la nostra "musica" e le nostre "parole".
E poi nei versi successivi c'è qualcosa di più. C'è... Una missione.
Sì, perché a voler davvero esserlo, Meravigliosi, poi si diventa "contagiosi". E se disgraziatamente ce ne accorgiamo, di essere "contagiosi"... Beh, in quel caso (nel mio caso) è una tragedia. Perché cominci a sentirlo come un dovere. Perché, come dice Davide nel post, non puoi essere meraviglioso per un quarto d'ora e poi campare di rendita.
E se ti accorgi che le persone intorno a te, quando ci sei, quando sei con loro per davvero, non si sentono "una massa di persone sole", ma si sentono considerate come individui... Beh, ti esalti. Senti di contare qualcosa, per gli altri, perché gli altri contano qualcosa per te.
E' uno strano giro in cui entrare.

Adesso vi lascio ai vostri pensieri. Che, volendo, potrete accompagnare con la meravigliosa allegria e la struggente malinconia di questo pezzo.
Che è Meraviglioso.


__________________________________
* Che poi, a dirla tutta, il pezzo è di Claudio Lolli... Ma nella mia testa c'è la voce del Guccio, e la sua faccia, e tutto il resto... E siccome il post è mio, faccio come mi pare!