Favola NIE - Le Tribolazioni di Piumina

Dopo l'accorato appello del Duca su Baionette librarie a contribuire al diffondersi del N.I.E. - New Italian Epic, non ho potuto fare a meno di cimentarmi nell'impresa.
Ma, prima di lasciarvi andare avanti con la lettura della mia favola, ritengo necessario riassumere le caratteristiche che dovrebbe avere un testo N.I.E.
Cito, anzi, copioincollo direttamente da Wikipedia:
  • Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico" predominante nel romanzo postmoderno.Questa prima caratteristica è definita nel memorandum una “condicio sine qua non”.
  • "Sguardo obliquo" o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi. Sguardo che si amplia a volte in maniera vertiginosa includendo l’extraumano come parte integrante della narrazione. A questi esperimenti, secondo Wu Ming 1, sarebbe sottesa una motivazione etica e politica.
  • Complessità narrativa unita a un'attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico. 
  • Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”. Queste narrazioni offrono una possibile diversa soluzione rispetto alla realtà storica.
  • Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall'interno” il registro della prosa
  • Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects). Molti dei testi del corpo in esame non solo non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito, ma allargherebbero i confini del letterario inglobando elementi testuali che producono effetti “perturbanti"
  • Comunità e transmedialità. I testi del NIE hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di derivati da parte della comunità di fan. I derivati o spin-off sono spesso presenti in rete, ed interessano i vari media (film, telefilm, serie televisive, fumetti, videogiochi, composizioni musicali, siti internet).

Bene, ora che avete senz'altro le idee più chiare, possiamo cominciare.
Quella che state per leggere è ovviamente una favola, che però è anche una storia un po' mainstream, realista ma non troppo, che ho scritto con le mani intirizzite dal freddo su fogli di cartone ondulato quando l'ingiustizia sociale e il mondo crudele(TM) mi costringevano a vivere da clochard vicino alla Stazione Termini.

Le Tribolazioni di Piumina

C'era una volta, o forse erano due, una coniglietta dal pelo rosa e dalle guancette tenere, con un morbido batuffolo di pelo bianco per codina.
Piumina, questo il nome della nostra coniglietta, non era come tutte le altre conigliette smorfiose e sfaticate, che spesso sfruttano la loro bellezza e irresistibile morbidezza per farsi mantenere da sciocchi e ricchi padroncini umani, no. Piumina lavorava come segretaria in una importante Casa Editrice, e si era dimostrata tanto capace ed efficiente che, nonostante le vessazioni dei colleghi e le opposizioni del capo del personale -un vecchio topo grigio, grasso e miope- era diventata la segretaria personale del direttore, Geronimo Stilton.


La nostra storia inizia proprio qui, nell'ufficio del Dottor Stilton, mentre Piumina si trova a fare delle fotocopie e intanto sa di essere osservata. Il Dottor Stilton sta leggendo il giornale -così sembra!- ma Piumina sa che il suo sguardo la spia da sopra al bordo della . Sa che osserva con attenzione il leggero ondeggiare del suo batuffolino bianco. Sa che ogni volta che il direttore lascia cadere qualcosa è perchè vuole che lei, proprio lei, lo raccolga. Sa che, ogni volta che quel topo disgustoso e viscido annusa il suo profumo, tira rumorosamente su col naso, proprio perchè lei sappia che lui sta annusando. Le sue attenzioni le danno la nausea. Le dà la nausea quel suo modo di aggiustarsi gli occhiali sul muso. La carezza apparentemente casuale e appena percettibile della sua coda schifosa, mentre lei non può guardare.
Tuttavia Piumina sorride, mentre appoggia le fotocopie sulla sua scrivania. E non dice niente neanche quando sente la sua mano grassoccia strizzarle il fondoschiena.
Non dice niente. Ma sa che quel gesto ha spostato pericolosamente il limite della sua sopportabilità.
"Mi scruta, capisci?" Piumina parlava con la voce rotta dall'indignazione. "Quello sguardo lascivo, viscido...è quasi peggio di quando mi tocca con la coda! Brr..!"
"E tu sei proprio sicura che non lo faccia per sbaglio... La coda, dico." Palugona, l'unica collega con cui Piumina potesse sfogarsi, la ascoltava con attenzione. Ma non amava mai sbilanciarsi, lei, sapeva che parlare male del Capo poteva costare il posto a chiunque. Anche a chi lavorava per la Casa da tanti anni.
"Sicurissima! E oggi, poi! Con quella sua zampaccia unta mi ha... Mi ha..."
"Ti ha...?"
"Mi ha strizzato il batuffolo!" Le ultime parole escono come uno sbuffo di vapore da una teiera intasata.
"Ah. Beh, questo è molto grave." Gli occhi penetranti di Palugona osservano Piumina da sopra le lunette degli occhiali. "Non temere piccina, vedrai che saprò aiutarti io. Lasciami parlare con qualche amico e tutto si risolverà."
"Davvero? Potrò denunciarlo?"
"Oh, non ce ne sarà bisogno, cara! Vedrai..."
"Oh, grazie Palugona, grazie!" Piumina saltellò felice e gettò le zampine al collo di Palugona, che ricambiò con una pacca sulla testolina.
"E pensare che all'inizio ero convinta che tu mi odiassi, perchè ho presto il tuo posto come segretaria di quel sorcio maledetto! Che sciocca sono stata..."
"Già, che sciocca..."
Il giorno seguente Piumina si presenta in ufficio con il muso riposato e soddisfatto.
"Ciao, Ghigo! Buongiorno Melchiorre!"
Ma i due topi fattorini le passano accanto senza degnarla di uno sguardo.
"'giorno signora Denntoway"
Ma la pantegana correttrice di bozze non alza neppure lo sguardo dallo schermo.
"Ma che succede oggi?" Si chiede a mezza voce mentre entra nell'ufficio del direttore. E la domanda le muore in gola. Lo sguardo di Stilton è furente e Palugona neppure si gira a guardarla, presa com'è dal fare le fotocopie.
"Ma... Quello è il mio lavoro!"
"Oh, non più, signorina. Questa spettabile direzione ritiene che la sua presenza e il suo modo di agire ledano l'immagine dell'azienda. Dunque è licenziata."
"Ma non è giusto! Mi rivolgerò al sindacato! Agli avvocati!"
"Ma davvero? Purtroppo, temo che non risulti da nessuna parte che lei abbia mai lavorato per noi."
"Io ho firmato un contratto!"
"Sfortunatamente la signora Palugona ha inavvertitamente lasciato il suo contratto nella distruggidocumenti... Che sbadata. Adesso signorina le chiedo gentilmente, e per l'ultima volta, di andarsene. Mi scuserà se non la accompagno, ma ho molto da fare e lei consce la strada. Addio."


L'ultima immagine che il Direttore ebbe di Piumina fu il suo batuffolino bianco che diventava sempre più piccolo e poi spariva, man mano che lei percorreva il freddo corridoio del terzo piano.
MA... Questa è una fiaba, e richiede un lieto fine!
Piumina non si fece mai scoraggiare, e lavorò duramente fino a diventare editor in una Importante Casa Editrice(TM), che in breve tempo produsse una grande quantità di opere di straordinario valore culturale. E visse per sempre felice, contenta ed emancipata.


FINE.

Beh, la fiaba è terminata! Spero vi sia piaciuta... Ma ora passo al vero lavoro: analizzarla punto per punto e scoprire se ho scritto qualcosa di davvero N.I.E.
Vediamo:
Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico"
Il tono non è affatto distaccato, tantomeno ironico. La fiaba di Piumina racconta in modo serio una realtà di discriminazione sessista compartecipando dell'indignazione e dell'ingiustizia subita dalla protagonista.
"Sguardo obliquo" o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi. Sguardo che si amplia a volte in maniera vertiginosa includendo l’extraumano come parte integrante della narrazione.
Lo sguardo obliquo del direttore che concupisce il batuffolo di Piumina e di Palugona che la osserva da sopra gli occhiali è innegabile.
E il punto di vista è costantemente extraumano, si parla di conigli.
Complessità narrativa unita a un'attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico. 
 La complessità narrativa non è propria della favola, si sa, tuttavia l'attitudine pop è evidente, soprattutto quando si parla di coniglietti e del mondo del lavoro.
Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”. Queste narrazioni offrono una possibile diversa soluzione rispetto alla realtà storica.
Potrei dire anche io qualcosa sull'ignoranza di cui è intrisa questa frase, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. QUindi mi limito a dire che ci troviamo evidentemente in una storia alternativa: attualmente nessuna Importante Casa Editrice offre posti da editor ai coniglietti.
Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall'interno” il registro della prosa
L'incipit della storia mira a sovvertire dall'interno la struttura classica della fiaba. O no?
 Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects). Molti dei testi del corpo in esame non solo non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito, ma allargherebbero i confini del letterario inglobando elementi testuali che producono effetti “perturbanti"
Ditemi voi se l'immagine di un topo amato da tutti i nostri bambini che con la sua coda accarezza maliziosamente una coniglietta che lavora per lui non crea un effetto perturbante! Diamine!
 Comunità e transmedialità. I testi del NIE hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di derivati da parte della comunità di fan. I derivati o spin-off sono spesso presenti in rete, ed interessano i vari media (film, telefilm, serie televisive, fumetti, videogiochi, composizioni musicali, siti internet).
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Immaginate quanto sarebbe interessante uno spin-off sulle figure di Ghigo e Melchiorre, i due topi fattorini! Wow!

3 commenti :

  1. Puro NIE! Missione compiuta! :)
    Basta con le molestie sessuali nei confronti delle conigliette nei posti di lavoro! E' una vergogna.

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