De Animationibus Rerum Linguisticae

In questi giorni non sono stato molto attivo, avrei voluto fare almeno un altro post in settimana ma non ne ho avuto il tempo. In realtà non ho proprio avuto la connessione, visto che da venerdì a domenica sono stato in un paesino dell'Emilia con amici a trastullarmi e rilassarmi, a riflettere, chiacchierare, mangiare, passeggiare, contemplare... Insomma, tutte quelle cose che nutrono il corpo e lo Spirito. Molte riflessioni sono sorte in me in questi giorni, e una in particolare l'ho voluta riportare su queste pagine.

Il titolo di questo post è un goffo pseudo-latinismo da me inventato per definire il contenuto del post stesso: una riflessione sul linguaggio, o meglio, su come e quanto mi sembra che sia cambiato il linguaggio della tv per bambini/ragazzi, e in particolare dei cartoni animati, dagli anni '90 ad oggi. In peggio, ovviamente.
Devo dire che non sono un grande sostenitore del "eh, non ci sono più le cose di una volta...", quindi sono stato indeciso fino all'ultimo se scrivere l'articolo, però effettivamente credo che sia una riflessione abbastanza sensata, che voglio condividere con voi lettori.
Durante gli anni '90 io ho vissuto la mia infanzia, il periodo delle scuole elementari (non c'ho messo tutti e dieci gli anni '90 per finirle, eh...) e delle scorpacciate di cartoni animati. Il mio preferito, in assoluto, è sempre stato e sempre sarà I Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya di Masami Kurumada, per i puristi). Avevo i pupazzetti con le armature (solo dopo li avrei chiamati action figures), ci facevo le battaglie, li collezionavo, ci giocavamo con i miei amici (praticamente facevamo a botte, ma intanto urlavamo "Fulmine di Pegasus! Iai!)... Insomma, una passione vera. E di conseguenza è rimasto il cartone di cui ho più memoria.
Ora, passando io molto tempo a contatto con bambini e ragazzi, ho avuto modo di fare un sondaggio sui cartoni animati di oggi. A parte che già alle medie quasi tutti smettono di guardarli (obbrobrio! Io ho continuato fino al liceo!), mi hanno detto (i maschi, che le femmine praticamente guardano da subito i telefilm...mah...) che i loro cartoni preferiti sono I Gormiti e Ben 10. Le poche femmine che non si stordiscono di mignotte-cantanti e dive del rock, guardano sempre Ben 10 oppure l'atroce Winx Club

Una volta conclusa questa mesta ricerca "di mercato", ho recuperato dei piccoli spezzoni di puntata di tutti i cartoni "moderni" e del mio amato Saint Seiya...per fare le cose fatte bene ho anche accuratamente scelto la serie di Asgard, l'unica non tratta dal manga: insomma, cartoni puri, niente "adattamenti". E ho confrontato dei dialoghi. In particolare sono andato a scegliere delle puntate che mi sembrassero "importanti": di Ben 10 e Winx Club ho addirittura beccato le puntate della classica "battaglia finale" di fine serie. Per i Gormiti invece nisba, ho preso una puntata a caso. Una con un titolo che mi sembrasse un po' cazzuto, però. Sì perchè di solito nei momenti di tensione, di battaglia, di "svolta", gli sceneggiatori/dialoghisti si impegnano un po' di più, dando fondo alla loro creatività. E vediamo cosa ne esce fuori.

Comincio citando I Cavalieri dello Zodiaco, l'episodio 19 della serie di Asgard (92 se si contano tutte le puntate dall'inizio della prima serie), L'Ombra si rivela. E' un piccolo monologo che fa Mizar, Cavaliere di Asgard, in punto di morte, dopo essere stato colpito da Andromeda.
E' la fine d'un sogno di eterna gloria, cullato per anni. E' la fine dell'impudico sogno. Non mi rimane che l'altra faccia, e neppur la medaglia...nè di vita o di gloria ho piene le mani... Ah! La gloria! quale inganno...
Beh, insomma, è roba di un certo livello, se si considera che io all'epoca avevo circa nove-dieci anni. Insomma, per un bimbo delle elementari è una bella "palestra linguistica": o impari parole nuove, nuovi modi di esprimerti...oppure i tuoi cartoni preferiti non li capisci. Molto semplice.

Adesso andiamo avanti con i cartoni "moderni", e partiamo con i Gormiti: episodio 3 della seconda serie, La Tela del Ragno
(uno degli eroi, attaccando un mostro-ragno) Tocca a me mettere fine allo spettacolo! Grazie per aver giocato con noi, ti meriti il premio di consolazione!(lo abbatte) Ah-ah! Sììì! Ammettetelo, sono un mito! (segue pezzo finale di battaglia in cui il ragnone viene catapultato lontano, poi parla un altro degli eroi ad una sua compagna) Scusa Jessica se prima ti ho colpita...ma il fatto è che...quell'enorme ragno mi ha spaventato!
Tutt'altro livello, come potete vedere. Ma magari questo è un cartone che vedono i più piccoli.
Allora vado con Ben 10, seguito anche dai più grandicelli. Episodio 46, La Battaglia Finale
(il cattivo di turno, ignorando le regole basilari dell'Evil Overlord, sta gongolando nella sua astronave perchè tra poco conquisterà al Terra. Compare all'improvviso la famiglia dell'eroe) PADRE: Un vecchio modo di dire terrestre dice: "non fare i conti senza l'oste!" CATTIVO: La famiglia Tennison! E il loro amato giovane delinquente... FIGLIO: Come giovane?! Guarda che compirò 18 anni martedì prossimo! RAGAZZA: Martedì sarà il tuo compleanno e non me l'hai detto? FIGLIO: Non è così importante... RAGAZZA: Non ho fatto in tempo a comprarti il regalo! CATTIVO: Sta tranquilla... Nessuno di voi arriverà vivo a quel giorno!
 Solo io lo trovo terribilmente banale? Può darsi.
Ma non è niente in confronto all'episodio 26 de Winx Club, Battaglia Finale (aridaje...). In realtà la parte clou della battaglia è così disgustosamente priva di dialoghi e piena di versi, grugniti, esclamazioni e porcherie da teenager con i pruriti ormonali che mi indispettisce trascrivere il niente assoluto che ho immaginato popolare la testa degli ideatori di questa roba...quindi allego il simpatico video. Se volete capire di che parlo, basta osservare i primi due minuti. Sì, quelli in cui sembra che le protagoniste esistano in virtù dei maschi che se le impollineranno in futuro. Oppure potete andare avanti, e arrivare fino al punto in cui l'essere grosso, stupido e peloso (e giallo...) chiede ospitalità alle fate... E loro sono ben contente di aiutarlo! Perchè sono buone! Salvo poi trovarlo, un fotogramma dopo, che fa le pulizie... Praticamente hanno rimediato uno schiavo forzuto. Bah

Sarà che sono io ad essere eccessivamente fissato con il ruolo formativo che secondo me dovrebbero avere certe cose... Sì, anche i cartoni animati. E i romanzi. La letteratura fantastica, anche. E questo non significa necessariamente che ogni pagina o ogni scena debbano traboccare di buonismo o evitare di trattare temi violenti o "disturbanti"... Non è questa l'educazione. Non come la intendo io, per lo meno.
Che poi tutte le porcherie che si propongono di essere educative ottengono l'effetto contrario... Basti pensare alla Strazzulla, che ne Gli Eroi del Crepuscolo vuole raccontare la solita storia dei "reietti" che in realtà salvano il mondo pur essendo dei "diversi", per darsi un tono, per scrivere cose "educative"... E poi definisce il protagonista "bello come non mai" quando è sudato e ricoperto del sangue dei nemici uccisi. Non c'è che dire, molto educativo.

La vera Cavalleria è morta... Lunga vita alla Cavalleria.

1 commenti :

  1. A parte che effettivamente il doppiaggio italiano dei Cavalieri era effettivamente aulico (in tutta l'opera, dall'inizio alla fine) c'è da dire però che è una invenzione del responsabile del doppiaggio Ivo de Palma.

    Se puoi, riguardatela la serie (che io considero comunque bella, nonostante l'età u.u), forse noterai i piccoli momenti di follia ossimorica di alcuni personaggi (che paiono schizzofrenici a dir una cosa e subito poi l'opposto :D).

    E se vuoi farti davvero MALE, fai un confronto fra la vecchia serie dei Cavalieri e la nuova serie per i CioFani, Saint Seya Omega. Lì c'è veramente da pianger sangue!

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