Hagakure, Samurai e Ghost Dog

Sebbene ci si aspetti che i Samurai siano consapevoli del Bushido, sembra che molti siano negligenti. In effetti, se venisse chiesto loro: "Qual'è il vero significato della Via del Samurai?", pochi sarebbero capaci di rispondere con prontezza. Questo accade perchè il Bushido non è stato ben fissato nella mente. Da ciò si può dedurre che manchi loro la consapevolezza della Via.
La negligenza è una cosa grave.
(Hagakure, I, 1)

Anni fa, in un periodo particolare (e particolarmente interessante, per me) della mia vita, lessi l'Hagakure di Yamamoto Tsunetomo, ovvero il libro che racchiude, sotto forma di riflessioni, pensieri, aforismi e brevi racconti, la saggezza del Bushido, la Via del Samurai. O meglio, ne lessi la versione ridotta pubblicata dalla Mondadori, dato che la versione completa, pubblicata per la prima volta nel 1906, è composta da ben undici volumi e divisa in 1343 brani. Sono molto legato a quest'opera, che contiene una filosofia di vita senz'altro molto distante dalla nostra, eppure spesso applicabile nella vita di tutti i giorni e a molte decisioni importanti. Intendiamoci, non è che quando devo prendere una decisione estraggo dalla tasca l'Hagakure, apro una  pagina a caso e mi lascio consigliare come fosse un libro degli oracoli. Però spesso mi capita di riprenderlo in mano e di rileggerlo, e di soffermarmi a riflettere su alcuni passi. Vabbè, sto divagando. Quello che voglio dire è che considero l'Hagakure un'interessante opera di "filosofia orientale", passatemi il termine.

Ora, qualche tempo fa ne ho scoperta un'edizione pubblicata quest'anno dalla casa editrice L'Età dell'Acquario in versione graphic novel, adattata da Sean Michael Wilson (autore per la Classical Comics di adattamenti come Cime Tempestose, Il Fantasma di Canterville, Sweeney Todd) e illustrata da Chie Kutsuwada (un'autrice di manga diventata nota grazie al suo adattamento di As You Like It, versione manga dell'omonima commedia shakespeariana).
Inizialmente ho un po' storto la bocca. Non che io non sia un amante dei fumetti, anzi, tutto il contrario, però sono un sostenitore de "la giusta forma al giusto contenuto". Non userei un romanzo fantasy per trasmettere ai posteri la mia filosofia di vita (chi ha orecchie per intendere...), non userei lo stile e la struttura del Dialogo sopra i due massimi sistemi per raccontare una storia e, quindi, non userei il fumetto per veicolare concetti di una certa profondità come quelli espressi dall'Hagakure. In fondo lì si tratta di riflettere sul senso delle parole, mentre la graphic novel, per definizione, porta la tua attenzione anche alla graphic, appunto. Tuttavia, essendo io un avido lettore di manga, ho acquistato il volume in questione.



TITOLO:   Hagakure - Il Codice del Samurai
AUTORE:   Yamamoto Tsunetomo
ADATTAMENTO:   Sean Michael Wilson
DISEGNI:   Chie Kutsuwada
EDITORE:   L'Età dell'Acquario
PREZZO:   € 13,00
PAGINE:   143



Dopo averlo acquistato e letto, ho fatto alcune considerazioni: il volume originariamente edito da Mondadori aveva 207 pagine, contro le 143 della versione graphic novel, e in queste 207 erano inclusi il brano Conversazione leggera nell'oscurità della notte, introduzione originale dello Hagakure, un glossario ridotto ma utile, e un'interessante bibliografia a tema samuraiesco. Il tutto per 7,40 € contro i 13 (poco meno del doppio) della graphic novel. Insomma, a livello di "convenienza" (considerato anche che i disegni, tutti in bianco e nero, sono carini ma non eccellenti) questa graphic novel si è dimostrata un po' una sòla, come diciamo a Roma.
Oltretutto le "avventure" narrate in queste 143 pagine sono un po' pochine, e se l'intento era quello di far arrivare comunque la "filosofia dei Samurai", direi che l'obiettivo è ben lungi dall'essere raggiunto. Anche la differenza "stilistica" è notevole: nello Hagakure sono sì presenti diverse narrazioni, parti in cui, attraverso una storia esemplificativa, si spiega un principio, ma sono presenti in misura decisamente minore rispetto agli aforismi veri e propri, o addirittura ad alcune immagini poetiche simili agli haiku. Invece nella versione fumettistica, per forza di cose, tutto è spiegato attraverso la narrazione di storie.

Proprio come pensavo prima di acquistarlo, dopo la lettura il mio parere non è cambiato: il manga non è un buon modo per divulgare opere più simili a trattati filosofici che a storie.
Risultato finale: esperimento fallito.

Veniamo ora però all'ultima parte del post: Ghost Dog.
In effetti io penso che ci siano altri modi di trattare la questione filosofica  dell'Hagakure, e uno di questi modi è il cinema, se usato come si deve. Jim Jarmusch lo sa usare come si deve.
Jim Jarmusch questo film (Ghost Dog) se lo pensa, se lo scrive, se lo gira, se lo produce e ci manca poco che se lo reciti pure. Per fortuna non lo fa, anzi, lo fa recitare a Forest Whitaker (Ghost Dog, In linea con l'assassino, L'Ultimo re di Scozia) che ci regala un'interpretazione straordinaria. E pensare che non gli avrei dato una lira, come moderno samurai.

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Due parole sulla trama: Ghost Dog è il soprannome di un sicario che lavora per un mafioso italoamericano che gli salvò la vita quando era ancora ragazzino. Vive su una terrazza dove alleva i suoi piccioni, che sono la sua unica compagnia e l'unico modo per comunicare con il mondo esterno, utilizzandoli proprio come piccioni viaggiatori, all'antica maniera. Ma la cosa più particolare di Ghost Dog è che vive e lavora seguendo la Via del Samurai, il Bushido, applicando sempre il suo codice (l'Hagakure, appunto) e trattando il suo "datore di lavoro" come un daimyo, uno dei signori cui i samurai giuravano completa fedeltà.

Le scene del film sono inframmezzate da brani tratti direttamente dall'Hagakure, il film ha una storia bellissima, una regia, una fotografia e un ritmo narrativo che si adattano perfettamente all'atmosfera "rarefatta" di meditazione che si crea quando si riflette sull'hagakure e sui precetti del Bushido. Ecco, questo sì che è un modo alternativo di comunicare i concetti espressi nell'opera di Yamamoto Tsunetomo, ma comunque in perfetto accordo con lo spirito dell'opera stessa.

Vi lascio con una delle mie citazioni preferite.

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3 commenti :

  1. Ghost Dog! Mitico quel film... mi hai fatto venir voglia di rivederlo! :)

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  2. Lo Hagakure è uno dei libri che trattano la filosofia dei samurai e uno dei primi che lessi. E' interessante anche inserirlo nel quadro storico (la classe dei guerrieri è sempre più in crisi di identità e sempre più sclerotizzata su delle posizioni vetuste, difficili da sostenere sotto la Pax Tokugawa). Ti consiglio il "Budou Shoshinshuu" di Daidoji Yuuzan, se non l'hai già letto. Il suo autore è antecedente a Tsunetomo, nato nel Periodo Snegoku (mi pare che da ragazzo abbia anche pertecipato a Sekigahara, in proporzione la battaglia più sanguinosa dell'INTERA storia del Giappone). Da' molti consigi pratici, ma attraverso cui si legge bene la mentalità e la morale dei guerrieri.
    Anyway, se ti interessa l'evoluzione del pensiero samuraiese, straconsiglio "Samurai, warfare and the state in early medieval Japan" (che copre dalle origini allo shogunato Ashikaga, se non ricordo male). Riporta molti brani di scritti dedicati ai guerieri (cronache, aneddoti edificanti, ecc.), spesso sorprendenti (io non immaginavo a che punto il fair play fosse sconosciuto nell'Arcipelago :D).
    Grazie per il consiglio del film, mi metto subito a cercarlo ^_^
    Tenger

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  3. Grazie dei preziosi consigli Tenger...il secondo in particolare lo cerco su gigapedia. :D
    Sull'argomento ho letto anche un paio di saggi interessanti di L. V. Arena, che in linea di massima mi è simpatico ma dice poco o niente di nuovo. In particolare però il saggio "I Guerrieri dello Spirito", in cui tratta di una serie di ordini cavallereschi (più o meno) delle varie epoche e dei vari luoghi è abbastanza interessante.
    Se poi guardi Ghost Dog dimmi come l'hai trovato, mi raccomando! ^^

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