Mini-serie webTV + Steampunk = Riese: Kingdom Falling

L'altro giorno, grazie a un post nel blog Il Raggio Invisibile, ho scoperto l'esistenza di una mini-serie TV straordinaria.
Straordinaria poi nel vero senso della parola: è infatti una serie fantasy con numerosi ed evidenti elementi steampunk, e questo contribuisce, credo, a renderla decisamente unica nel suo genere. Sto parlando di Riese: Kingdom Falling
La storia è ambientata nel regno di Eleysia, dove con un cruento colpo di stato la astuta ed ambiziosa Amara (Sharon Taylor) ha preso il potere sterminando la famiglia reale. La Riese del titolo è la protagonista, ed è l'unica superstite della famiglia, nonchè legittima erede al trono. La povera fanciulla (Christine Chatelain) è costretta a fuggire, ed è continuamente braccata dagli uomini de La Setta, un'oscura e spietata organizzazione che ha aiutato Amara a salire al trono, e che l'ha successivamente informata del parziale insuccesso del colpo di stato. La Setta è una specie di organizzazione di stampo religioso, che controlla praticamente ogni angolo del reame e tiene praticamente in schiavitù il popolo, eccezion fatta per alcuni guerriglieri rivoluzionari guidati da tale Rand, ossessionato all'idea di ritrovare l'erede legittima.

I dettagli steampunk della serie sono diversi,
e tutti molto ben curati.

La trama non ha nulla di particolarmente originale, ma comunque si lascia seguire con piacere. I personaggi sono molto interessanti, magari a volte un po' stereotipati ma decisamente fighi. Cattivi in particolare, ovviamente, e soprattutto l'enigmatico, freddo, malvagio, mascheratissimo, straordinariamente steampunk Herrick (Ben Cotton). Menzione d'onore però al lupacchiotto Fenrir, fedele compagno di Riese e gioia di ogni amante dei Druidi alla D&D 3.0 (quindi non io).

Una cattiva, ovviamente.
Anche più cattiva dei cattivi, in realtà...


MA... C'è un ma. Purtroppo Riese: kingdom Falling è una mini-serie nel senso più letterale possibile: gli episodi sono sì 10, ma durano dai 6 agli 8 minuti ciascuno. Una gran bella fregatura se si considera la qualità del prodotto.
Già, perchè la serie è innegabilmente ben fatta (tanto che si è aggiudicata il premio per la miglior fotografia agli Streamy Awards) anche se nata compe progetto indipendente di web-tv. I primi cinque episodi furono infatti caricati su YouTube, e successivamente notati da SyFy (Sci Fi Channel), la TV statunitense che poi ne ha acquistato i diritti e che ha girato di nuovo tutti gli episodi (più altri cinque) con il cast di cui sopra e con mezzi tecnici decisamente superiori al progetto precedente.

Da sinistra a destra:
Riese - Fenrir - Amara - Trennan (consigliere di amara e membro della Setta)

Un altro piccolo neo della serie, inevitabile se si pensa alla brevità degli episodi, è, indovinate un po? La presenza massiccia di raccontato! Esatto, nonostante si tratti di una serie TV, e quindi di qualcosa che prevede già di per sè il "mostrare", la serie è piena zeppa di pezzi di voce narrante che racconta stati d'animo dei personaggi, pensieri, avvenimenti, ecc. Un vero peccato. Ma torno a ripetere che la serie merita tantissimo nonostante tutto, se non altro perchè potrebbe davvero sdoganare un genere che molti di voi come me amano moltissimo.
In attesa di notizie su un'eventuale seconda serie di Riese: Kingdom Falling (in realtà io ho pensato che i 10 episodi si potrebbero racchiudere quasi in un episodio pilota che introduca una serie vera e propria, dato che tra l'altro il 10° episodio finisce praticamente in medias res), vi lascio con il trailer della serie che sarà trasmessa in Italia su STEEL, canale di Mediaset Premium.


3 commenti :

  1. Ne avevo visto/sentito parlare, ma a pelle mi era sembrata un po'una cavolata. Se dici che qualcosa di buono l'ha proverò a darle una chance, tanto episodi così corti uno può anche guardarli senza poi sentire di aver sprecato tempo nel caso non siano piaciuti.

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  2. Stavo giusto cercando qualcosa da vedere stasera... A sentirla così sembra una figata.

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  3. Secondo me vale la pena darci un'occhiata. Non è il capolavoro dell'anno, evidentemente, ma è meritevole.

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