Recensione - Il Grimorio di Baker Street (AA. VV.)

Il fandom in libreria... Non sempre un buon affare



TITOLO: Il Grimorio di Baker Street
TITOLO ORIGINALE: Gaslight Grimoir

AUTORE: raccolta di Autori Vari, a cura di J. R. Campbell e C. V. Prepolec
EDITORE: Gargoyle Books
ANNO: 2010

PREZZO: € 14,50
PAGINE: 340

GENERE: apocrifi di Sherlock Holmes, giallo, mistery, tentativo di horror



Introduco la recensione con una breve definizione della parola usata nel sottotitolo: il fandom. Dicesi fandom il (letteralmente) "mondo dei fan", ovvero degli appassionati di un'opera (letteraria, cinematografica, di animazione, fumettistica, qualsiasi opera insomma). Spesso la parola si usa per indicare quel "sottobosco" di autori e opere che si ispirano all'opera originale, come per esempio le fanfiction ispirate a Harry Potter, o ai manga, oppure le graphic novel de La Torre Nera.
In questo caso trattasi di fandom di Sherlock Holmes che, sotto forma di raccolta di racconti, è arrivato in libreria grazie alla Gargoyle Books.

Io personalmente non sono un amante del fandom in generale, tuttavia devo dire che, non appena ho scorto questo libro incastrato nello scaffale tra le solite porcherie vampiresche, ho avuto un sussulto.
"E se il mitico Sherlock Holmes, maestro della logica e del metodo deduttivo, si trovasse a doversi confrontare con il paranormale?"
L'idea mi stuzzicava parecchio. E così l'ho acquistato, anche perchè il prezzo era sì abbastanza alto ma non proibitivo (l'alternativa era sganciare 18 Euri sonanti per Sopdet), e poi ho apprezzato tutto quello che ho letto fino ad ora della Gargoyler Books.

Trattandosi della recensione di una raccolta di racconti, tirerò le somme del tutto dopo aver analizzato i racconti uno per uno, anche perchè la qualità è decisamente oscillante. Alla fine poi, le considerazioni conclusive, saranno fatte comunque sull'opera in toto. Voglio anche dire che, trattandosi di racconti abbastanza brevi, e tutti ovviamente basati su indagini, non farò citazioni se non strettamente necessarie, e cercherò di evitare ogni spoiler. Detto questo, cominciamo.

Il Bambino Sperduto (Barbara Hambly)

Cominciamo con un draghetto di bronzo. Sì, perchè l'idea della Hambly secondo me è assolutamente geniale: in questo primo racconto, infatti, troviamo Sherlock Holmes che si deve cimentare con un famoso caso di "scomparsa di minori". Si tratta nientepopodimenoche di Wendy, John e Michael Darling!
Per i profani: sto parlando dei tre ragazzi londinesi che vengono portati da Peter Pan sull'Isola Che Non C'è nel romanzo di J. M. Barrie. La storia inizia così e si sviluppa con Holmes che risolve la faccenda e viene poi ricontattato da Peter Pan per salvare un bambino rapito dal terribile Mago Corvonotte e dai suoi Cavalieri Neri. Un bel fantasy fiabesco con intreccio dei personaggi di Holmes e Peter Pan...decisamente interessante.
Il drago di bronzo lo merita perchè, nonostante la bella idea, lo stile non è affatto all'altezza. La storia è narrata dal punto di vista di Mary Watson, la moglie del Dr. Watson che, già gravemente malata, ha la possibilità di seguire Holmes nelle sue indagini che si svolgono nel Reame dei Sogni, dove lei gode ancora di ottima salute, ed è più giovane. Il PoV femminile è ben gestito, ma i dialoghi sono pochi e abbastanza brutti. Sembra di sentire sempre la stessa voce, fatta eccezione per Peter, forse, anche se tutte le intonazioni e le emozioni del personaggio, che dovrebbero trasparire dal parlato, vengono invece continuamente raccontate. Il discorso indiretto, poi, è una fastidiosissima costante. E' presente spesso, e potrebbe sempre essere evitato, a volte scrivendo semplicemente un paio di battute, che velocizzerebbero la narrazione e la renderebbero molto più viva. Peccato. Non male il finale, anche se cerca con un po' di insistenza lo strappalacrime.

La Sua Ultima Freccia (Cristopher Sequeira)

Di nuovo una bella idea alla base del racconto. In questo caso si torna al classico PoV in prima persona del Dr. Watson, ma anche qui lo stile tradisce l'idea. L'autore si inserisce spesso nel punto di vista di Watson, facendo considerazioni assolutamente fuori dal personaggio, fornendo dettagli descrittivi che Watson non può conoscere, oppure entrando occasionalmente nella testa di Holmes. Purtroppo non posso dilungarmi sul commento a questo racconto, altrimenti vi rovinerei la sorpresa: infatti, quello che vale pienamente il drago di bronzo, e quasi raggiunge quello d'oro, è l'idea e il finale assolutamente inatteso

Il Loro Destino (Barbara Roden)

Primo drago di ferro della raccolta. La storia della Roden è narrata dal punto di vista di Watson, ma è sciattamente permeata dalla presenza costante di una specie di narratore onnisciente, o forse da un continuo cambio di punto di vista così rapido da sembrare un narratore esterno.
Nel racconto Sherlock Holmes si trova ad investigare su un caso che definire "soprannaturale" è decisamente troppo, e lo fa insieme a Flaxman Low, un investigatore che utilizza il metodo deduttivo, come Holmes, ma lo applica anche ai casi di "investigazione dell'occulto".
Già la "collaborazione" tra i due appare forzata, ed effettivamente si trovano nella situazione di dover lavorare insieme per un improbabile errore dei committenti, ma vabbè.
In questo caso, ahimè, lo stile non ottimo è reso anche peggiore da una storia banale e un finale che non è nè carne nè pesce. Al termine di un'investigazione "competitiva" io mi sarei aspettato che almeno l'autrice si sbilanciasse un po': insomma, chi ha ragione, Low o Holmes? Soprannaturale o razionale? Nessuno dei due, o forse entrambi. Deludente.

La Pennellata Finale (M. J. Elliott)

Un altro drago di ferro, purtroppo, per una delle storie scritte peggio di tutta l'antologia. L'idea di far indagare Holmes e Watson su una serie di omicidi "impossibili" (un uomo muore squartato in un ristorante affollato senza che nessuno veda nulla, una donna muore carbonizzata in camera sua ma non c'è traccia di bruciature nella stanza, ecc.) che ruotano attorno ad una galleria d'arte non è male, soprattutto considerata la conclusione: sembra che qui si respiri un po' di soprannaturale. Tuttavia non è neanche niente di eccezionale. Una trama un po' insipida per il racconto che racchiude, in poche pagine, il maggior numero di avverbi che abbia mai letto in una storia. E' terribile, anche a non volerci far caso ti saltano negli occhi ad ogni piè sospinto. Tanto che si trova persino l'avverbio (inventato, credo) insalubremente, che posso catalogare tra i cinque avverbi più brutti che abbia mai letto. 
E' così terribile che, per protesta, ho eliminato tutti gli avverbi da questo breve resoconto.

Sherlock Holmes nel Mondo Perduto (M.Powell)

Il livello torna a salire, con una delle storie che ho amato di più. Probabilmente sono influenzato dal fatto che questa storia fa incontrare i due personaggi di Conan Doyle che preferisco: Holmes e il Professor Challenger, l'eccentrico studioso che, nel romanzo di Doyle, scopre il Mondo Perduto, un altopiano dove flora e fauna sono rimaste quelle del periodo Giurassico. Tra l'altro la presenza di palloni aerostatici, dinosauri, formule chimiche segrete e una specie di... "fucile Tesla", donano alla storia un meraviglioso retrogusto steampunk. Eppure anche qui (sigh, diventa routine ormai) lo stile è solo poco più che accettabile, con gli avverbi che ti saltano alla gola in ogni pagina e il PoV del cavernicolo che è assolutamente orribile. E' gestito male, ma probabilmente l'unico modo di gestirlo bene sarebbe stato eliminarlo. Poi, beh, per quanto riguarda il soprannaturale... Sì, ci sono dei dinosauri in pieno 1800, ma comunque si tratta del Mondo Perduto di Challenger, che ha delle spiegazioni pseudo-scientifiche, quindi la storia mi è sembrata un po' fuori tema.


Il Grimorio di Grantchester (R. Kennett e C. Kidd)


Brutta storia, non c'è che dire. Lo stile non è granchè, si distingue al massimo per la presenza dell'avverbio più brutto che abbia mai letto: superfluamente. Peggio di insalubremente, davvero. Il PoV dovrebbe essere di Watson, ma in realtà si trasforma quasi subito in un narratore onnisciente che fa rimanere sempre molto esterni alla vicenda. Ad essere brutta, poi, ci si mette pure la storia. A cominciare dalla collaborazione di Holmes con Thomas Carnacki, un investigatore dell'occulto preso in prestito dai racconti di W. H. Hodgson. Già l'incontro tra i due, che vorrebbe essere una prova del metodo deduttivo di Holmes, è poco credibile e poco curato: innanzitutto Holmes viene a conoscenza dell'esistenza di questo tizio, e del fatto che è un ex marinaio e fotografo, leggendo per caso su un suo quaderno di appunti, mentre cercava tutt'altro. Non si sa perchè, gli salta all'occhio tra mille annotazioni proprio quella su Carnacki. Dopodichè, mentre si stanno recando all'Abbazia di Grantchester, incontrano un tizio che Holmes identifica come Carnacki perchè nota che è un ex marinaio e che ha la passione per la fotografia, e sta andando nella loro stessa direzione. Da questo deduce che sia lui, perchè in questo caso c'è aria di mistero, e lui sarebbe interessato. Una deduzione assolutamente arbitraria, considerando che il tipo è anche mezzo egiziano, e potrebbe non vivere in Inghilterra, o potrebbe non aver sentito nulla del caso. Eppure Holmes la butta lì così, quasi tirando a indovinare. Il contrario del suo stile abituale.
A coronare il tutto, un finale di una banalità sconvolgente, in stile il colpevole è il maggiordomo, perchè sì.

Lo Strano Caso del Vapore Friesland (P. Calamai)

E' curioso, e anche un po' frustrante, il fatto che le storie di questa antologia più interessanti, scritte meglio e ben sviluppate, siano quelle che con il soprannaturale hanno poco a che fare. O ci hanno a che fare in maniera marginale, come in questo caso.

Perchè in realtà, in questa storia, nel caso in sè, negli eventi, di soprannaturale non c'è niente. C'è solo che Holmes si interessa ad un caso... perchè viene contattato da un fantasma. Il che, direte voi, è decisamente soprannaturale. Certo. Peccato che non sia affatto il centro della storia. Il centro della storia è l'indagine su un omicidio, assolutamente normale e razionale, mentre Holmes accetta decisamente in maniera troppo facile il fatto di comunicare con un defunto! Non ho potuto dare un altro drago di ferro, perchè obiettivamente la storia è scritta bene, scorrevole, in perfetto stile Holmes e con uno svolgimento e un finale sensati. Niente di eccezionale, però neanche decisamente insufficiente. Però ecco, diciamo che è un drago di bronzo stiracchiato.


Simbiosi (J. R. Campbell)

Questo caso è esattamente l'opposto del precedente. Qui è di nuovo lo stile di scrittura, e in particolare di narrazione, a rovinare la storia. Pochissima roba mostrata e tanto di raccontato, con la scusa che si tratta delle memorie di Watson. Tuttavia il PoV è un narratore onnisciente che saltella tra la testa di Watson, quella di Holmes e quella di Catherine Drayson, che ingaggia Holmes.
Però questa volta devo dire che il drago di bronzo è quasi d'oro, perchè la storia è bella. Molto soprannaturale, quasi al limite del fantasy, interessante e ben congegnata. Lascia tanti interrogativi aperti, sarebbe bello che esistesse una long version, è proprio quello che mi interessava leggere, il tipo di indagine insolita con cui avrei voluto vedere alle prese Holmes.


Merridew di Abominevole Memoria (C. Robertson)

Brutta. Ma brutta brutta brutta, aiutatemi a dire brutta. Una storia che credo sia stata inserita nell'antologia...boh, forse per aumentare il numero delle pagine? Neanche per fare cifra tonda, che le storie sono 11, e senza questa sarebbero state 10, e non si sarebbe fatto un soldo di danno.
Comincia subito con un tristezza infinita, la storia, narrata da un narratore esterno che racconta di Watson in casa di riposo, praticamente malato di Alzheimer, però in maniera del tutto artificiosa: in pratica non ricorda una cippa di quello che ha mangiato a pranzo, ma le storie di Holmes.... Ah! Quelle sì! E con dovizia di particolari! E tutta una menata sulla nitidezza dei ricordi quando sono belli e gagliardi e su come si tende a dimenticare le cose che sembrano tristi e vuote ecc. Noia.
Comincia la storia vera e propria, e, col senno di poi, non ha nè capo nè coda. Non c'è niente di soprannaturale, il motivo dell'abominevole memoria di cui nel titolo è un puro e semplice caso di autismo,  detto in parole povere. Triste pure questo.
E poi il "colpevole" non ha moventi veri e propri, si comporta da ladro perchè sì e da serial killer mostruoso e orribile perchè sì. Troppo intelligenti e ragionate le sue mosse per essere un pazzo sanguinario, troppo efferati gli omicidi per essere un ladro qualsiasi.
Una storia da saltare a piè pari.

Tramonto Rosso (Bob Madison)


L'andamento di queste storie è talmente altalenante che fa venire il mal di testa. C'è da dire che nessuna di esse raggiunge l'eccellenza, e neanche lontanamente danno le emozioni e le soddisfazioni che davano le storie di Doyle, ma del resto non era questo che volevo. Altrimenti mi sarei riletto la raccolta delle storie di Sherlock Holmes, quelle originali.
Certo, avrei voluto leggere delle belle storie in cui si mescolano Sherlock e il sopranaturale, e in tutte queste manca sempre l'uno o l'altro. E, quando ci sono, lo stile non è all'altezza. Che fregatura.
In questo caso c'è uno stile non malaccio, c'è il soprannaturale (nelle vesti di un classicissimo principe delle tenebre, ma comunque ben inserito)... E manca Sherlock.
Sì, perchè il protagonista della storia è un investigatore privato americano alla Dick Tracy, che nel suo caso si tira appresso uno Sherlock Holmes praticamente sulla sedia a rotelle perchè ha ormai raggiunto la soglia dei 100 anni. Mantiene una mente (improbabilmente) sveglia, brillante e attenta, ma semplicemente non è lui il protagonista. E' un tentativo, in effetti. Non l'ho gradito molto, personalmente, però anche questo draghetto si avvicina più all'oro che ad altro.


La Lega del Pianeta Rosso (Kim Newman)


Ebbene sì, ce l'abbiamo fatta! Siamo giunti alla fine, ma, all'ultima storia, un drago d'oro l'abbiamo assegnato! YEEEEEE! Ma non avete idea di quanto io sia incazzato.
Infatti l'unica storia a meritare un drago d'oro... E? una storia che non contempla la presenza di Sherlock Holmes. Già, il mio (nostro) detective preferito non c'è, in questa storia.
Tutto comincia con una narrazione in prima persona, in perfetto stile Dr. Watson, solo che in questo caso si tratta delle memorie del Colonnello Moran, braccio destro del Professor Moriarty. E infatti questa storia racconta proprio delle gesta del Professor Moriarty, la geniale e terribile nemesi di Holmes. Devo ammetterlo, l'idea è interessantissima, e anche ben realizzata.
Tuttavia, solo inizio e conclusione sono affidati alle parole di Moran, tutto il resto è narrato (sempre in prima persona, tramite diario) dal terribile, spocchioso, insopportabile, narcisista, antipaticissimo Sir Nevil Airey Stent, Astronomo Reale. La vittima di turno della geniale malvagità di Moriarty.
Devo dire che non c'è molto di soprannaturale in questa storia, solo tanto ingegno, retrotecnologia e menzogne. Più che un crimine vero e proprio si tratta di uno scherzo terribilmente cinico.
Eppure la storia è geniale, divertentissima, ben scritta e decisamente meritevole di lettura. La più bella di tutta la raccolta, senza dubbio, nonostante l'assenza di Holmes. Moran risulta quasi simpatico.




Evviva ho finito!
Ora che ho parlato delle storie singolarmente, posso finalmente dare un giudizio complessivo. Come avrete visto l'andamento è oscillante, si va dalle storie carine a quelle parecchio brutte, e solo una volta abbiamo davanti una piccola perla. La sensazione che ho avuto è comunque che l'idea fosse buona, anche ottima, peccato la realizzazione. Per un'attimo ho anche pensato, molto autocraticamente, che forse in Italia sarebbe venuto meglio. Se fosse uscito come concorso di scrittura sul web, per esempio. Forse non lo sapremo mai.
Procedo con la conclusione.


10 commenti :

  1. WHAT? 4,50€ per un ebook? ma siam pazzi?

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  2. grazie per la recensione. da evitare. saluti

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  3. certo il prezzo è un po' alto, ma tirando le somme mi pare che sarebbe un lettura piacevole, nonostante tutto. In realtà mi hai fatto venire voglia di leggerlo :)

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  4. @EWAN: dici che è troppo? In linea di massima sì, ma visti i prezzi che hanno da noi in Italia mi sembra umano...

    @LUIGI: Diciamo che, più che da evitare, è meglio leggere altro... Ma comunque è infinitamente meglio di Strazzulla e delle porcherie Delos.

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  5. Le fandom non le digerisco, è più forte di me.
    Di Sherlock Holmes ho letto solo ed esclusivamente le opere di Doyle, e sono a posto così :)
    PS: Gherà, non c'è un indirizzo mail per contattarti qua in giro? Chessò, draghidottone@gmail.com? (Oppure c'è e non l'ho visto?) :D

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  6. Io invece non disprezzo il fandom a prescindere...peccato che ogni volta che mi trovi a dargli fiducia, questo mi delude. Forse devo cominciare a fare da me. °_°

    Uhm...ora che mi ci fai pensare... No, non c'è! :D
    per ora puoi usare master__rohan@hotmail.com è l'indirizzo che uso per tutto, praticamente.
    Però forse mi farò anche un account con Draghidottone!
    Come Draghidottone sono su Twitter, da... ieri. :D Mentre non uso Facebook. Mi raccomando, se devi mandare mail, l'underscore tra "master" e "rohan" è doppio. :D

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  7. Ciao!
    grazie della segnalazione (e dell'abnegazione necessaria per sorbirsi questa raccolta, digerirla e recensirla, seppur per sommi capi).
    Concordo in pieno con il Goblin, le fandom mi provocano dermtiti da contatto e, se persisto, gastriti virulente.
    Non sono tanto d'accordo con questa fissa che ha preso un po' tutti i bloggher, utlimamente, di affettarsi a esperti di tecnica narrativa, e affettare ogni due per tre "sciodontell" e "salti di P.O.V." e "narratore onnisciente che fa rimanere sempre molto esterni alla vicenda" ... Credo che dipenda dal fatto che io NON sono un esperto in materie ;-) xD
    Grazie comunque per la segnalazione/minirecensione

    Peace, Love & Point of Viewing

    Anacroma

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  8. "Non sono tanto d'accordo con questa fissa che ha preso un po' tutti i bloggher, utlimamente, di affettarsi a esperti di tecnica narrativa, e affettare ogni due per tre "sciodontell" e "salti di P.O.V." e "narratore onnisciente che fa rimanere sempre molto esterni alla vicenda" ..."

    Capisco il tuo punto di vista.
    Infatti, nelle ultime recensioni in particolare, ci ho tenuto ad evidenziare la cosa solo quando risultava evidentemente fastidiosa anche a me, che non sono un grande esperto in materia (anche se qualcosina ho letto, eh :D) e che non sono affatto pignolo sulla tecnica narrativa quando leggo una bella storia. Eppure ci sono quei momenti in cui un brutto stile, un salto di PoV inopportuno, un commento del narratore esterno, riescono a rovinarti un bel momento di immersione nella vicenda. In quei casi secondo me è doveroso alterarsi, perchè lì davvero la fruibilità e la godibilità risultano compromesse. E porcoddeno, io pago...

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  9. dimmi la verità,tu sei il classico spocchioso che deve denigrare tutti i libri che legge per sentirsi figo e superiore vero? ma va va,il libro è ottimo e lo consiglio a tutti gli appasionati Holmesiani.

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    1. Guarda, non so se sei passato/a qui per la prima volta, ma se avessi letto gli altri miei articoli sapresti che non è così... Tra l'altro non ho neanche "stroncato" l'antologia, è solo che per 14 € si poteva fare decisamente meglio... Certe antologie prodotte da case editrici con una fama minore della Gargoyle sono decisamente di qualità superiore...
      Il libro è scadente, e come al solito per la Gargoyle non esiste nessuna distribuzione digitale. Peggio per loro.

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