Recensione - Leviathan's Trilogy I - Leviathan (S. Westerfeld)

Scott Westerfeld: la trilogia steampunk del Leviathan




TITOLO:   Leviathan
TITOLO ORIGINALE:   Leviathan (Leviathan's Trilogy, VOL. 1)

AUTORE:   Scott Westerfeld
ILLUSTRATORE:   Keith Thompson
EDITORE:   Einaudi
ANNO:   USA 2009 - ITA 2010

PREZZO:   € 20,00
PAGINE:   400

GENERE:   steampunk, ucronia, young adult




Voglio eccezionalmente aprire questa recensione con il booktrailer originale del libro: è talmente bello che merita di essere visto, probabilmente grazie alla straordinaria mano di Keith Thompson.



Per i lettori che "non masticano l'inglese", faccio un breve riassunto della trama: siamo nel 1914, e dopo l'omicidio dell'Arciduca Francesco Ferdinando, l'Europa è sull'orlo della Prima Guerra Mondiale. Fin qui niente di strano, a quanto sembra. Eppure ci troviamo dentro a una ucronia bella e buona.


Nel mondo di Leviathan, infatti, la tecnologia ha fatto passi da gigante nel campo della robotica e, soprattutto, in quello delle scienze biologiche. I Tedeschi e gli Austro-Ungarici, detti Clanker (in Italiano: Cigolanti) combattono la Guerra utilizzando le loro grandi macchine: enormi corazzate terrestri pesantemente armate, che si muovono su gambe anzichè su cingoli, e Walkers, piccole unità da combattimento generalmente bipedi: praticamente i robottoni. Inglesi, Francesi e Russi, invece, detti Darwinisti, hanno utilizzato le straordinarie scoperte fatte da Charles Darwin nel campo della bioingegneria per creare nuove forme di vita: lupotigri che trainano carri, elefanti geneticamente modificati che trainano autobus, meduse-mongolfiere e balene-dirigibili.

Il Leviathan del titolo, appunto, è un gigantesco dirigibile dell'aviazione britannica, un respirante a idrogeno, fabbricato partendo dal DNA ("filamenti vitali" nel romanzo) di una balena mischiato a quello di molte altre creature.

La splendida mappa allegorica dell'Europa disegnata da
Keith Thompson.


L'Ambientazione


L'Europa ucronica del 1914 creata da Westerfeld è entusiasmante. La fazione dei Cigolanti è estremamente verosimile (in effetti non cambia moltissimo rispetto alle potenze centro europee di quel periodo), e rende molto bene l'idea del contrasto "ideologico" con le potenze che si avvalgono dei "mostri" creati in laboratorio. I Camminatori e le corazzate sono ben descritte (e meravigliosamente disegnate da Thompson, ma vabbè) e i (pochi, purtroppo) combattimenti mi sono sembrati plausibili e scritti da uno che si è documentato a sufficienza, e che prima di scrivere ha davvero "visto" ciò di cui voleva parlare: niente duelli tra immortali alti due metri e venti e folletti (Strazzu style) nè duelli con la spada a cavallo di draghi volanti (LiciaTroisi style).
I Darwinisti forse sono un po' meno "plausibili", come fazione, anche se personalmente l'originalità dell'idea e le trovate geniali che si porta appresso mi hanno convinto a chiudere un occhio.
Per esempio: come accidenti ha fatto Darwin ha scoprire il DNA e ad utilizzare la "manipolazione genetica"....Senza che nessuno abbia inventato un accidenti di microscopio?! Decisamente improbabile. E poi: perchè i Darwinisti non utilizzano la manipolazione genetica sugli esseri umani? Insomma, sono riusciti a trasformare una balena in un dirigibile...immaginate il resto! Soldati con muscoli potenziati, occhi in grado di vedere lontanissimo, oppure al buio, o addirittura una vita infinitamente lunga... Una padronanza della manipolazione genetica come quella dei Darwinisti non può non essersi portata dietro una serie di sconvolgimenti altrettanto grandi. Sì, ok, nel romanzo viene accennato al fatto che sia proibito manipolare il DNA umano... Ma di fatto nessuno dice perchè.
Però effettivamente le lucertole messaggere, le meduse palloni aerostatici, e gli annusatori di perdite di idrogeno che popolano l'ecosistema interno del Leviathan sono delle belle trovate. Unica nota di demerito i pipistrelli a freccette, praticamente le "mitragliatrici" del Leviathan: in pratica sono dei pipistrelli modificati a cui vengono date da mangiare freccette di metallo insieme al cibo. Dopodichè vengono fatti volare e guidati con una luce di un certo colore finchè non sono sul bersaglio, a quel punto la luce diventa improvvisamente rossa: i pipistrelli sono terrorizzati dalla luce rossa, a tal punto che... si cagano addosso. Letteralmente. E quindi "sparano" le freccette ingerite sul bersaglio. Veramente un'arma improbabile.

Varie bestie Darwiniste. "Orrori senza Dio",
come direbbe un Cigolante.


La Storia

La trama del romanzo non sarebbe neanche male, volendo potrebbe persino meritarsi un drago d'oro... Peccato che non sia in questo libro. Si sente moltissimo che questo è un inizio, ed è un libro che, da solo, sganciato dalla trilogia, non si può leggere. Non tanto per il finale mostruosamente aperto, quanto per la quasi totale assenza di reale azione. Ma andiamo con ordine.
I protagonisti del romanzo sono due: Aleksander, Principe di Austria-Ungheria, figlio dell'Arciduca ucciso a Sarajevo, e Deryn Sharp, giovane ragazzina scozzese che si traveste da maschio (si fa chiamare Dylan) per poter entrare a far parte dell'Aviazione Britannica.
Il principe Alek si trova costretto a fuggire dal suo paese, dalla sua casa e dalla sua stessa vita per scappare ai Tedeschi, che lo vogliono morto: lui è infatti il legittimo erede al trono. Guidano la sua fuga il Conte Volger, fedelissimo uomo di suo padre l'Arciduca, e maestro di scherma di Alek, Otto Klopp, il maestro di meccanica, e i due soldati Hoffmann e Bauer.
Durante il primo "vero" volo del Leviathan, che sta viaggiando verso Costantinopoli con a bordo lo scienziato (o meglio, la donna scienziato, come dice Deryn) Nora Darwin Barlow, nipote di Charles Darwin in persona, e un misterioso carico; il dirigibile viene coinvolto in uno scontro aereo, durante il quale viene ferito (in fondo si tratta sempre di un animale...) e, lentamente, comincia a perdere quota e alla fine atterra in mezzo alle Alpi innevate.
Il "caso" vuole che sia proprio a poca distanza dal luogo dello schianto che Alek e i suoi si siano rifugiati, in castello diroccato acquistato anni prima dal conte Volger e dall'Arciduca in previsione di una fuga dall'Austria.
E' qui, in mezzo alle inospitali montagne innevate del Nord Italia, che i nostri due eroi fanno conoscenza e, prevedibilmente aggiungo io, stringono una specie di nemiciamicizia. Una di quelle cose un po' buoniste tipo "Sì, io sono Darwinista, tu Cigolante, ma in fondo le differenze sono solo superficiali"... E vabbè. Comincia a notarso lo stampo terribilmente young adult del romanzo, purtroppo.
A questo punto la collaborazione tra le diverse fazioni sembra inevitabile: i tedeschi che hanno visto il Leviathan precipitare si stanno dirigendo sul luogo dello schianto, e ovviamente Alek e i suoi non possono permettersi di farsi trovare lì: offrono quindi, al comandante del Leviathan, di montare i loro motori meccanici sull'abominio Darwinista in cambio di un "passaggio" lontano dalla portata delle corazzate tedesche.
Dopo una piccola scaramuccia e qualche altra peripezia di poco conto, alla fine il Leviathan riparte verso Costantinopoli, con a bordo Alek & Co., che ovviamente fanno di tutto per nascondere la vera identità del Principe Aleksander... salvo poi rivelarlo al nuovo grande amico Dylan Sharp e alla perspicace Dottoressa Barlow.
E a questo punto... Niente.
Il romanzo finisce con il Leviathan  in volo per Cosatantinopoli, con a bordo i nostri eroi e il misterioso carico... Il resto nelle prossime puntate!
Questa è una grossa pecca del romanzo: finisce quando le cose cominciano a farsi interessanti. E poi, per essere un romanzo fantasy ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, una delle più logoranti e sanguinose della storia, il bilancio di zero morti, zero feriti gravi, zero battaglie vere e proprie e zero scontri tra Darwinisti e Cigolanti è decisamente scarso.




I Personaggi

I personaggi principali della vicenda sono decisamente credibili, e tra i due Deryn è sicuramente la migliore. Quando scrive dal suo punto di vista Westerfeld dà spettacolo: l'idea di farla parlare come un piccolo scaricatore di porto è straordinaria. Da una parte la rende "riconoscibile", i capitoli scritti dal suo PoV si riconoscono dalla prima riga, poi è divertente, originale (a suo modo) e soprattutto è giustificato: Deryn si sforza di parlare in modo particolarmente rozzo perchè non vuole alimentare sospetti sul suo conto, in fondo se la scoprissero sarebbe cacciata con disonore dall'aviazione. Oltre alla questione "stilistica" però...poco e niente. In fondo è un'eroina young adult che sa di poco: tutto quello che vive, che pensa e che fa sanno di già visto. Indubbiamente non è una Mary Sue, non le ha tutte vinte "perchè sì", anzi, è un personaggio realistico, però non è niente di particolare, in fondo in fondo alla fine fa sempre ciò che il lettore medio che è in te si aspetta. Peccato. Siamo lontani dalla Jane  di Swanwick, per capirci.
Alek forse è anche peggio. Rimane credibile come principe, come ragazzino e come "eroe". Appunto. Immaginate per un attimo una Altezza Serenissima di quindici anni che si sente tanto solo perchè ha perso mamma e papà all'improvviso e vorrebbe che la guerra brutta e cattiva finisse presto.  Come dite? Vi si sono cariati i denti alla prima riga? Ecco, avete centrato il problema. Il suo modo di fare e di parlare, e in generale il personaggio in toto, sono credibilissimi. Peccato che sia terribilmente noioso. Comunque, una volta entrati nell'ottica che si sta leggendo un romanzo per ragazzini (SIGH), Deryn e Alek li prendi in simpatia. Oppure chiudi il libro e buonanotte.
Il problema sono tutti gli altri: tra tutti i "comprimari", da una parte e dall'altra, gli unici che si salvano un po' (ma poco poco, eh) sono il Conte Volger e la Dottoressa Nora Barlow. Questi due hanno una personalità un tantino "originale", riconoscibile per lo meno, anche se tagliata troppo con l'accetta e un po' scontata (Tra l'altro, leggendo anche gli altri libri della trilogia, sembrano essere "speculari": sono di fatto la mente acuta e calcolatrice dei rispettivi protagonisti: Alek per l'uno e Deryn per l'altra), e soprattutto sono rilevanti per la storia. Gli altri, tutti gli altri, dal Maestro Klopp fino a Newkirk, passando per Mr. Rigby, Hoffmann e Bauer, sono talmente inutili che se ogni tanto non li sentissi nominare te li scorderesti dopo tre capitoli. Non fanno veramente niente di utile, neanche si degnano di crepare per dare un po' di sale alla vicenda. Zero. Sono di quei personaggi insopportabili che, a un certo punto, ti fanno pensare: "Ehi, ma se questo/a morisse adesso, non me ne fregherebbe niente!" Ed è un dramma, perchè tu in fondo sai che i protagonisti non moriranno (altro difetto del "romanzo per ragazzi"), e quindi tutto ciò ti nega un po' di sana sofferenza, o di paura per la morte di qualcuno. Peccato, perchè Westerfeld ha la capacità di rendere quotidiani e credibili i suoi personaggi, anche se cosparsi di salsa young adult, e sa fartici affezionare, e questo si vede in Leviathan così come nei Diari della Mezzanotte (altra recensione in programma...).


Lo Stile

Sono stato molto indeciso su questo drago d'oro. Diciamo che, dal punto di vista strettamente "formale", se lo merita tutto. Lo stile è pulito, preciso, coinvolgente, mai noioso, ricco di immagini chiare, semplici e dirette. Non c'è mai, e sottolineo mai, un'incertezza di PoV. Personalmente, se dovessi consigliare ad un aspirante scrittore fantasy un libro da leggere per imparare a gestire il punto di vista, sarebbe questo. Il punto di vista cambia da Alek a Deryn una volta ogni due capitoli, con regolarità e chiarezza. Non cambia durante una scena, per mostrarcela da mille punti di vista, o semplicemente per sciatteria. Non saltella da un personaggio minore all'altro senza motivo. Quando parla dal PoV di Alek scrive in un modo e mostra certe cose, quando invece vuol far vedere al lettore il mondo con gli occhi di Deryn scrive in modo diverso. La differenza si sente, ed è piacevolissima.
Ma allora perchè l'indecisione con il drago di bronzo? Beh, sostanzialmente perchè è troppo fanciullesco. Come già detto, le battaglie sono poche, i morti ancora meno, e le scene di mostrato in questo senso sono, mi pare di ricordare, zero. Questo è un peccato, in un romanzo sulla Grande Guerra. Anche perchè ci vedo dietro (forse è solo una paranoia, ma almeno non è solo mia...) il solito stile di pensiero del romanzo per ragazzi. Come se i ragazzi non potessero leggere di sesso, sangue e lacrime senza venirne traumatizzati. Questa cosa è una cazzata. Ho conosciuto ragazzini, facendo l'insegnante, che di queste cose ne potrebbero spiegare a un quarantenne. E non parlo di giovani deviati o di ragazze traumatizzate da esperienze terribili. Parlo di una grande maggioranza di gente normale. Mi aspetto cose migliori dai prossimi due libri... Diciamo che è un drago d'oro sulla fiducia.


L'Oggetto Libro


Menzione speciale all'oggetto libro in sè, che possiedo in versione cartacea (è l'unico dei tre edito in Italia). La copertina, la qualità della carta e della stampa e, soprattutto, le meravigliose illustrazioni di Keith Thompson, rendono questo libro un oggetto meraviglioso. Senza dubbio il suo formato digitale, con le illustrazioni rimpicciolite e la copertina e la mappa non a colori, non può rivaleggiare con il cartaceo. Devo dire che è stato un piacere acquistare un oggetto di così pregevole fattura.


Un'altra bellissima illustrazione di Keith Thompson,
questa volta di un Camminatore Austro-Ungarico.

In conclusione...



10 commenti :

  1. Ecco, io avrei anche avuto la tentazione di leggerlo, ma ho letto più o meno ovunque che... insomma, non è che succeda molto in questo libro XD e lo stile young adult non riesco più a digerirlo, sono vecchio. L'idea di base però è veramente intrigante!

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  2. Capisco la diffidenza. In fondo c'è un sacco di altra roba da leggere. :D
    Io ho cominciato da un paio di giorni il terzo, Goliath...vediamo come va a finire! I prossimi due lunedì arriveranno le due recensioni di Behemoth e Goliath. ;)

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  3. Keith Thompson è un disegnatore con le palle, mi piacerebbe prendere questo libro solo perché ho altri suoi lavori su carta e sono uno spettacolo per gli occhi. Purtroppo sono una persona cinica e cattiva che ODIA le robine joung adult tutte dolciose e buoniste, e ciò controbilancia il mio desiderio di acquistare Leviathan. Mi piglio un altro manuale di disegno di Thomson, piuttosto.

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  4. (Vengo a te semplicemente per mostrarmi...!)

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  5. Intrigante. La prima guerra mondiale fatta coi robbottoni mi affascina! Comunque beccati st'altra ucronia Steampunk/fantasy (se già non la conosci )! http://videogiocatori.blogspot.com/2009/04/lionheart.html

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  6. @AVB
    Benvenuta mon amour! ^^

    @VIVIANO
    Interessante! °_°
    Cercherò di scaricar... Ehm... Procurarmelo al più presto! :D

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  7. una recensione molto dettagliata e precisa. trovo la trama interessante, lo sviluppo è da valutare:) grazie per la segnalazione

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  8. conosco bene l'inglese e potrei anche leggere gli altri due libri in lingua, ma la pigrizia è una brutta bestia...si sa niente dell'uscita in Italia di Behemoth? è da una vita che non se ne sa nulla.
    bella recensione a proposito.

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  9. Grazie. ^^
    Niente novità sull'uscita di Behemoth e di Goliath, neanche vaghe notizie. Proprio per questo ho deciso di buttarmi con la lingua originale. Non se ne può più di storie che finiscono a metà, già coi manga mi hanno infinocchiato troppe volte!

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  10. già, i manga...è successo parecchie volte anche a me. bè, grazie della risposta.
    Firmato: l'Anonimo di ieri.

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