Repubblica di Sangue - terza parte

«Giosuè!» Ettore sta per avvertire il compagno del pericolo, ma qualcuno è più rapido.

Un lampo illumina la notte dietro le sue spalle, uno scoppio lo assorda.
Il proiettile fischia vicino all’orecchio di Faina. Centra in pieno la creatura, che si dissolve in uno sbuffo di fumo.
Salvo poi riprendere la sua forma di fronte a Ettore, a tre passi di distanza.

«Ritirata! Ritirata! »  Faina grida, dietro le sue spalle altri due soldati stanno guadagnando il molo.
Ettore si sente tirare per il braccio. È Elia, che lo vuole trascinare lontano da quelle... assurdità.

La cosa con due balzi lo supera, con agilità e movenze scimmiesche si arrampica sul corpo di Emanuele, che ha ancora il moschetto in pugno. Gli stringe il collo con le mani
–sono mani, quelle?- e tira indietro la testa, come se stesse per morderlo. Ma non lo morde.
Gli entra dentro.
Gli occhi di Emanuele sono spalancati in un’espressione di puro terrore, la bocca aperta per gridare, ma non esce nessun suono.
L’ombra entra dentro di lui, viene assorbita dagli occhi e dalla bocca, e scompare.

Ettore si libera dalla stretta di Elia, si precipita da Emanuele e lo prende per le spalle. È immobile. Lo scuote, gli dà schiaffi sulla faccia.

«Romano! Romano, muoviti! Dobbiamo andarcene! Romano!»

Emanuele alza il capo per guardarlo. Occhi neri. I muscoli del volto tesi fino allo spasmo.
Uno scatto, e il calcio del moschetto di Emanuele lo colpisce sul volto, gli spacca il labbro, lo fa cadere a terra.

«Romano che c... » La frase rimane a metà. Elia stringe incredulo tra le mani il legno del fucile di Emanuele. La baionetta conficcata nella pancia. Emanuele lo guarda con quei grandi occhi vuoti e neri, e non smette di spingere.

«No!» Pietro cinge il collo di Emanuele con le braccia, lo strappa via al moschetto e a Elia. Il fucile cade a terra, una chiazza scura si allarga sulla giubba di Elia. Un’altra sui pantaloni. Sta per cadere, Faina si sbriga a sorreggerlo e lo prende in braccio.

Pietro intanto ha ingaggiato una lotta furibonda con Emanuele, grida bestemmie mentre cerca di strozzarlo. Ma Emanuele è più grosso, più forte, e non si ferma davanti a niente. Colpisce Pietro con una testata, poi con una ginocchiata nella pancia. Adesso gli è sopra. Ettore lo prende a calci sulle costole, sente le ossa che scricchiolano, ma Emanuele non si ferma. Con una mano schiaccia Pietro a terra, con l’altra ha afferrato un grosso sasso.

«Arrivano!»

La voce di Giosuè, Emanuele con la pietra in mano che cerca di colpire Pietro, il volto del giovane sanguinante.
Ettore imbraccia rapido il moschetto. Prende la mira. Spara.
La testa di Emanuele esplode. Il corpo del soldato frana addosso a Pietro, che si scrolla il peso di dosso, urlando e scalciando.

Quattro soldati francesi sono usciti dall’acqua.
La cosa sta cercando di uscire dal corpo di Emanuele, si trascina fuori dal cranio.

Elia non respira più. Giosuè lo posa a terra.

«Ritirata! Muoviti Faina! Ritirata!» Mentre grida, Ettore corre, e si trascina appresso Pietro.

Faina imbraccia il moschetto. Mira. Spara.
Uno dei soldati, colpito al petto, precipita in acqua.
Poi anche lui comincia a correre, mentre gli altri francesi si gettano all’inseguimento.

continua...

6 commenti :

  1. Fermare queste cose è un problema serio. Sono curioso di vedere cosa ti sei inventato per la bisogna.

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  2. Aaargh! Uccideteli col fuoco!
    Odio questi mostrazzi duri a morire...

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  3. Bello! Inquietante la scena con Emanuele...

    Ciao,
    Gianluca

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  4. Ecco. Su "gli entra dentro" e "si trascina fuori dal cranio" mi son fermato qualche secondo. A deglutire. E queste... cose... sono made in Città del Vaticano, nevvero? :-D

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  5. Mwahahah! Sono contento che le mie bestiole abbiano gettato scompiglio anche nei vostri cuori arditi! :D

    @Alessandro: Non te lo dirò mai! :D Uhm... ah, no, forse lo saprai nella prossima puntata! :D

    Mi fa piacere che la mia storia abbia così tanti appassionati lettori. ^^

    In realtà la prossima puntata già è pronta...ma sono indeciso se anticiparla direttamente a oggi o domani oppure se postare un altro articolino e poi andare avanti fino al week-end...

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  6. Belle queste creature che non parlano ma passano ai fatti ;)

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