I "Luoghi della Cavalleria" (1): Montségur

Ebbene, eccoci qui! Con questo post inauguro una serie di articoli (che scriverò con frequenza più o meno settimanale) su alcuni luoghi che hanno avuto a che fare, in passato, con Templari et similia. In realtà la serie di articoli sugli Ordini Cavallereschi è ufficialmente iniziata la settimana scorsa con questo articolo, ma con i "Luoghi della Cavalleria" voglio essere ancora più specifico.
Si tratterà di castelli, fortezze, città, chiese, templi e via dicendo, che ho avuto modo di vedere durante i miei viaggi. Questo perchè mi piacerebbe dare l'idea di che aria si respira, in certi posti, e vorrei rendere partecipi i miei lettori di tante suggestioni che si vivono in posti così carichi di Storia. Aggiungete a questo la mia insana passione per il Medioevo e per la cavalleria, mescolate bene, e servite con contorno di foto scattate dalla mia consorte.

Si parte!


(1) Il Castello di Montségur (Francia, Linguadoca-Rossiglione)

Posizione approssimativa (neanche tanto) della fortezza.

Il nostro viaggio comincia nel sud della Francia, a cavallo tra le regioni Linguadoca-Rossiglione e Midi-Pirenei, nelle immediate vicinanze del confine con la Spagna.
Un centinaio di chilometri a sud di Tolosa, dopo aver percorso prima l'autostrada e poi qualche chilometro di curve e tornanti, si arriva ad un comodo parcheggio. E, alzando lo sguardo, si vede questo:


E' la splendida fortezza catara di Montségur, o almeno quello che ne resta.
Montségur, infatti, fu cinta d'assedio per 11 mesi, tra il 1243 e il 1244, dalle armate francesi. Quando, alla fine, cadde, la fortezza fu distrutta completamente e i suoi occupanti trucidati. Ma andiamo con ordine.
Montségur si è resa celebre per essere stata l'ultima grande roccaforte catara a cadere, durante la crociata contro gli albigesi indetta da Papa Innocenzo III.
I "catari": chi erano costoro?
Beh, è presto detto: i catari (o albigesi, dalla cittadina francese di Albi) erano degli eretici. Il movimento ereticale del catarismo si diffuse intorno al 1100, in particolar modo nel sud della Francia, e crebbe a dismisura e in pochissimo tempo. La parola "cataro" deriva dal greco "katharòs", e significa "puro". I catari ricercavano, appunto, la purezza, del corpo e (conseguentemente) dell'anima. I loro "capi" erano chiamati "perfetti" ed effettivamente i loro costumi erano irreprensibili, in opposizione a quelli, così spesso dissoluti, del clero del loro tempo. Fu proprio questo aspetto dell'eresia catara a rendere i suoi adepti benvoluti dal popolo e, naturalmente, invisi alla Chiesa. Non a tutta la Chiesa, per la verità: due illustri uomini di chiesa di quel tempo guardarono ai costumi dei catari con interesse e ammirazione: Bernardo di Clairvaux  e Domenico di Guzmàn. Il primo, certamente non vi sarà sfuggito, rappresenta inevitabilmente un anello di congiunzione (se non altro "teorico") con l'Ordine Templare, la cui Regola fu scritta proprio da Bernardo. Il secondo, invece, propone una "risposta" all'eresia catara fondata sugli stessi principi di vita: castità, umiltà, povertà. Per questo fonda l'ordine domenicano.
Ma sto divagando, me ne rendo conto. Procediamo con la storia dei catari e di Montségur.
Una volta salito al soglio pontificio, Innocenzo III decide di usare il pugno di ferro per stroncare definitivamente l'eresia catara: è l'inizio della crociata contro gli albigesi, prima crociata che vede i cristiani prendere le armi contro altri cristiani. "Uomo chiave" della crociata (anche se non fautore della presa di Montségur) è il vile profittatore e sanguinario Simon de Montfort, nobile francese che guida i crociati negli assedi di Béziers, Lavaur e Tolosa, tutte roccaforti dell'eresia catara, tutti assedi che terminano con la capitolazione delle città, i saccheggi e i roghi di massa. Di Simon de Montfort e della sua morte, si canta in un'antica canzone del sud della Francia, la Chanson de la Croisade:
Una pietra venne diretta dove serviva, e colpì il conte Simon sul suo elmo d'acciaio, di sorta che gli occhi, il cervello, i denti, la fronte e la mascella gli volarono in pezzi e che lui cadde al suolo, morto, sanguinante e nero. Direttamente a Carcassonne, lo portano per seppellirlo [...] E si legge sull'epitaffio, per chi sa leggere, ch'egli è santo, ch'egli è martire, che deve resuscitare, partecipare all'eredità e fiorire nella felicità senza eguali, portare la corona e sedere nel Regno. E io ho udito dire che debba essere così: se, per uccidere degli uomini e spargere il sangue, per perdere delle anime, per consentire degli omicidi, per credere a dei consigli perversi, per accendere gli incendi, [...] per prendere delle terre con la violenza, per far trionfare l'orgoglio, per attizzare il male e spegnere il bene, per uccidere delle donne, sgozzare dei bambini, si può in questo modo conquistare Gesù Cristo, egli deve portare la corona e risplendere nel Cielo!
Mai stato particolarmente benvoluto, come vedete. Nè lui, nè tantomeno la crociata e tutto quello che ne seguì: Innocenzo III creò, appositamente per combattere i catari, il Tribunale dell'Inquisizione, che per secoli ha mietuto vittime innocenti e terrorizzato l'Europa cristiana, e non solo.
Comunque, di assedio in assedio, l'esercito crociato giunge ai piedi di Montségur (Montesicuro, questo il significato del nome della fortezza)... E ci rimane per undici mesi. Tanto occorre ad un esercito per conquistare la cittadella difesa da circa 400 civili (uomini e donne) e, a quanto si dice, una quarantina di Cavalieri Templari. Vi prego di prendere con le pinze questa informazione, in quanto molto verosimile ma non del tutto certa. Certe "affinità" tra Cavalieri Templari e Perfetti sono dimostrate da documenti (autentici e presunti tali) e anche da alcune evidenti somiglianze di costumi. E' pertanto possibile che alcuni Cavalieri si trovassero a Montségur, quando venne cinta d'assedio. In una suggestiva ricostruzione degli eventi che Franco Cuomo fa in Gunther d'Amalfi, i Cavalieri rimasti a difender Montségur sono costretti a rinunciare all'abito e a combattere vestiti di grigio, poiché ai Templari era vietato impugnare le armi contro chiunque combattesse sotto insegne cristiane. Ripeto, non so se tutto ciò che ho letto e che so sull'assedio di Montségur corrisponde a verità... Però io lo trovo maledettamente epico.

Questa stele si trova alla base della montagna su cui sorge Montségur.
Foto di AVB.

Dopo questa parentesi storica, torniamo ai giorni d'oggi.
Devo dire che, nonostante siano passati quasi otto secoli, Montesicuro tiene benissimo fede al suo nome! Si sale solo a piedi, ed è una bella scarpinata di 1200 metri quella che porta all'interno dei resti della fortezza. Un sentiero frequentato soltanto dagli amanti del trekking e dagli appassionati di catari ed esoterismo: sono molte infatti le speculazioni che vogliono i catari come custodi del Graal. Ma, proprio in virtù del fatto che vorrei evitare di trasformare questo blog in una succursale di Voyager (e perchè non possiedo le necessarie conoscenze), non parlerò di tutto ciò in questa sede.
Quindi proseguiamo con l'esplorazione della fortezza.
Una volta in cima, riprendiamo fiato per qualche minuto e poi gironzoliamo liberamente per i resti di Montségur: la cittadella è deserta, visitabile e incontaminata. Qualcuno potrebbe sostenere che si tratti di incuria... Beh, io penso che in realtà si conservi molto meglio così. Quando leggerete il post su Carcassonne capirete anche perchè.

Vi lascio con un po' di foto, scattate in una calda giornata estiva, alla quale siamo sopravvissuti solo grazie all'aiuto di qualche nuvola di passaggio e del fresco dell'altitudine.
Mi rendo conto che Montségur non è certamente una meta "comune", del resto io e la mia consorte abbiamo progettato la vacanza nel sud della Francia con il preciso scopo di vedere alcuni posti in particolare, e Montségur era uno di questi; però non posso esimermi dal consigliarvi di andarci, prima o poi.
Che ci crediate  o no, l'aria che si respira in luoghi simili è davvero particolare.

Visione dall'alto del piccolo villaggio di Montségur.
Foto di AVB.
Foto di AVB.
Se vi sembra di scorgere qualcuno seduto sulla scalinata, a sinistra...
Non è un'allucinazione: sono io che mi riprendo dalla salita.
Foto di AVB.

Se vi sembra di scorgere un individuo in armatura che esce dalla porta di destra...
Sì, è un'allucinazione.
Foto di AVB.

4 commenti :

  1. Mi piace molto l'idea di questa serie di articoli. Interessantissima la citazione dell'epoca su Simon de Monfort. Non la conoscevo.

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  2. Dev'essere stato un gran bel viaggio! Non vedo l'ora di leggere la parte su Carcassonne :D

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  3. La fortezza ha una storia recente che potresti trovare interessante; i nazisti la perquisirono in maniera estesa, convinti di poterci trovare il Graal. Le SS letteralmente esploraono l'intera zona con tutti i mezzi disponibili, a quanto pare indirizzati in situ da 'un antico testo' rivelato a un medium tedesco. Scary, right?

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  4. E' stato un viaggio straordinario.

    @Angelo
    Un'informazione interessantissima, non lo sapevo. Sapevo invece dei presunti legami tra Montségur e il Graal... Si dice che (ma si dice soltanto, eh...) che da Montségur siano riusciti a fuggire dei cavalieri, prima che capitolasse, e che questi uomini dovessero portare in salvo qualche segreto custodito dai catari. Forse il Graal stesso. I sostenitori di questa tesi hanno dalla loro che, effettivamente, dopo aver dichiarato la resa, il vescovo di Carcassonne (che guidava la comunità catara di Montségur) chiese una settimana di tempo prima di aprire le porte della fortezza. Che sarà successo in quella settimana? C'è abbastanza materiale per speculazioni storiche o per racconti fanta-storici! ^^

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