I "Luoghi della Cavalleria" (2): Carcassonne

Ben ritrovati, cari lettori, per la seconda puntata de I Luoghi della Cavalleria. Se non sapete di cosa sto parlando... Beh, andatevi a leggere questo post. Se invece non aspettavate altro... Cominciamo!
Era mia intenzione dedicare il secondo post della serie alla meravigliosa cittadina di Rennes-le-Chateau, che certamente vi sarà nota per le faccende legate al famoso tesoro nascosto dei Templari. Tuttavia, nell'accingermi a scrivere l'articolo, mi sono accorto che il lavoro di documentazione è davvero mastodontico, e quindi ho preferito invertire l'ordine dei post e rimandare alla prossima settimana. Quindi, preparatevi a sbirciare oltre le magnifiche mura di Carcassonne! Si Parte!


(2) La Cittadella di Carcassonne (Francia, Linguadoca-Rossiglione)

Posizione della città di Carcassonne.

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso i Luoghi della Cavalleria, e arriviamo alla famosa città di Carcassonne, capoluogo del Dipartimento dell'Aude, sempre nella regione Linguadoca-Rossiglione. La città è abbastanza vicina sia a Tolosa che a Montpellier, i due centri più grandi della zona, ed è decisamente più grande dei paesini che ha intorno, e anche di Montségur (paese). La strada per arrivarci è una strada asfaltata, larga, comoda, una specie di statale. Per questo ti prende un colpo quando, girata una curva, ti trovi a guardare improvvisamente questa cosa:

Foto di AVB.

Rendo l'idea, no? Ancora no? Beh, allora immaginate cosa si prova a guardarla dal basso, appena parcheggiata la macchina (a pagamento, ovviamente) fuori dalle mura della cittadella.

Veduta laterale di Carcassonne dal parcheggio fuori le mura.
Foto di AVB.

Bene. Ora che ne avete ammirato una prima visione dall'esterno, mettiamo in pausa il viaggio e facciamo un po' di Storia.
La posizione su cui sorge Carcassonne, sulla sommità di una collina che domina la campagna circostante, l'ha resa nel corso dei secoli una città decisamente ambita dal punto di vista strategico: già i Romani, nel primo secolo a. C., fortificarono la sommità della collina, dopodiché la cittadella fu utilizzata come roccaforte dai Visigoti, dai Franchi e persino dai Saraceni, che però furono presto scacciati dai Francesi. Dall'anno 1000 in poi, Carcassonne rimase in mano ai Francesi. Tra i suoi governatori, si ricorda Raimond Roger Trencavel, vescovo di Albi e Nìmes. Già, di nuovo Albi. Di nuovo la crociata contro gli albigesi, già citata nel post precedente. Carcassonne divenne una delle "roccaforti" dell'eresia catara, una di quelle assediate, conquistate ed umiliate dall'armata di crociati guidata da Simon de Montfort. Il suo vescovo sarà poi "capo" della comunità catara di Montségur, e manterrà contatti con l'Ordine dei Cavalieri Templari.
Torniamo però ai crociati di Montfort e di Innocenzo III.
Prima di Carcassonne, l'armata crociata assediò Béziers, compiendo un massacro tristemente famoso: nella città si erano nascosti circa 500 eretici (catari), così, una volta preso possesso della città, Simon de Montfort chiese al legato pontificio presente, Arnaud Amaury, abate di Citeaux, come potessero i suoi uomini distinguere gli eretici dai fedeli cristiani innocenti. Alla domanda, l'abate rispose così:
Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius. - Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi.
Detto fatto. La popolazione di Béziers fu massacrata.
Alle orecchie del visconte Trencavel giunse la notizia del massacro perpetrato dall'armata crociata che in quei giorni marciava sulla "sua" Carcassonne, così decise di esporsi in prima persona per trattare con Simon de Montfort. Fu catturato e in seguito ucciso, così da permettere al bastardo de Montfort di diventare visconte di Albi, Nimes e Carcassonne.
Comunque, prima di morire riuscì a trattare con i crociati la salvezza della popolazione, che non fu trucidata, ma semplicemente costretta (tutti, non solo gli eretici) a lasciare la città, abbandonando lì ogni avere. Compresi i vestiti. I cittadini di Carcassonne, nel 1209, lasciarono la loro città completamente nudi.


Ora, Carcassonne è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, in particolare le sue mura fortificate e i celebri tetti di ardesia "a cappello di strega", che attraggono visitatori da tutto il mondo.

E non si può certo dare torto all'Unesco, eh...
Foto di AVB.

Bene. Alla luce di questi brevi cenni storici, e spronati dal desiderio di splorare in ogni anfratto questa meravigliosa cittadella medievale, ci avviciniamo pieni di speranza all'imponente portale di accesso...

L'imponente portale d'accesso. Ma forse l'avevate intuito.
Foto di AVB.

E, appena varcata quella soglia, ciò che ci troviamo davanti è... Uno spettacolo assolutamente desolante.
Carcassonne è piena di pupazzate. Non saprei definirle altrimenti.
Il fascino medievale della cittadella è scomparso, soffocato da ristoranti, bistrot, negozi e bancarelle che spuntano da ogni angolo, da ogni palazzo, in ogni strada. Botteghe di souvenir che vendono spade di legno, alabarde di plastica, archi finti e porcherie varie. Personaggi ambigui in costumi approssimativi che si fanno fotografare come i gladiatori al Colosseo.
Tutto questo (foto, souvenir, prodotti tipici che tipici non sono, e omelettes), come se non bastasse, è venduto a prezzi esorbitanti.
La cavalleria è morta, sì, e il Medioevo è finito. Ma almeno poteva essere finito con stile.
Purtroppo, temo che la scarsa forza delle mie parole non basti a descrivere la tristezza di questa Disneyland Medievale, di cui varrebbe la pena vedere solo l'esterno, neppure entrare, per potersene andare soddisfatti.
Noi, un po' rattristati da tutto questo, ci siamo rifiutati di fotografare i turisti, i ristoranti, i souvenir patetici. Dunque, le foto che vedrete ora, sono immagini trovate su internet che forse renderanno l'idea di ciò che ci siamo trovati davanti.

Negozi di souvenir a ogni angolo di strada... 
...tizi in armatura (ma conciati peggio di questi)...
... e ristoranti per turisti in ogni piazza.

Triste, non trovate? E vi assicuro che capitarci in mezzo, in pieno caos estivo, e senza essere preparati... Beh, è quasi un trauma.
Inutile dire che siamo fuggiti via quasi subito. Disney-Carcassonne, non avrai i miei soldi!


Il mio consiglio: se passate da queste parti, forse è meglio dedicare una mattinata a Beziérs, o ad Albi, cosa che noi per questioni di tempo non abbiamo potuto fare. Magari Carcassonne osservatela da lontano, potrebbe essere una gran bella fotocartolina.

A questo punto la gita è terminata, e io vi do appuntamento alla prossima volta per esplorare insieme i segreti di Rennes-le-Chateau!

BONUS EDIT DELL'ULTIM'ORA: avevo già chiuso il post, ma mi ero dimenticato di citare un altro motivo per cui Carcassonne è famosa... E per cui l'ho apprezzata tantissimo.
La cittadella ha ispirato Klaus-Jurgen Wrede per la creazione dell'omonimo gioco da tavolo!
Un gioco straordinariamente bello, che ha fatto di me un semi-geek, per la gioia della mia consorte. :D

Tra l'altro io adoro i giochi da tavolo con tabellone "componibile", tipo I Coloni di  Catan...

2 commenti :

  1. Povera Carcassonne :( l'ennesima baracconata per turisti... che tristezza.

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  2. Io invece di Carcassonne ho un ricordo splendido. Quel che dici sull'atmosfera all'interno delle mura è vero, anche se a noi non ha disturbato troppo: essendo turisti è quel che ci meritavamo. Ma è stato sufficiente fare un giro tra le due cinte murarie per ritrovare un clima decisamente più suggestivo e reale.

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