I "Luoghi della Cavalleria" (5): Anagni

Finalmente si torna a viaggiare!
Pensavate che vi avessi abbandonato tra le assolate distese di lavanda della Provenza, nevvero? E invece eccomi qui!
Lo spostamento tra un Luogo Ameno e l'altro questa volta è durato parecchio, tant'è che oggi ci ritroviamo nientepopodimeno che nel Centro Italia! Anzi, più precisamente nel Lazio. Dice: "Ma non c'è assolutamente niente che colleghi la Provenza col Lazio!" E invece c'è, rispondo io. Sì, perchè la città in cui facciamo tappa oggi è, al pari di Avignone, un'importante città Papale. Sto parlando dell'affascinante borgo di Anagni, che alcuni di voi certamente ricorderanno per essere stato teatro del famoso schiaffo.

Ma non voglio anticiparvi nulla, quindi cominciamo subito il nostro viaggio...

al nostro ritorno in Italia, è Anagni il primo Luogo Ameno ad accoglierci!
Foto di AVB.

(5) Anagni, la Città dei Papi (Italia, Lazio)


Trovare Anagni nella rubrica "I Luoghi della Cavalleria" potrebbe sorprendere qualcuno. In effetti, quando si parla di queste cose, a chi conosce un po' di storia cavalleresca viene subito in mente la provincia di Viterbo, che nel Medioevo abbondava di chiese, castelletti e commende Templari. Sutri e Tuscania, giusto per citare un paio di nomi.
E infatti Anagni, che si trova in provincia di Frosinone, con i Templari c'entra poco e niente. Almeno non  direttamente.
Anagni è piuttosto famosa come la Città dei Papi, così chiamata per aver dato i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e, dulcis in fundo, Bonifacio VIII. Sì, proprio lui, l caro Bonifacio, quello per cui il buon Dante Alighieri riserva un posticino all'Inferno nella sua Commedia.
Anagni è anche, per un certo periodo, residenza papale, come testimonia la presenza del Palazzo papale, anche detto Palazzo di Bonifacio VIII, appunto. Il palazzo, per la sua bellezza e soprattutto per la sua importanza storica, è senza dubbio la maggiore attrattiva della città.

il Palazzo di Bonifacio VIII.
Foto di AVB.

Ma qualcuno potrebbe non sapere di cosa sto parlando. Non c'è problema.
Quella che vedete nella foto qui sopra, è diventata celebre come la Sala dello Schiaffo. Deve questo nome all'episodio detto lo schiaffo di Anagni, avvenuto il 7 Settembre 1303  ad opera di Giacomo "Sciarra" Colonna e ai danni dell'allora Pontefice Bonifacio VIII.
Lo "schiaffo", che a detta di qualcuno fu proprio un bel ceffone, assestato dal suddetto Sciarra Colonna al Papa in persona; è in ogni caso inteso come un oltraggio, arrecato al Papa dal Re di Francia Filippo IV "il Bello". Ma andiamo con ordine.
Filippo il Bello, ritrovandosi re di un regno pieno di debiti e in una situazione economica tutt'altro che florida, decide di "fare cassa" a modo suo, e quindi mette in atto una serie di provvedimenti (principalmente di natura economica, ma non solo), che colpiscono gli ebrei e il clero francesi. A questo "inaccettabile sopruso" Bonifacio VIII, già Pontefice, risponde con delle bolle di condanna durissime e, infine, con la scomunica.
Filippo non ci sta, e reagisce in maniera incredibile, inviando dal Papa (ad Anagni, appunto) il suo consigliere Guglielmo di Nogaret, il quale si reca alle porte della città accompagnato da un contingente armato, deciso a imporre la volontà di Filippo al Papa. Ad accompagnare i francesi c'è anche Sciarra Colonna, mosso dall'odio atavico che c'è fra la sua famiglia e la famiglia Caetani, a cui appartiene Bonifacio. I soldati riescono a penetrare in città (probabilmente grazie al tradimento di un Anagnino), e ad occupare il Palazzo di Bonifacio. E ora arriviamo a noi, e alla sala della foto. Proprio lì, in quella sala, Bonifacio VIII ricevette lo "schiaffo", morale o fisico che sia, da Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna (ma di fatto dal Re di Francia, Filippo), e fu fatto prigioniero dai Francesi.
Bonifacio resistette, non abdicò, e rimase prigioniero finché non fu liberato dagli stessi abitanti di Anagni. Ma ormai Filippo aveva preso la sua posizione. Dopo pochi mesi il Papa morì, e venne eletto Benedetto XI. Il suo papato durò soli 9 mesi, un tempo che servì a Filippo per imporre la sua autorità e dettare le sue condizioni alla Chiesa: il conclave successivo si tenne a Perugia, lontano dalla Santa Sede, e vide l'elezione del francese Bertrand de Got, con il nome di Clemente V. 
Vi dice niente? Ancora no? Non preoccupatevi, dirà, dirà...

Ecco, a questo punto abbiamo il primo "punto di contatto" tra Anagni e lo scorso Luogo Ameno: con l'elezione di Clemente V, infatti, ha inizio la cosiddetta cattività avignonese, ovvero il trasferimento coatto della sede papale ad Avignone, con conseguente diminuzione del potere del pontefice a beneficio di quello del Re di Francia. Tanto che, per tutto questo periodo, il Papa verrà chiamato con scherno "cappellano del Re di Francia".

Una torre, ad Anagni.
No, non c'entra niente, ma rende bene l'immagine della "cattività".
Foto di AVB.

A questo punto la domanda sorgerà spontanea a voi lettori: ma non si doveva parlare di Cavalleria?
E infatti, ora ci arrivo.
Abbiamo detto che Clemente V è un papa-burattino nelle mani di Filippo il Bello, e Filippo non si fa scrupoli nell'utilizzarlo. Dove trovare tutti i soldi di cui ha bisogno la Corona Francese? Ma soprattutto, come fare a trovare il denaro e, allo stesso tempo, evitare di spenderlo soltanto per pagare i debiti? Idea geniale! Derubare l'Ordine dei Cavalieri del Tempio. I Templari, appunto. Che sono ricchi e, allo stesso tempo, sono tra i maggiori creditori della Corona di Francia. Due piccioni con una fava.
E quindi Clemente V e Filippo il Bello iniziano il processo di distruzione dell'Ordine del Tempio, ordinando l'arresto dei Cavalieri Templari di Francia e la confisca dei loro beni, il 13 Ottobre 1307. Dopo un processo-farsa (a proposito, a Roma, in questi giorni c'è l'interessantissima mostra Lux in Arcana, in cui sono esposti molti documenti dell'Archivio Vaticano, tra cui alcuni proprio sul processo ai Templari...), durante il quale verranno mosse le più disparate accuse ai Templari (eresia, simonia, sodomia, commercio col Maligno e via dicendo), l'Ordine verrà definitivamente soppresso il 3 Aprile 1312, con la bolla papale Vox in excelso.
Insomma, ecco come alla fine si arriva a parlare sempre di Templari, visto che sembra che tutto sia cominciato proprio dallo Schiaffo di Anagni
Tra l'altro, la consequenzialità delle due cose la evidenzia anche il caro vecchio Dante Alighieri: ecco cosa scrive nel XX Canto del Purgatorio

...veggio in Alagna intrar lo Fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.
Veggiolo un'altra volta esser deriso;
veggio rinnovellar l'aceto e 'l fele,
e tra vivi ladroni esser anciso.
Veggio il novo Pilato sì crudele,
che ciò nol sazia, ma sanza decreto
porta nel Tempio le cupide vele.
O Segnor mio, quando sarò io lieto
a veder la vendetta che, nascosa,
fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?

E da questi versi due cose si evincono chiaramente: la condanna dell'azione di Filippo il Bello (il "novo Pilato sì crudele") nei confronti del Tempio e, cosa ancor più sorprendente, Dante ritiene l'oltraggio di Anagni una cosa così inaccettabile da fargli prendere le parti del Papa, quello stesso Papa (Bonifacio VIII) che lo aveva esiliato da Firenze e che lui stesso aveva condannato al'Inferno.

Sicchè, la nostra piccola Anagni si merita anche un posto tra i versi della Divina Commedia. Mica poco.
Ora, prima di concludere, visto che quest'articolo fino ad ora è stato un po' povero di foto, un piccolo "bonus".

La "Casa Barnekow"

Casa Gigli, anche detta Casa Barnekow, è un'altra cosa interessante che ci è capitato di vedere durante la nostra esplorazione di Anagni.

L'ingresso della Casa Barnekow, purtroppo conservata non benissimo...
Foto di AVB.

Questa casa, risalente alla metà del '300, fu acquistata e restaurata, verso la metà del XIX secolo, dal pittore svedese Albert Barnekow, che si trasferì qui dopo aver sposato una donna di Anagni.
Di Barnekow non sono riuscito a scoprire molto, anzi, quasi nulla in realtà, alcune storie parlano di un individuo strano, bizzarro, "con il sonno agitato dal Diavolo". Forse un mago, o un alchimista. Quello che è certo è che l'ingresso della casa è tappezzato di iscrizioni in italiano approssimativo, latino sgrammaticato e svedese. Tutte ammonizioni ed esortazioni alla vita cristiana. Più o meno...

Foto di AVB.

Purtroppo la casa non è visitabile all'interno... Ma, osservandola da fuori, abbiamo potuto constatare con gioia che, almeno, sembra destinata ad un uso saggio e costruttivo...

Come dite? Siamo di parte? Naaaa...
Foto di AVB.

Bene, spero che questo tour nella storia del Papato, dei Templari e di Anagni sia stato di vostro gradimento... Ora vi lascio liberi, con la promessa che, per la prossima tappa, non ci sarà così tanto da attendere!

2 commenti :

  1. "Una torre, ad Anagni. "

    Ho giocato troppo ad Assassin's Creed. Guardando la torre ho immediatamente pensato al sistema per scalarla...

    Bella rubrica, comunque, è interessante leggere di storia da un punto di vista un po' diverso :)

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  2. "Ho giocato troppo ad Assassin's Creed. Guardando la torre ho immediatamente pensato al sistema per scalarla..."

    Ahahahah! :D Anche io appena l'ho vista con quelle sporgenze ho pensato subito ad Assassin's Creed! :D

    Sono contento che questi articoli stiano colpendo nel segno... ^_^

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