Top 5: monologhi del cinema che avrei voluto recitare

Ecco, lo sapevo.
Dopo il primo post con una mia Top 5, ci ho preso gusto. E quindi, come un serial killer che non riesce più a fermarsi dopo il primo omicidio, io continuo con le mie classifiche, ogni lunedì. :D
In questo caso, la parte "teatrale" di me ha preso il sopravvento. Ma non preoccupatevi, non si tratta di una Top 5 per "addetti ai lavori", immagino che anche a voi, qualche volta, sia capitato di desiderare di essere lì, dentro lo schermo, a recitare una frase, un monologo, una battuta, a interpretare un personaggio.
Del resto io non sono un grande attore, conosco bene i miei limiti, e soprattutto ho bene in mente la differenza che c'è tra il cinema e il teatro. Eppure... Eppure ci sono certi monologhi che non ho saputo resistere alla tentazione di imparare a memoria. Penso anche di aver discretamente triturato le balle di qualcuno dei miei amici/parenti/conoscenti citandolo e recitandoli, qualche volta. :D
E allora, cominciamo.



5) V per Vendetta - il monologo di presentazione di V

Geniale. Un divertissement teatrale straordinariamente recitato da Hugo Weaving e doppiato altrettanto bene da Gabriele Lavia, nonostante le sue tipiche caratteristiche da "trombone".
Per chi non lo conoscesse (vergogna! >_<), ne trascrivo il testo.

Ma, in questa notte estremamente fausta, permettimi dunque in luogo del più consueto nomignolo di accennare al carattere di questa "Dramatis Persona". 
Voilà! Alla vista un umile veterano del vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. 
Questo viso non è vacuo vessillo di vanità, ma semplice vestigia della vox populi, ora vuota, ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà. 
L'unico verdetto è vendicarsi. 
Vendetta. 
E diventa un voto non mai vano poichè il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi. 
In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.

Lo dicevo che era geniale.

4) Braveheart - il monologo di William Wallace
Parlo ovviamente del monologo che Mel Gibson fa per incitare le rimediate truppe Scozzesi alla battaglia contro l'esercito Inglese. Parlando di discorsi epici oggi come oggi ce ne sono anche di migliori, ma sarà perchè il film è uno dei miei preferiti, lo trovo ancora estremamente affascinante.
Per renderlo al meglio inserisco anche la prima battuta che uno scozzese da in risposta a Wallace all'inizio del discorso. Fondamentale.

William Wallace: Figli di Scozia! Io sono William Wallace!
Soldato: Non è vero! William Wallace è alto due metri!
William Wallace: Sì, l'ho sentito dire. E uccide i nemici a centinaia. E se ora fosse qui distruggerebbe gli Inglesi con palle di fuoco dagli occhi e fulmini tonanti dal culo!
Sono io William Wallace.
E ho dinanzi agli occhi un intero esercito di miei compatrioti decisi a sfidare la tirannia.
Siete venuti a combattere da uomini liberi. E uomini liberi siete!
Senza libertà cosa farete? Combatterete?
[...]
Certo, chi combatte può morire... Chi fugge, resta vivo. Almeno per un po'.
Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso... Siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l'occasione, solo un'altra occasione, di tornare qui sul campo, ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la Libertà!?

3) Il Signore degli Anelli - il monologo di Sam 
Del "Signore degli Anelli" se ne potevano scegliere diversi, di monologhi. C'è quello di Aragorn davanti al Nero Cancello. Ci sono quelli di Thèoden, al Fosso di Helm e prima della Battaglia dei Campi del Pelennor.
Ma, tra tutti, il monologo di Sam de "Le Due Torri" tocca veramente delle profondità straordinarie. Sean Astin nel film fa veramente i botti in questo pezzo, e il bravo Massimiliano Alto rende bene anche nel doppiaggio. Da questo punto di vista in Italia siamo straordinariamente fortunati...

E' come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero.
Erano piene di oscurità e pericolo, e a volte non volevi sapere il finale, perchè come poteva esserci un finale allegro, come poteva il mondo tornare com'era dopo che erano successe tante cose brutte?
Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest'ombra, anche l'oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno, e quando il sole splenderà sarà ancora più luminoso.
Quelle erano le storie che ti restavano dentro, anche se eri troppo piccolo per capire il perchè. Ma credo, padron Frodo, di capire ora. Adesso so.
Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l'hanno fatto. Andavano avanti, perchè loro erano aggrappati a qualcosa.
C'è del buono in questo mondo, padron Frodo. E' giusto combattere per questo!

2) American Beauty - monologo finale di Lester
Lo so, sono diventato sdolcinato, alla fine. Cito un fulgido esempio, in mezzo a tanto genere, di quella che sarebbe senza dubbio literary fiction. Ma vabbè, non stiamo tanto qui a sottilizzare. Questo è il monologo che Kevin Spacey fa alla fine del film, mentre in sottofondo va quella straordinaria colonna sonora e una carrellata di immagini parecchio belle.
Rimane sempre uno dei miei monologhi preferiti in assoluto, sarebbe una prova di recitazione eccezionale. Poi farlo soltanto con la voce è ancora meglio.

Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell'istante prima di morire. 
Prima di tutto, quell'istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu... lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. 
E Janie, e Janie... e Carolyn. 
Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. 
A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. 
Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. 
E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola,vita. 
Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l'avrete. 

Capolavoro.

1) Blade Runner - monologo di Roy prima di morire
Eddai, qui non c'è proprio niente da dire. Un monologo di statura immensa, che inizia con una delle frasi più citate nella storia dell'uomo.
Non riesco mai a trattenere le lacrime quando vedo questo pezzo, niente, non c'è verso. Sono un sentimentale. E poi Rutger Hauer è bravo che la metà basta, come si dice dalle mie parti.
Dunque la classifica si conclude con quello che secondo me è il più bel monologo della storia del cinema.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. 
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
 E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. 
È tempo di morire.    

14 commenti :

  1. Il monologo di Blade Runner per me è insuperabile:-)

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  2. Due preferenze per V e una per BR... Beh, indubbiamente il primo è un divertimento verbale interessante, ma a livello di profondità... Con Blade Runner se la batte solo American Beauty U_U

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  3. Il monologo di Blade Runner è VERAMENTE una perla del cinema.

    Il discorso di V è più uno scioglilingua divertente :P

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  4. Io faccio la mia prima apparizione in questo blog, pertanto sarebbe stato bello potermi trovare completamente d'accordo con il blogger, tuttavia non è così. Per una serie di motivi.
    Il monologo di V è affascinate, però è molto macchinoso e artificiale (problemi di doppiaggio), probabilmente per poterne stabilire efficacia e profondità si sarebbe dovuto analizzare il testo in lingua originale; per di più il film è una trasposizione poco accurata del graphic novel.
    Inoltre il monologo di Blade Runner non merita il primo posto per un comune errore tecnico: generalmente ciò di cui parla il Nexus-6 si trova al di fuori del Sistema Solare (che era appunto il limite massimo dell'universo dickiano), per di più all'inizio del film viene detto che i Nexus-6 vengono fabbricati su Marte e poi fuggono direttamente sulla Terra.
    (Rango)

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  5. Aggiungo il mio timido voto per il caro vecchio Lester di American Beauty, un po' banalotto, ma secondo me molto bello..

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  6. Il monologo di Blade Runner è da considerarsi fallace solo se lo si intende in senso letterale. Quando parla di navi da combattimento in fiamme e raggi B, il Nexus-6 parla in senso metaforico. Se lo hai inteso in senso letterale, hai completamente frainteso il senso del monologo stesso.

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  7. Voto per il magnifico V :)

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  8. Da cinefilo anonimo non avrei potuto fare selezione migliore, sfizi individuali esclusi, s'intende. V, Blade Runner, e American Beauty...Buon gusto

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  9. Minchia ma che povertà! Sono tutti Blockbuster! Ti sei perso la maggior parte dei film che vale la pena vedere. Praticamente non hai visto niente.

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    1. Aaaahahahahhahahahahhahahah, è arrivato l'estimatore del cinema impegnato magari pure a basso costo :D :D :D Questi film sono spettacolari punto e basta

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  10. nulla da dire su v. e american in particolare ma secondo me ancor piu appassionanti sono: monologo di Al Pacino in profumo di donna (difesa in aula) e ancora Al in scena iniziale di Carlito's way!!! superbo!!!

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  11. Io voto Wallace, oltre al monologo stupendo c'è anche dietro una recitazione e una mimica facciale e del corpo pazzesca!!!

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