Recensione - Rogue Angel's serie - Destiny (A. Archer)

Mentre mi accingevo a scrivere questo post, mi sono accorto con orrore e raccapriccio che è dal 2011 che non scrivevo recensioni di libri.
Inaccettabile.
Per questo ho deciso di allietarvi al ritorno dalle vacanze estive con la recensione di un libricino interessante che ho letto proprio durante l’estate.
Libricino di avventura scoperto grazie al blog di Davide Mana, Strategie Evolutive.
Sì, esatto, il libricino di cui accennavo nel post di rientro.


TITOLO: Rogue Angel - Destiny

AUTORE: Alex Archer
EDITORE: non edito in Italia, negli USA edito da Gold Eagle
ANNO: 2006

PREZZO: reperibile su Amazon in formato Kindle a €3,42 oppure brossurato a... €40,00 circa.
PAGINE: 352

GENERE: Avventura, fantasy, Voyager, Relic Hunter.





Inizio subito col dire che oggi recensisco un romanzo atipico per gli standard di questo blog.
Sì, perchè sono solito apprezzare (e di conseguenza leggere e recensire) romanzi curiosi, magari originali, spesso steampunk... Destiny di Alex Archer non è niente di tutto questo.
Destiny è un romanzo d'avventura, condito con un po' di soprannaturale, sì, ma soprattutto pieno di botte, sparatorie, mistero, clichè... E sì, dai, anche un po' di gnocca. E non solo. Destiny è il primo romanzo di una serie, Rogue Angel. Una lunga serie. E non intendo una tetralogia, o pentalogia, o cose simili... Intendo proprio dire che tra un paio di giorni uscirà il trentottesimo volume della serie, sono già annunciati il trentanovesimo e il quarantesimo e il quarantunesimo è in preparazione. Almeno, stando a quello che dice Wikipedia.
Alex Archer è infatti un pen name molto prolifico che con la Gold Eagle ha pubblicato praticamente un romanzo ogni due-tre mesi per la serie Rogue Angel.
"Vabbè" direte voi"ma che ti è saltato in mente di leggere/recensire/consigliare una roba simile?".
Beh, la verità è che questo romanzetto è stato proprio gustoso. Una piacevolissima lettura estiva, che mi ha indotto a procurarmi almeno altri due volumi della serie.
Ma andiamo con ordine.

Annja Creed, la protagonista (ma và?) è una bella donna.
Atletica, colta, arguta, tosta e famosa. Sì, famosa. Perchè dopo essere cresciuta in un orfanotrofio (e quindi dopo aver sviluppato un certo interesse per le arti marziali, per mettersi in guardia dalle prepotenze e dalle difficoltà di quella vita) ha trovato il suo riscatto personale laureandosi in Storia e coronando il suo sogno di diventare un'Archeologa di un certo livello. Tanto che partecipa ad alcuni scavi in prossimità del Vallo di Adriano, e ad altri progetti importanti.
Ma, siccome questo è fantasy ma non troppo, non è certo con l'archeologia che Annja diventa famosa.
Alla fama ci arriva grazie alla sua idea di pubblicare sotto forma di romanzo pseudo-storico un diario che teneva durante le esperienze di scavo... Una trovata commercialotta che funziona bene, insomma. Epic win.
Annja guadagna notorietà, fa il giro di qualche programma televisivo e entra nelle grazie di nientepopodimenoche David Letterman, conquistato dalla sua arguzia. E quindi una cosa tira l'altra e Annja Creed si ritrova a prendere parte al famoso (e molto pop) programma televisivo Chasing History Monsters.
Una specie di Mistero in salsa ammericana.
Un programma che paga le proprie inviate per andare in giro per il mondo a caccia di leggende riguardanti "mostri famosi", per poi costruirci intorno puntate archeo-fantasy-storiche per il grande pubblico. Senza troppi riguardi per le verità storiche. Tipo Voyager.
Questa è la premessa, che fortunatamente non ci dobbiamo sorbire, ma che ci viene svelata un po' per volta durante la lettura.
Il romanzo inizia con Annja Creed in giro per la Francia del sud in cerca delle tracce di un mostro (La Bestia del Gèvaudan) tra i monti, inseguita non si sa bene perchè dagli sgherri di un potente villain del posto, tale Corvin Lesauvage.
Poi si sa come vanno queste cose, uno cerca una cosa ma il destino vuole che se ne trovi un'altra... E quindi Annja Creed entra in possesso di un misterioso medaglione che poi si rivela essere un pezzo di qualcosa di molto più grande ed importante... Qualcosa tipo la spada magica di Giovanna D'Arco (capito perchè pubblico oggi questa recensione? Semplice, per l'evidente attinenza con la Musa di Settembre! :D). L'avevo detto che il fantasy c'era.

Ehi! L'Unico Anello!

Solo che naturalmente, come sempre accade in questi casi, questa spada si dimostra una gran rogna...
E inizia una giostra che tira in mezzo la Bestia del Gèvaudan, Giovanna D'Arco e il mito nordico della Caccia Selvaggia, tematiche tenute insieme da una bella dose di mistero, azione, sparatorie e calci in faccia e qualche piccolo infodump utile allo scopo.
Il risultato è uno strano cocktail di Relic Hunter e Witchblade che riesce tra l'altro a creare un'interessante componente di attesa per le prossime avventure.

Che accoppiata vincente! :D

Il romanzo è autoconclusivo, si lascia leggere con piacere ed è scritto in un inglese scorrevole e semplice. Lo stile non è eccellente, ma i numerosi clichè inseriti nella storia sono sapientemente gestiti per regalare qualche ora di piacevole intrattenimento avventuroso. Non c'è niente di maldestro nella costruzione di questo romanzo.
I personaggi presentati (sia quelli che si intuiscono essere ricorrenti che quelli che, diciamo...defungono) sono ben costruiti e agiscono in maniera coerente e sensata. Certo, non aspettatevi un approfondimento psicologico straordinario, ma per trecento pagine di pulp-fantasy-adventure-fiction che altro volete? :D

In sostanza...
Drago d'Oro con riserva
Perchè il romanzo non è eccellente ma raggiunge pienamente il suo scopo, intrattiene piacevolmente e appassiona, e si fa leggere velocemente.
La riserva rimane fino alla lettura di altri capitoli della serie (che non ho alcuna intenzione di leggere tutta!), per vedere come saranno approfondite tematiche e psicologia di alcuni personaggi... E anche come si evolveranno le storie, se si evolveranno.
Non c'è che dire, l'estate e il matrimonio mi hanno reso decisamente più buono...

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