To be or not to be... Choosy

Probabilmente dal titolo avrete capito di cosa voglio parlare. Più o meno.
E, altrettanto probabilmente, sapete cosa intendo con choosy, perchè avrete certamente avuto modo di sentire le ultime dichiarazioni del Ministro Fornero. Sì quelle sui giovani. E sul lavoro, naturalmente.
Poi magari vi è addirittura capitato di leggere lo straordinario post di Davide sull'argomento.

Nel caso in cui nell'ultima settimana foste vissuti nel mondo senza Nutella (cit. Buta :D), guardatevi il video qua sotto e poi continuate a leggere...


Dunque, secondo la signora Fornero, Ministro del Lavoro della Repubblica Italiana, i giovani non devono essere troppo choosy. Choosy è un termine inglese traducibile in questo modo:
very careful in choosing; highly selective
E che in italiano potrebbe suonare bene tradotto come schizzinosi.
Dunque, ricapitolando, il Ministro del Lavoro si rivolge ai giovani consigliando loro di non essere troppo schizzinosi, ma anzi di "prendere il primo (lavoro) e poi guardarsi intorno".
Ora, questa affermazione, in teoria, avrebbe le potenzialità per essere una cosa sacrosanta così come un'inaccettabile bestemmia.
In teoria.
In pratica, invece, riesce solo ad essere un'affermazione totalmente imbecille. Senza speranza di salvezza, proprio.Vediamo perché.

Questa immagine c'entra poco, con il discorso.
Ma quando Davide Mana l'ha pubblicata mi ha fatto venire i travasi di bile.
Quindi ho pensato: facciamoli venire anche ad altri! :D

Prima possibilità: un'affermazione sacrosanta. (una storia vera)
Io sono un giovane. Mi chiamo F., e ho 23 anni.
Sono figlio di genitori benestanti, che mi hanno sempre mantenuto, mi hanno nutrito, mi hanno vestito, mi hanno dato un tetto sopra la testa.
Ho la terza media. Il liceo che avevo cominciato non mi soddisfaceva, quindi l'ho lasciato al terzo anno. Dopo essere stato bocciato due volte.
Ho vegetato per un anno, "cercando me stesso".
Poi mi sono segnato alla scuola serale, per prendere il diploma.
Ma era piena di quarantenni e di semi-analfabeti spesso extracomunitari, quindi non mi sentivo a mio agio. Perciò ho lasciato pure questa, e alla fine il diploma non l'ho preso. Quindi ho la terza media.
Poi ho fatto cose, visto gente, continuato a cercare me stesso.
Preso lezioni a domicilio di Jive (pagate da mamma & papà).
Imparato a giocare benissimo con lo yo-yo, fatto anche dei campionati.
Fatto un corso serio di Giapponese, e un viaggio in Giappone di tre settimane. Parlo (e scrivo) un po' di giapponese, a questo punto. Di certo meglio dell'inglese, che comunque ho "studiato" giocando agli MMORPG.
Ora ho bisogno di cercare lavoro!

Ecco, questa persona  probabilmente non può permettersi di fare lo schizzinoso! Eccheccazzo.
Nessuna esperienza lavorativa.
Nessun titolo di studio.
Nessuna competenza specifica.
Solo tanto tempo libero.
Beh, caro mio, prendi il primo e poi guardati intorno. E stai muto, aggiungo io, che già è tanto se non finisci a grattare la merda dai cessi con l'unghia del pollice.


Seconda possibilità: una bestemmia inaccettabile. (un'altra storia vera)
Io sono un giovane. Mi chiamo D., e ho 26 anni.
Sono figlio unico di genitori benestanti, che mi hanno sempre dato tutto ciò che potevano, al massimo delle loro possibilità, anche facendo dei sacrifici.
Dopo le scuole medie, ho fatto il Liceo Scientifico. Cinque anni di studio, diploma con 90 e rotti, niente di regalato.
Poi l'iscrizione alla LUISS, facoltà di Economia e Commercio.
Laurea presa con 108 (manca sempre una lira pe' fa' un miliardo eh...), perfettamente "in corso", cinque anni passati a studiare con passione, dedizione e anche fatica.
Stages e tirocini in diverse aziende di Roma e del Nord Italia. Alla fine qualcuna delle aziende voleva pure offrirmi un contratto (a termine...).
Ora sono sul mercato del lavoro.

Cazzo, io sono choosy eccome! E nessuno, dico nessuno può permettersi di dirmi che, dai, tutto sommato va bene anche un posto al call center. Vaffanculo.
Io ho le capacità per farne altri, di lavori. E voglio quelli. Ho studiato apposta!
Non mi accontento. Voglio ciò che mi spetta. E mi spetta, eh!
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Mica me lo sono inventato, lo dice l'articolo 4 della Costituzione Italiana. Rendere effettivo questo diritto  e le proprie possibilità e la propria scelta sono le parti che dovrebbero far suonare qualche campanello alla signora Fornero. In caso contrario, forse è lei che sta svolgendo un lavoro non consono alle proprie possibilità. 


Bene, abbiamo visto dunque come questa affermazione potesse essere un'affermazione sensata così come un'affermazione folle.
Tuttavia, ora posso affermare con certezza che, alla fine dei conti, l'affermazione della Fornero sia stata semplicemente imbecille.
Perchè? Basta soffermarsi sulla prima parte.
I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione. Devono anche non essere troppo choosy, come dicono gli inglesi.
Ecco.
...
A Forne', dimme 'na cosa...
MA CHI CAZZO SONO "I GIOVANI"?!
Vi rendete conto anche voi di quanto sia qualunquista, idiota e soprattutto priva di fondamento questa affermazione? O sono io che esagero?
Ma che accidenti vuol dire "i giovani"?! Chi sono?!
I ventenni? I trentenni? O quelli tra i 19 e i... ? 40? 45? Mentre scrivo questo post, in tv c'è "In 1/2 ora" della Annunziata, con ospite il signor Davide Serra che, a 41 anni, è uno dei nomi più importanti della finanza europea (e mondiale). E viene definito "giovane". Lui può esserlo, choosy?
Quindi, 'sti giovani, chi sono? I giovani disoccupati, si intende.
Ma del Nord? Del Centro? Del Sud? Delle isole?
Extracomunitari?
Potenziali emigranti?
Signora Fornero, lei capisce che affermazione generalizzata del cazzo che ha fatto?!
Non si può parlare de "i giovani"! Non sono tutti uguali!
Un venticinquenne di Messina laureato in giurisprudenza non è lo stesso "giovane" di un trentaduenne con la terza media di Bolzano! Parliamo di due mondi diversi! E non serve neanche di andare ai poli opposti della penisola, per trovare queste differenze... Basterebbe mettere il naso fuori di casa, ogni tanto. E fare due chiacchiere con le persone. Non con i giovani, non con i blogger, non con i consumatori.
Sono categorie vacue, senza senso, praticamente inesistenti.

Scusate lo sfogo un po' volgare, ma un'affermazione così assurda che viene da un Ministro della Repubblica è veramente insostenibile.


3 commenti :

  1. http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-conviene-essere-choosy/2193505 ;)

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  2. Scusami se rispondo in maniera generalizzata proprio qui, ma è tutta settimana che leggo roba sull'argomento e mi girano silenziosamente le palle. Il tuo è solo l'ultimo post in ordine cronologico, non sentirtene offeso.

    La questione è che la gente che parla e parla del choosy della Fornero di sociologia del lavoro non sa un cazzo.

    Se la gente, prima di parlare, si fosse presa la briga di, chessò, documentarsi, chessò, sfogliare qualche libro di Laura Zanfrini o di Eugenio Zucchetti, saprebbe che si tratta di una polemica cretina basata sul niente.

    Il fenomeno dei nuovi entrati sul mercato del lavoro con un titolo di studio medio alto che aspettano l'occasione giusta rinunciando anche a parecchie offerte di lavoro che non ritengono adeguate alla loro preparazione ESISTE ed è documentato nella letteratura specialistica.

    E la Fornero, che non è la prima testa di cazzo che passa per strada, siccome un pochino di economia politica sa, probabilmente di questo fenomeno è a conoscenza.

    Poi che, in concomitanza con la crisi economica mondiale, anche il fenomeno dei giovani picky sia cambiato è probabile, ma visto che i giovincelli politicamente impegnati coi loro cartelli scritti a pennarello nelle gallerie fotografiche di Repubblica NON FORMANO un campione statistico, si tratta un po' di parlare a vanvera.

    Ripeto, spero di non suonare eccessivamente brutale nei tuoi riguardi, non ce l'ho assolutamente con te in quanto autore di questo post, ma con l'esercito di gente che apre bocca solo per il gusto di farlo.

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  3. Ciao Ewan, figurati, non mi offendo, anzi i commenti lunghi sono i benvenuti, quando contengono cose sensate. :D
    Non mi offendo poi soprattutto perché io NON HO MAI DETTO che la Fornero abbia parlato di qualcosa che non esiste.
    I giovani "schizzinosi" esistono eccome.
    Quello che sostengo (e che continuo a sostenere) anche senza aver studiato sociologia del lavoro è che l'affermazione della Fornero sia

    a) generalizzata, quindi
    b) del tutto inutile e poi
    c) potenzialmente dannosa.

    Sì, perché un'affermazione generalizzata E' in effetti evidentemente inutile, perché non può essere d'aiuto a nessuno, visto che fa riferimento ad una non meglio identificata massa di "giovani", impossibile da identificare con chiarezza.
    E poi è DANNOSA perché si corre il rischio che, dando retta ad affermazioni del genere, passi una cultura dell'ACCONTENTARSI che è assolutamente dannosa per i giovani, per il Paese e per l'economia tutta. Basta leggere l'articolo gentilmente segnalato nel commento qui sopra da Prometheus. Anche perché è un dato di fatto (e di questo per fortuna ne sono certo perché mi sono documentato) che, una volta che si è entrati in certi meccanismi lavorativi (esempio banale: sono laureato in ingegneria, potrei già fare l'ingegnere, ma accetto l'impiego al call center) è facile rimanerci "incastrati" a vita. Perché magari arrivano i primi stipendi, cominci ad avere un certo tenore di vita, e passato un po' di tempo hai paura a lasciare quel lavoro per cercarne uno più adatto a te, perché rischiare significa poter perdere la scommessa, e quindi quel tenore di vita.

    Ciò detto, non significa che il fenomeno dei giovani EFFETTIVAMENTE SCHIZZINOSI non sia un fenomeno reale. Peggio per loro, mi viene da dire, ma comunque non era di questo che volevo parlare.
    Il problema ciò che in sostanza rende imbecilli le parole della Fornero è quel "i giovani" con cui inizia il discorso.

    Poi vabbè, sugli schizzinosi ci sarebbe da parlare un bel po'... In fondo DOVE STA SCRITTO che ci si debba accontentare? Il fatto è che ad una certa politica FA COMODO che qualcuno si accontenti e non rompa il cazzo. Il problema è che, spesso, alcuni laureati di medio-alto livello devono accontentarsi perché la politica del governo è fallimentare. Si devono accontentare i laureati in medicina perché non ci sono fondi per la ricerca, si devono accontentare i lavoratori dello spettacolo perchè si taglia la cultura, si devono accontentare i laureati in ingegneria e in geologia perchè non si investe sulle energie rinnovabili.
    "Accontentarsi" spesso significa "fare pippa", passando sopra al fatto che nessuno degli ultimi governi ha fatto davvero in modo di creare posti di lavoro adeguati ai giovani laureati.
    Per questo i nostri ingegneri, architetti, ricercatori e quant'altro vanno a lavorare all'estero...

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