Esperimento di "reblog": De Animationibus Rerum Linguisticae


Questo è un esperimento.
Siccome avevo già deciso che, per farmi perdonare dall'assenza (praticamente ingiustificata, visto che il racconto poi non l'ho finito in tempo...) della scorsa settimana, questa settimana avrei pubblicato un articolo ogni giorno; oggi ho deciso di dedicare la giornata a un esperimento.
Un esperimento denominato reblogging, anzi, visto che non posto una cosa già bloggata da un altro, ma da me qualche tempo fa, forse lo potremmo chiamare necroblogging.
L'arte di resuscitare un post sepolto da tempo.
Il fatto è che questo post, quello del titolo latineggiante, intendo, l'ho pubblicato ormai un anno fa, e secondo me non ha mai avuto l'attenzione che meritava. Non c'è niente da fare, 'ste cose mi mandano in bestia... Quindi ci riprovo!
E in attesa dello Steampunk Junk di domani, beccatevi questo!


De Animationibus Rerum Linguisticae (post del 24/10/2011)

Il titolo di questo post è un goffo pseudo-latinismo da me inventato per definire il contenuto del post stesso: una riflessione sul linguaggio, o meglio, su come e quanto mi sembra che sia cambiato il linguaggio della tv per bambini/ragazzi, e in particolare dei cartoni animati, dagli anni '90 ad oggi. In peggio, ovviamente.
Devo dire che non sono un grande sostenitore del "eh, non ci sono più le cose di una volta...", quindi sono stato indeciso fino all'ultimo se scrivere l'articolo, però effettivamente credo che sia una riflessione abbastanza sensata, che voglio condividere con voi lettori.
Durante gli anni '90 io ho vissuto la mia infanzia, il periodo delle scuole elementari (non c'ho messo tutti e dieci gli anni '90 per finirle, eh...) e delle scorpacciate di cartoni animati. Il mio preferito, in assoluto, è sempre stato e sempre sarà I Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya di Masami Kurumada, per i puristi). Avevo i pupazzetti con le armature (solo dopo li avrei chiamati action figures), ci facevo le battaglie, li collezionavo, ci giocavamo con i miei amici (praticamente facevamo a botte, ma intanto urlavamo "Fulmine di Pegasus! Iai!)... Insomma, una passione vera. E di conseguenza è rimasto il cartone di cui ho più memoria.
Ora, passando io molto tempo a contatto con bambini e ragazzi, ho avuto modo di fare un sondaggio sui cartoni animati di oggi. A parte che già alle medie quasi tutti smettono di guardarli (obbrobrio! Io ho continuato fino al liceo!), mi hanno detto (i maschi, che le femmine praticamente guardano da subito i telefilm...mah...) che i loro cartoni preferiti sono I Gormiti e Ben 10Le poche femmine che non si stordiscono di mignotte-cantanti e dive del rock, guardano sempre Ben 10 oppure l'atroce Winx Club




Una volta conclusa questa mesta ricerca "di mercato", ho recuperato dei piccoli spezzoni di puntata di tutti i cartoni "moderni" e del mio amato Saint Seiya...per fare le cose fatte bene ho anche accuratamente scelto la serie di Asgard, l'unica non tratta dal manga: insomma, cartoni puri, niente "adattamenti". E ho confrontato dei dialoghi. In particolare sono andato a scegliere delle puntate che mi sembrassero "importanti": di Ben 10 e Winx Club ho addirittura beccato le puntate della classica "battaglia finale" di fine serie. Per i Gormiti invece nisba, ho preso una puntata a caso. Una con un titolo che mi sembrasse un po' cazzuto, però. Sì perchè di solito nei momenti di tensione, di battaglia, di "svolta", gli sceneggiatori/dialoghisti si impegnano un po' di più, dando fondo alla loro creatività. E vediamo cosa ne esce fuori.

Comincio citando I Cavalieri dello Zodiaco, l'episodio 19 della serie di Asgard (92 se si contano tutte le puntate dall'inizio della prima serie), L'Ombra si rivela. E' un piccolo monologo che fa Mizar, Cavaliere di Asgard, in punto di morte, dopo essere stato colpito da Andromeda.
E' la fine d'un sogno di eterna gloria, cullato per anni. E' la fine dell'impudico sogno. Non mi rimane che l'altra faccia, e neppur la medaglia...nè di vita o di gloria ho piene le mani... Ah! La gloria! quale inganno...
Beh, insomma, è roba di un certo livello, se si considera che io all'epoca avevo circa nove-dieci anni. Insomma, per un bimbo delle elementari è una bella "palestra linguistica": o impari parole nuove, nuovi modi di esprimerti...oppure i tuoi cartoni preferiti non li capisci. Molto semplice.

Adesso andiamo avanti con i cartoni "moderni", e partiamo con i Gormiti: episodio 3 della seconda serie, La Tela del Ragno
(uno degli eroi, attaccando un mostro-ragno) Tocca a me mettere fine allo spettacolo! Grazie per aver giocato con noi, ti meriti il premio di consolazione!(lo abbatte) Ah-ah! Sììì! Ammettetelo, sono un mito! (segue pezzo finale di battaglia in cui il ragnone viene catapultato lontano, poi parla un altro degli eroi ad una sua compagna) Scusa Jessica se prima ti ho colpita...ma il fatto è che...quell'enorme ragno mi ha spaventato!
Tutt'altro livello, come potete vedere. Ma magari questo è un cartone che vedono i più piccoli.
Allora vado con Ben 10, seguito anche dai più grandicelli. Episodio 46, La Battaglia Finale
(il cattivo di turno, ignorando le regole basilari dell'Evil Overlord, sta gongolando nella sua astronave perchè tra poco conquisterà al Terra. Compare all'improvviso la famiglia dell'eroe) PADRE: Un vecchio modo di dire terrestre dice: "non fare i conti senza l'oste!" CATTIVO: La famiglia Tennison! E il loro amato giovane delinquente... FIGLIO: Come giovane?! Guarda che compirò 18 anni martedì prossimo! RAGAZZA: Martedì sarà il tuo compleanno e non me l'hai detto? FIGLIO: Non è così importante... RAGAZZA: Non ho fatto in tempo a comprarti il regalo! CATTIVO: Sta tranquilla... Nessuno di voi arriverà vivo a quel giorno!
 Solo io lo trovo terribilmente banale? Può darsi.
Ma non è niente in confronto all'episodio 26 de Winx ClubBattaglia Finale (aridaje...). In realtà la parte clou della battaglia è così disgustosamente priva di dialoghi e piena di versi, grugniti, esclamazioni e porcherie da teenager con i pruriti ormonali che mi indispettisce trascrivere il niente assoluto che ho immaginato popolare la testa degli ideatori di questa roba...quindi allego il simpatico video. Se volete capire di che parlo, basta osservare i primi due minuti. Sì, quelli in cui sembra che le protagoniste esistano in virtù dei maschi che se le impollineranno in futuro. Oppure potete andare avanti, e arrivare fino al punto in cui l'essere grosso, stupido e peloso (e giallo...) chiede ospitalità alle fate... E loro sono ben contente di aiutarlo! Perchè sono buone! Salvo poi trovarlo, un fotogramma dopo, che fa le pulizie... Praticamente hanno rimediato uno schiavo forzuto. Bah

Sarà che sono io ad essere eccessivamente fissato con il ruolo formativo che secondo me dovrebbero avere certe cose... Sì, anche i cartoni animati. E i romanzi. La letteratura fantastica, anche. E questo non significa necessariamente che ogni pagina o ogni scena debbano traboccare di buonismo o evitare di trattare temi violenti o "disturbanti"... Non è questa l'educazione. Non come la intendo io, per lo meno.
Che poi tutte le porcherie che si propongono di essere educative ottengono l'effetto contrario... Basti pensare alla Strazzulla, che ne Gli Eroi del Crepuscolo vuole raccontare la solita storia dei "reietti" che in realtà salvano il mondo pur essendo dei "diversi", per darsi un tono, per scrivere cose "educative"... E poi definisce il protagonista "bello come non mai" quando è sudato e ricoperto del sangue dei nemici uccisi. Non c'è che dire, molto educativo.

La vera Cavalleria è morta... Lunga vita alla Cavalleria.

4 commenti :

  1. Se ti avessero "propinato" l'adattamento originale di Saint Seiya il livello sarebbe stato decisamente più basso di Ben 10 e dei Gormiti, anche perchè non fanno altro che dire "Prendi questo!" "Ecco il mio colpo", eccetera eccetera.

    Il doppiaggio e l'adattamento de I cavalieri dello zodiaco è completamente "inventato". Ma ad oggi rimane il più bello in assoluto (penso solo a Pegasus che declama la Divina Commedia mentre Atena gli infonde forza e fiducia) nella storia dell'adattamento animato italiano.

    Detto questo, è vero che "il buonismo" la fa da padrone. Noi avevamo "I cavalieri dello zodiaco", "L'uomo tigre", "Ken il guerriero" e altre robe epicissime e potentissime. Oggi ci sono Ben 10, i Gormiti...o peggio ancora, i Beyblade.

    RispondiElimina
  2. :D
    Doppiaggio storico rulez! :D I dialoghi erano inventati splendidamente, dai... Adesso il massimo che riusciamo a creare è "Saranno Nazi Vostri" :D

    Vero quello che dici del buonismo... Ricordo la vignetta di Zerocalcare che spiega il senso dell'esempio che danno i cartoni animati ai giovani, esilarante :'D

    RispondiElimina
  3. Perdono! Non so niente dei Cavalieri dello Zodiaco e nemmeno dei Gormiti. Sono rimasta a quell'allegrone dell'Uomo Tigre e sono pure poco ferrata. Confesso che al tempo fingevo ogni volta di dover lavare i piatti perchè il suo destino di vendetta eterna mi angustiava profondamente. Un personaggio "sinistro" dalla strada segnata che ancora m'intristisce quando ci penso.

    RispondiElimina
  4. Male! Malissimo! :D
    Beh, sicuramente i cartoni dei mitici anni '80 e '90 rappresentavano un certo tipo di valori in maniera non "edulcorata", diciamo così. Ora, da qualche anno, ormai decennio, si è diffusa questa idea (malsana) che i ragazzini debbano essere protetti da qualsiasi cosa. Lo trovo ridicolo, ma soprattutto dannoso.
    Ormai ci si fa scrupoli se nei cartoni c'è del sangue, o se si parla apertamente di omicidio o di vendetta, eppure nessuno ha problemi se i ragazzini di Roma crescono con il mito della Banda della Magliana. Mah...

    RispondiElimina