Recensione - Un polpo alla gola di Zerocalcare

Sorpresa!
Una bella recensione di domenica! Contenti eh? :)
L'avevo detto che avrei cercato di farmi perdonare in ogni modo per l'assenza, e, visto che ho saltato un venerdì di post "canonico", che è poi il giorno in cui si prevede la recensione o lo Steampunk Junk, ho deciso di recuperare con questa segnalazione/recensione di una cosa che ho letto nell'ultima settimana e che mi è piaciuta abbestia.

Forse qualcuno di voi ha già avuto modo di sganasciarsi dalle risate sul blog di Zerocalcare, oppure qualcun altro potrebbe aver sentito il nostro amico comune Giobblin parlare de La Profezia dell'Armadillo, ed essersi fatto tentare (tipo io)... Ma stavolta abbiamo per le mani qualcosa di completamente diverso.
Cominciamo.


TITOLO: Un Polpo alla Gola
AUTORE: Zerocalcare

EDITORE: Bao Publishing
ANNO: 2012

PREZZO: € 16,00
PAGINE: 192

GENERE: fumetti, storie di infanzia & adolescenza, mistero







Dicevo che Un polpo alla gola è diverso da La profezia dell'armadillo, e ora vado a spiegare perché. Il fatto è che sì, nella Profezia c'è una storia, che viene raccontata attraverso flashback e riflessioni varie... Però alla fine si tratta di un avvenimento grosso, importante, di quelli che ti spingono a guardare al passato con un po' più di malinconia e al futuro con un po' più di paura. E da questo avvenimento si parte per ricostruire la storia di Zero e Camille, e via con le strisce esilaranti e con quelle un po' dolciamare.
Il Polpo invece è diverso.
Qui c'è una storia che parte dall'infanzia e arriva fino all'età adulta (o all'adolescenza lunga, se preferite :D), e si evolve nel tempo, segue la crescita dei personaggi e, soprattutto, nel Polpo c'è un mistero, qualcosa di grosso, che i nostri eroi sospetteranno soltanto ma che solo a noi lettori sarà dato di capire.
E credetemi, alla fine della fiera, dopo una valanga di risate e qualche bel ricordo della nostra infanzia/adolescenza, chiudere questo volumone di Zerocalcare (192 pagine!) lascia un grosso polpo alla gola
Provare per credere.


La storia inizia come iniziano tutte le storie dei grandi eroi. Come tutte le storie di avventura. Come tutte le storie tra ragazzini. Maschi.
Con una scommessa.
E poi c'è di mezzo anche il mistero.
E c'è la vecchia scuola di Zero e dei suoi amici, in cui passano infanzia e adolescenza, il Voltaire, e il preside, il losco giardiniere (che ricorda un po' Willie dei Simpsons :D), l'insegnante bastarda che ti sequestra i giochi da ragazzino... Dai, ammettetelo, l'abbiamo avuta tutti.
E poi, come nel perfetto stile di Zerocalcare, ci sono gli altri. Quelli con cui, prima o poi, tutti noi abbiamo parlato nella solitudine dei nostri pensieri.
Sì, insomma, ci sono Davidgnomo, i tre porcellini, He-Man, Darth Fener, Che GuevaraLuke Skywalker, Kurt Cobain, Kenshiro, Lady Cocca... E poi, immancabile, l'Armadillo. Ah, e una suora orsolina coi baffi da pescegatto. Ma per sapere cosa ci fa tutta questa gente in una storia di adolescenti romani... Beh, per questo dovrete comprarvi il libro.
Fatelo, è un affare.
Che poi le possibilità sono tre: o vi fa ridere, o vi prende a male, o entrambe le cose contemporaneamente. Se, come nel mio caso, avete passato il vostro periodo da pre-adolescenti a nascondere certe cose a genitori e amici, e quindi avete familiarità con il polpo alla gola che vi fa sparire il collo, beh, allora siete a cavallo: vi sbellicherete dalle risate, e poi, ogni venti-trenta pagine, il polpo tornerà. E' questo il bello della storia di Zerocalcare, che alla fine è anche un po' la nostra storia.
Se poi siete pure romani, e quindi vi ricordate quando da ragazzini parlavate in un certo modo... Beh, avete fatto bingo.



In conclusione
Drago d'Oro
Allora, ricapitoliamo.
Abbiamo una storia, che è la nostra storia, ma che è anche un giallo.
Abbiamo una storia di ragazzini, che poi sono anche ragazzi e ragazze, e poi adulti. Più o meno.
Abbiamo una storia di cambiamenti e di maturazione, ma anche di cose che restano sempre le stesse.
Abbiamo una storia di vita, che poi però c'è anche un morto, forse.
Abbiamo una storia che fa ridere, un sacco, ma che ti lascia anche... un polpo alla gola.
Che accidenti aspettate a comprare questa storia?! La trovate QUI.
Ora vi lascio con un video che solo chi è arrivato in fondo all'ultima pagina del Polpo può apprezzare.


3 commenti :

  1. La bravura di Zerocalcare è stata nell'attirare un numero di potenziali lettori attraverso il blog (dove propone storie dissacrante, divertentissime e demenziali), salvo poi proporre storie di un registro totalmente diverso, mature, liriche, a tratti poetiche.

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  2. Concordo con Buta. Nel blog fa morire dal ridere, nei due libri forse leggermente di meno, ma hanno più spessore. Finito l'armadillo e il polpo un po' di malinconia m'è venuta. Due finali forti, soprattutto il secondo.

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  3. Sì, l'ho notata anche io questa cosa, e la apprezzo moltissimo. Sono contento di aver fatto questi due acquisti, spero che il buon Zero se ne esca presto con una terza pubblicazione cartacea! :D

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