Diritto/dovere di voto

Questo post arriva un po' in ritardo rispetto a quando avrei voluto pubblicarlo: era infatti previsto prima delle elezioni, ma tant'è.
Due blogger per cui nutro grande stima negli scorsi giorni hanno dichiarato i loro intenti di voto: è una cosa che rispetto, e per certi versi che apprezzo. Io non lo farò, sia chiaro, ma non ho neanche intenzione di tenerlo nascosto. Di certo non ritengo che un articolo di opinione politica (come quelli di Alex o di Mr. Giobblin) sia neanche lontanamente paragonabile alla dilagante imbecillità di chi ha twittato (o postato sulla bacheca di facebook) le foto della propria scheda elettorale "usata".
Idioti.
Signori miei, quella roba è illegale, sappiatelo. Non tanto per la storia della segretezza del voto, quanto per il fatto che, ad esempio, potrebbe far supporre un voto di scambio. 
Idioti (2).


Ora, concludo questa breve parentesi ed arrivo al succo del discorso, che poi è anche il titolo del post. Il voto, è un diritto o un dovere? O entrambi?
La riflessione scaturisce innanzitutto dal dato (per me) inaspettato dell'aumento dell'astensionismo rispetto alle scorse elezioni. Ma come?
Il Paese è in crisi.
La classe politica non sa che fare.
La classe dirigente andrebbe rinnovata.
L'Europa intera è in crisi.
E tu che fai? Resti a casa?!
Mah. Misteri della vita. Senza contare che...
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
Per chi non lo sapesse, si tratta dell'articolo 48 della Costituzione della Repubblica Italiana. L'esercizio del voto è un dovere dei cittadini! Io ora (anzi, da anni) mi domando: ma perché cazzo non votate?! Avete di meglio da fare? Cosa c'è di più importante che affidare il governo del proprio Paese in queste o in quelle mani?
Oppure il vostro pensiero è il classico non c'è nessuno che mi rappresenta...
Cazzo, rappresentati da solo!
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
 Insomma, non ti piacciono i partiti politici che ci sono adesso? Fattene uno da solo. Manco a farlo apposta, si tratta dell'articolo 49 della Costituzione. Che palle 'sta costituzione, eh? Proprio non ce la fa a lasciarci in pace! Il fatto è che la nostra Costituzione è stata studiata per permetterci di tirare fuori da noi sempre il meglio. Per questo è faticoso starle dietro.
Capite, signori miei, perché esistono i finanziamenti ai partiti? Perché possa essere consentito a chiunque di fondarne uno e di fare campagna elettorale, e non solo a n Berlusconi o a un Briatore. Certo, che poi questa possibilità venga utilizzata per rubare, questa è un'altra storia: non è lo strumento il problema, è l'uso che se ne fa.
Ma ora mi fermo, altrimenti il discorso diventa infinito. E non voglio che si dica che sono un fervido sostenitore dei finanziamenti pubblici a pioggia sempre e comunque...


Quindi, passiamo alla seconda parte del post. Perché c'è una seconda parte, sì. Che, tanto per non sbagliare, parte proprio dall'articolo 48, quello di prima.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Oh, ecco, parliamo di cose serie. Basta occuparci del dovere di votare... Occupiamoci piuttosto del diritto.  La Costituzione ci dice che questo non può essere limitato, se non per incapacità civile. Ma che vuol dire questa "incapacità civile"?
Ecco, io un'idea ce l'avrei.
Vuol dire, per esempio, che se non hai mai letto un giornale, né ti sei mai informato sulla situazione politica del tuo Paese, sei un incapace civile.
Vuol dire che se non sai che differenza c'è tra Camera e Senato, sei un incapace civile.
Vuol dire che se non sai che essere fascisti, in Italia, è un reato perseguibile per legge, sei un incapace civile.
Vuol dire che se non sai distinguere un importante avviso dell'Agenzia delle Entrate dalla pubblicità-elettorale spazzatura, sei un maledetto incapace civile.
Non è una questione di idee politiche.
E' una questione di ignoranza. Anzi, di incapacità civile.



Beh? Che vuoi fare, allora? Toglierci il diritto di voto?
Dittatore!
Criminale!
Fascista!
Bastardo!
No, no, calma.
La mia proposta è semplice, chiara, lineare. Vi prego di prestarmi solo poche righe ancora della vostra attenzione. Il tempo (e lo spazio) necessario a seguire un ragionamento.
La pistola è un'arma. Un'arma è pericolosa, se maneggiata da persone inadatte. Per questo esiste il porto d'armi. Un documento che viene concesso ai cittadini maggiorenni (a tutti quelli che ne fanno richiesta) in possesso dei requisiti psicofisici necessari. Per stabilire ciò, i cittadini che ne fanno richiesta, vengono sottoposto a degli esami.
Permettetemi un altro esempio.
La macchina. La macchina non è un'arma. Ma può diventarlo, se guidata da persone inadatte. Per questo esiste la patente di guida. Un documento che viene concesso ai cittadini maggiorenni (a tutti quelli che ne fanno richiesta) in possesso dei requisiti psicofisici necessari. Per stabilire ciò, i cittadini che ne fanno richiesta, vengono sottoposto a degli esami. Teoria e pratica, in questo caso.
Bene. A questo punto forse avrete già capito dove voglio andare a parare.
Il voto non è un'arma, ma porco mondo può diventarlo eccome. Se lasciato in mano a persone inadatte. Per questo dovrebbe esistere una Patente dell'Elettore. Un documento che ogni cittadino a partire dai 17 anni può richiedere (sì, in modo da prepararli prima: del resto già oggi esistono gli esami per il "patentino" per i motocicli, no?) e che, una volta conseguita, dà diritto al voto.
Semplice, chiara, forse addirittura giusta.

Chi "se ne frega", non la richiede. Così finalmente la percentuale di astenuti la calcoliamo su quelli che, alla fine dei conti, avrebbero davvero potuto votare.
Chi invece la vuole, chi vuole dire la sua, deve sostenere un esame.
Sì, perché mica è sempre possibile aprire la bocca e dargli fiato. Non quando in gioco c'è il futuro del Paese.
Un esame, dicevo. Una cosa semplice, che chiunque abbia conseguito la licenza media possa sostenere. Domande che richiedono risposte che richiedono l'esercizio dell'informazione, del ragionamento e della memoria.
L'apologia di fascismo è reato?
Che cosa fu Tangentopoli?
Che cos'è lo "spread"?
Che cos'è il "bicameralismo perfetto"?
Perché una proposta di blocco dei pignoramenti sugli immobili sarebbe del tutto folle e inapplicabile?
Cosa significa "fotovoltaico"?
Cos'è il "porcellum", e perché è stato chiamato così?
Qual'è l'origine e il significato della parola "democrazia"?
E "repubblica"?

Roba semplice, chiara. Roba che si trova su Wikipedia, che si scopre leggendo i giornali, seguendo le tribune politiche. Informandosi, ragionando, ricordando.
(Ovviamente le domande che ho posto sono soltanto un esempio, occorrerebbe naturalmente trovare qualcosa di valutabile secondo criteri oggettivi.)
La "Patente dell'Elettore" si deve rinnovare di dieci anni in dieci anni, un po' come la patente. Dopodiché, raggiunta una certa età (che so...60 anni?), la durata passa a cinque anni. Si sa, invecchiando può capitare che la voglia di informarsi passi, che la memoria faccia cilecca.
Come dite? E' mostruoso? Immorale e discriminante nei confronti degli anziani?
Voi forse non avete mai visto persone far votare i nonni/genitori palesemente non consapevoli di ciò che stavano facendo. Succede anche questo.


Insomma, io penso che sarebbe ora di restituire all'atto del "votare" la sua dignità. 
Così, con questa idea un po' seria, un po' goliardica (un po' per celia, un po' per non morir, diceva Petrolini), magari ci renderemo conto se "la gente" ha votato questo o quel partito perché realmente consapevole di ciò che faceva, e non avremo più il dubbio se gli anziani siano stati truffati da finte lettere di rimborso, o se i giovani siano stati incantati da carismatiche figure "singole" di dubbia professionalità politica.

Bene, lo sproloquio è finito, andate in pace.

Mi piacerebbe sapere come la pensate, cosa ne dite. Vorrei sapere se pensate che io sia uno squilibrato, se approvate il principio ma non la realizzazione... Insomma, di tutto di più. Sono consapevole del rischio di flame che post del genere comportano, ma è un argomento che mi sta davvero a cuore.

P.S. Ringrazio il signor Vauro che mi ha inconsapevolmente fornito tutte le immagini di "contorno" al post. In quanto redattore dell'articolo, rimango a disposizione degli aventi diritto.

3 commenti :

  1. Quando ho aperto la pagina ho letto "DELITTO/DOVERE DI VOTO"... lapsus significativo? :-D

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  2. Una "patente dell'elettore" potrebbe essere un'idea, però si corre il rischio di far scomparire del tutto gli elettori che non vogliono o non possono superare il test. D'altra parte, non c'è nessuna garanzia che gli "informati" non vengano in ogni caso accalappiati usando svariate e sempre più sofisticate tecniche di manipolazione psicologica e di comunicazione.Io sono piuttosto per lo sviluppo e l' educazione perpetua volta al personale rafforzamento della capacità critica come mezzo di sopravvivenza e non solo per quanto riguarda la partecipazione alla vita politica del Paese.

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  3. @Alessandro
    Uhm...temo di sì! :D ma vedrai che tanto adesso ce lo fanno rifare, questo delitto...

    @Mina
    Sono perfettamente d'accordo con te, solo l'educazione delle future generazioni ci salverà definitivamente. Questa proposta è solo un rimedio momentaneo, perché adesso gli "educati" sono drammaticamente una minoranza...

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