Recensione - Marstenheim (Angra)

Uh uh uh.
L'autopubblicazione è un flagello per la qualità dei libri in circolazione.
Cose così ho sentito dire. Beh, rido di queste minchiate, come ben sapete visto che avete sicuramente letto alcune mie recensioni di certi autopubblicati che vale la pena di leggere, molto più di quanto non valga la pena leggere tanta merda che finisce sugli scaffali delle grandi librerie d'Italia (e non solo eh...).
Il romanzo che recensisco oggi è l'ennesima prova di quanto la frase iniziale sia un'idiozia bella e buona, detta da gente disinformata o, peggio ancora, con l'intenzione di creare disinformazione. Sì, perchè Marstenheim di Angra è un romanzo autopubblicato ormai quasi quattro anni fa, e, detto in due parole, è davvero una figata.
Ma andiamo con calma...


TITOLO: Marstenheim
AUTORE: Angra

EDITORE: Autopubblicato
ANNO DI USCITA: 2009

PREZZO: Gratuito! Lo potete scaricare da QUI in PDF e QUI in Mobipocket.
PAGINE: circa 300

GENERE: Fantascienza, science-fantasy, post-apocallitico, Warhammer 40.000






Marstenheim è il primo romanzo che ho letto sul mio nuovo e-Reader di cui parlavo qualche giorno fa. E devo dire che sono rimasto decisamente soddisfatto!
Che bello inaugurare un e-Reader con un bel libro... Ma passiamo subito alla recensione di oggi.
Innanzitutto, due parole sulla trama: Marstenheim è una città. Una città in rovina, costruita su un lontano pianeta chiamato Saxxon, colonizzato ormai millenni fa dai terrestri, e poi abbandonato. Il romanzo narra le vicende di alcuni personaggi (quasi troppi, direi, dato l'esiguo numero di pagine) che agiscono all'interno di questa città per raggiungere ciascuno i proprio scopi. In particolare, emerge subito chiaramente che tutti, chi per un motivo chi per un altro, sono in cerca di un misterioso individuo, terrestre, con una cicatrice che gli attraversa la gola e va da un orecchio all'altro.

La storia  di Marstenheim è interessante, articolata e avvincente. Punto.
Tanto basta per definire una trama che si dipana attraverso il punto di vista di numerosi personaggi, tanti che, forse, risultano essere proprio il punto debole del romanzo: i personaggi "punto di vista" sono parecchi, ed è quasi impossibile "affezionarsi" a tutti questi personaggi nel giro di 300 pagine. Per questo, quando accadono certe cose (resto generico per evitare lo spoiler), spesso viene a mancare un po' di pathos che invece ci sarebbe potuto essere eccome, se il racconto avesse seguito le vicende dal punto di vista di uno o due personaggi.
Per il resto la storia è una di quelle che ti costringono a divorare il libro in un paio di giorni, ché devi sapere assolutamente chi mira a che cosa e, una volta scoperto, devi sapere come andrà a finire.

I personaggi sono un bel po', come dicevo, e paradossalmente tra i meno interessanti risulta esserci il "protagonista", il saxxon Aix, e quelli della sua compagnia. Eccezion fatta per il misterioso Ygghi Kan e per le gemelle Gya e Madkeen, gli altri saxxon risultano un po' piatti, e sembra quasi che siano lì per mandare avanti la trama... Cosa che, del resto, fanno piuttosto bene. Ecco, sì, mettiamola così: il gruppo dei saxxon "fa il suo", come si dice dalle mie parti. Esegue i suoi compiti, senza particolari difetti o mancanze, eppure non brilla per caratterizzazione.
Carmille e Morgause sono evidentemente tra i personaggi preferiti dell'autore (mi permetto di dirlo anche senza conoscerlo minimamente...), vista la caratterizzazione e la qualità dello spazio che gli viene dedicato.
E poi... Beh, veniamo al punto clou: gli Skaven. Cioè, in realtà sono uomini-ratto, ma assomigliano tremendamente agli Skaven di Warhammer. :D
In molte recensioni ho letto di quanto siano insopportabili questi personaggi, ed il loro parlare simil-pilipino e servile quando si rivolgono agli umani... Beh, non sono d'accordo: io li ho trovato assolutamente geniali, ben caratterizzati, divertenti e simpatici. :D La loro società organizzata in maniera quasi ottusamente gerarchica e burocratica, il loro modo di comportarsi, di parlare... Secondo me sono tra i personaggi più riusciti del romanzo, fighissimi. L'influenza di Warhammer si vede, certo, ma... Chi ha mai detto che questo debba essere un male?

Skaven! Disgustosi, servili, pericolosi, ordinatissimi Skaven! :D

Poi di altri personaggi ce ne sarebbero a palate, Porfirj, André, i Crociati, i Soldati della Repubblica, Losado... Eh, avoja, come si dice a Roma. C'è un però, di cui va dato atto ad Angra: anche se il PoV salta di personaggio in personaggio, la storia risulta chiara e scorrevole, e quando cambia il personaggio punto di vista non è mai a caso, ma è sempre un cambio riconoscibile e chiaro. Lo stile di Angra è chiaro, pulito, scorrevole, calibra bene le scene di azione e gli "intermezzi", nei dialoghi le voci dei personaggi si distinguono, e non si verifica mai lo sgradevole effetto delle teste fluttuanti.
Infodump? A volte, certo. Ma ragazzi, che goduria! Io vado matto per le ambientazioni ben riuscite, e quella di Marstenheim lo è eccome. E quando un'ambientazione è ben riuscita, beh... Io lo voglio, l'infodump. Non voglio intuire e basta, voglio vedere il lavoro che c'è dietro. E quello di Angra si vede, l'avamposto in rovina, flagellato dalla terribile peste dei vermi, dominato dall'anarchia, è dipinto alla grande, con maestria.

Marstenheim?

Altro? Sì, le influenze.
Ho notato diverse somiglianze tra ambientazione, situazioni, scene precise e altre cose appartenenti al mio panorama di letture... Somiglianze che non mi sono dispiaciute affatto.
Nell'ambientazione di Marstenheim, nel comportamento dei suoi abitanti, nella situazione di "colonia abbandonata" ci ho rivisto moltissimo del Metallo Urlante di Evangelisti, e mi è piaciuto parecchio. Poi gli Skaven di Warhammer, e, in una scena precisa, ho notato una somiglianza che mi è piaciuta più di ogni altra (vorrei tanto che l'autore commentasse su queste pagine per confermarmi se ci ho visto giusto :D): c'è un combattimento tra i Saxxon e i Crociati, ad un certo punto, che ricorda moltissimo lo scontro nelle fogne tra i membri dei Falchi e i Barkilaka. Capito di che parlo? Quella scena di Berserk in cui Gatsu & co. vanno a salvare Grifis e vengono attaccati da quei guerrieri ognuno con grottesche caratteristiche fisiche e di combattimento... Beh, una vera figata. Uno dei combattimenti del romanzo sembra proprio quello lì.
In effetti ad Angra invidio molto la capacità di scrivere belle scene d'azione, chiare, lunghe il giusto, mai noiose né scontate.

In conclusione
Drago d'Oro
Meritato eccome.
Uno dei migliori autopubblicati che mi sia capitato di leggere. Unica piccola nota di demerito sul finale: forse un po' sbrigativo, sarebbe potuto durare ancora una cinquantina di pagine, carne al fuoco ce n'era. Quasi mi aspettavo di veder saltar fuori un Marstenheim 2, ma pare che non sia così. Il blog dell'autore, infatti, è disabitato da tempo, un po' come la sua Marstenheim su Saxxon... Un vero peccato.
In ogni caso, consiglio vivamente la lettura di questo romanzetto, che si scarica gratuitamente dai due link che ho postato nella "scheda" iniziale.

0 commenti :

Posta un commento