MH370

Sabato, 8 Marzo 2014, il Boeing 777-200 della Malaysia Airlines (volo MH370) è partito da Kuala Lumpur alle 0.41 diretto a Pechino, dove sarebbe dovuto arrivare alle 6.30. 
Circa 45 minuti dopo il decollo, all’1.30, è scomparso dai radar, tra la costa della Malaysia e quella del Vietnam. Letteralmente sparito nel nulla.

Immagino tutti siate al corrente, dopo ormai due settimane, per lo meno dell'esistenza di quello che è stato definito il più grande mistero della storia dell'aviazione moderna. E io ci vado a nozze, coi misteri.*

Cerchiamo però di andare con ordine.
Alle ore 1.19 il co-pilota comunica via radio per l'ultima volta. Dice "All right. Good night." E buona notte, appunto. Due minuti dopo il transponder che dovrebbe comunicare costantemente con il radar di Kuala Lumpur smette di funzionare. E l'aereo, quindi, sparisce.
Sono sostanzialmente due i motivi che hanno fatto pensare al dirottamento: innanzitutto per disattivare un transponder bisogna avere competenze tecniche molto specifiche. Non è una cosa che si impara alla scuola serale di recupero per piloti, insomma. Bisogna essersi preparati appositamente per quello. In secondo luogo, ma questo si è scoperto solo molti giorni dopo la scomparsa, alle ore 1.09 (quindi prima dell'ultima comunicazione del co-pilota) nel computer di bordo erano già stati inseriti i dati per l'inversione di rotta verso Ovest.
E qui già le cose cominciano a non quadrare. Innanzitutto, questa notizia è stata data dalla rete statunitense Nbc diversi giorni dopo la scomparsa dell'aereo. Non immediatamente, dunque, e soprattutto non dalla Malaysia Airlines
Perché ci sono voluti tanti giorni prima di sapere che il Flight Management System nella cabina di pilotaggio era stato programmato per la virata verso Ovest? E perché la Malaysia non ha dato immediatamente la notizia? Forse era già al corrente dell'inversione di rotta programmata?
Non si sa. Non ancora, per lo meno.
Si sanno però altre cose.
Si sa che, dopo la scomparsa dai radar, il Boeing ha volato per altre sette ore, almeno. E questo si sa grazie ai "ping" dei satelliti.
Si sa, inoltre, e si sa grazie ad una perquisizione in casa, che il pilota aveva cancellato dalla memoria del suo simulatore di volo tutti i voli "provati" negli ultimi giorni. Un tentativo di nascondere il dirottamento programmato? E' possibile.

A questo punto, è opportuno valutare anche una delle prime ipotesi prese in considerazione, poi scartata, poi ripresa in considerazione: il dirottamento a scopo terroristico.
Inizialmente era stata presa in considerazione quando le autorità si erano accorte della presenza, sul'aereo, di due ragazzi iraniani imbarcatisi con passaporti falsi. Si è poi scoperto che si trattava di due dissidenti in fuga dall'Iran. L'ipotesi terrorismo ha quindi perso quota, salvo poi riprenderla quando si è scoperto dell'inversione di rotta programmata e dei dati cancellati dal simulatore. Del resto anche l'ipotesi del guasto o dell'imprevisto non era più credibile, dato il largo anticipo con cui è stata programmata la virata a Ovest.
Con l'ipotesi del dirottamento terroristico, tuttavia, riprende quota anche un'altra ipotesi, ben più terribile: l'ipotesi dell'abbattimento dell'aereo.
Un aereo in mano a dei terroristi, pronti a un gesto folle e sanguinario che avrebbe portato non solo la morte a tutti gli occupanti del velivolo, ma chissà cos'altro di peggio. Unica soluzione: abbatterlo con la contraerea prima che il peggio si compisse, e poi cercare di nascondere la cosa più a lungo possibile.
Nel momento in cui scrivo, circa le 22:00 del 20 Marzo 2014, le autorità australiane hanno annunciato di aver individuato via satellite due oggetti compatibili con possibili resti del volo scomparso Kuala Lumpur-Pechino. Uno dei due oggetti misura circa 24 metri di larghezza. I resti si troverebbero nel Sud dell’Oceano Indiano, a circa 2.000 chilometri da Perth (Australia).

Ora, sempre nel momento in cui scrivo, mi auguro che queste immagini satellitari non siano altro che un abbaglio. Sì, perché alla fine questa storia dell'aereo, come scrivo anche nella nota a piè di pagina, è comunque una tragedia. Però... Però.
Però poteva essere qualcosa di diverso. Poteva essere un vero mistero di quelli al limite del soprannaturale: un Boeing 777 che *bam*! Sparisce nel nulla.
Poteva essere un gesto isolato organizzato dal pilota... Si stava indagando sulla sua vita. E' stato impegnato in politica. Un astuto piano organizzato da un bieco levantino** per sequestrare un aereo con i suoi passeggeri, o che ne so... Con qualcosa che era a bordo?
Poteva essere qualcosa di strano... Di "diverso"... Persino di avventuroso.
E invece, forse, sarà l'ennesima Ustica. E questo è ancora più triste della tragedia in sé.

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* Nota Bene: Questo post nasce con l'intenzione di solleticare il "sense of mystery" (ammesso che esista una cosa del genere) dei lettori, così come il mio è stato solleticato dalla notizia. E' naturale, anche se la questione non sarà menzionata nel post, che io sia profondamente dispiaciuto per i parenti degli oltre 200 passeggeri a bordo. Non immagino quanto possa essere straziante trovarsi nella loro situazione. Tuttavia, lo scopo del post non è piangere le persone scomparse né commemorarle (anche perché, chissà...) né niente di tutto questo. Semplicemente è scomparso nel nulla un aereo di quasi 70 metri di lunghezza, e le congetture che si possono fare sulla scomparsa sono interessanti, per un amante dei misteri e dei racconti fantastici.
Quindi prego, astenersi rompicoglioni.
** Sì, c'è più di un becero stereotipo razziale in questa idea. E me ne vergogno. Però dovete ammettere che è molto pulp...

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